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Il Vaginismo e il desiderio di un figlio: una disfunzione da curare

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Il vaginismo e la difficoltà ad avere un figlio. Conosciamo meglio le caratteristiche di questo disturbo sessuale che impedisce rapporti con il partner e scopriamone i rimedi per poter finalmente diventare mamme

Vaginismo

Il vaginismo è una disfunzione sessuale femminile molto frequente che impedisce il rapporto sessuale e di conseguenza anche la visita ginecologica.

Di origine prevalentemente psicosomatica, quando si escludono condizioni mediche rilevanti, per esempio un imene costituzionalmente troppo rigido o interventi di tipo chirurgico che impediscono la penetrazione, si manifesta con una contrazione spastica dei muscoli perineali che circondano il terzo esterno della vagina, e ha diverse cause.

Le donne che tendenzialmente soffrono di tale disfunzione, spesso, per anni, non hanno rapporti sessuali o comunque provano ad averne, ma con esito negativo anche per via delle loro irrazionale paura nei confronti del coito a cui associano il dolore della penetrazione nonché la fobia nei confronti dei propri organi sessuali.

Capita quindi che, in molti casi, non conoscono le loro parti intime, non si sono mai toccate né guardate.

Tale disfunzione è racchiusa prevalentemente in due categorie: primaria e secondaria. Mentre la prima è presente sin dal primo approccio della donna con la sessualità ed è causa di molti “matrimoni bianchi”, al pari della disfunzione erettile maschile di tipo primario, la seconda può essere situazionale o generalizzata a seconda che si manifesti dopo un periodo di normale attività sessuale con uno specifico partner o in qualunque occasione.

Il desiderio di un figlio

Tale problematica racchiude in sé una serie di limiti e rinunce legati alla difficoltà di avere una gravidanza e al contempo soddisfare un’esigenza di coppia che non trova soluzione fin quando non ci si rivolge ad un esperto e, a volte, passano anche anni.

Tale situazione può risultare molto dolorosa soprattutto se l’aspettativa dopo l’unione è quella di coronare il sogno di una famiglia. È chiaro che la condizione psicologica non solo della ragazza ma anche del compagno non va sottovalutata poiché la prima emozione che emerge, e che condiziona fortemente tanto da rinunciare a richiedere una consulenza psicosessuologica, è il sentimento di vergogna.

La donna si sente diversa dalle altre ed ha la convinzione che non ci sia soluzione, pertanto la difficoltà a parlarne anche con un’amica intima è particolarmente evidente come lo è anche lo stato di agitazione e di disperazione che molte esprimono soprattutto durante i primi colloqui.

Un partner comprensivo e amorevole è sicuramente d’aiuto nelle risoluzione della problematica. Partecipa infatti agli incontri ed è prevalentemente lui a richiedere la consulenza specialistica e a sostenere la compagna durante il percorso.

Le cause

Diversi fattori possono contribuire all’insorgenza del sintomo senza un apparente trauma.

Nel vaginismo primario i forti condizionamenti materni o familiari nei confronti della sessualità, dovuti a fattori religiosi o culturali, generano molto spesso tale problematica. Anche esperienze materne o generazionali raccontate e tramandate di madre in figlia implicano a livello immaginativo una difficoltà ad accogliere l’esperienza come piacevole e a considerarla come parte integrante dei bisogni primari dell’individuo. Un padre particolarmente rigido nella sua educazione e iperprotettivo soprattutto nei confronti della figlia femmina, un trauma subìto durante l’adolescenza, una violenza tentata o subìta, un approccio alla sessualità difficoltoso o doloroso tanto da rifiutare anche il contatto fisico con l’altro, disturbi di personalità.

Nel vaginismo secondario una storia sentimentale traumatica può contribuire all’insorgere della disfunzione al pari di una gravidanza indesiderata o di un trauma post parto, la scoperta di problematiche sessuali nel partner o di natura psicologica quali la paura di innamorarsi o difficoltà ad accettare cambiamenti corporei o la paura della sessualità possono essere altre cause.

Cosa fare per favorire il rapporto sessuale e di conseguenza una gravidanza?

Il vaginismo è abbastanza diffuso e le tecniche d’intervento psicologico quali l’elaborazione dell’eventuale trauma, l’utilizzo del Training Autogeno e di tecniche immaginative ne favoriscono la guarigione. Nonostante il percorso non sia breve, dura infatti qualche mese, le possibilità di recupero in termini di immagine corporea, femminilità, ruolo sessuale e materno riemergono con evidente intensità tanto da coronare quasi subito il desiderio di un figlio, soprattutto nelle coppie che stanno assieme da anni.

Come rimanere incinta subito

Un caso

Giovanna ha 32 anni. E’ sposata con Lorenzo da 5 anni ma in tutto questo tempo non sono mai riusciti ad avere un rapporto sessuale completo tanto che hanno rinunciato ad averne.

La donna manifesta da subito un forte senso di vergogna e di pudicizia e fatica a parlare delle sua problematica e dei suoi organi genitali. Non ne è abituata poiché la sua educazione rigida e chiusa non ha permesso alla sua femminilità di emergere spontaneamente durante il periodo adolescenziale. Ricorda la prima uscita con un ragazzo come particolarmente “imbarazzante” poiché durante lo scambio di un bacio tra i due compare all’improvviso il padre che l’aveva seguita. Prendendola per i capelli e a male parole la porta via e le vieta di uscire per circa un mese.

Da adolescente alle prime armi, l’esperienza di grande vergogna ha contribuito ad inibirla facendole credere che tutto ciò che riguardava il sesso fosse associato ad una donna di “facili costumi”. Ha aspettato pertanto il matrimonio per allontanarsi da casa e cercare di creare una propria dimensione intima in un ambiente più sicuro. Ma ciò non è stato sufficiente.

I fattori culturali ed educativi imposti dai suoi genitori di umili origini sono ancora presenti e ricorda pertanto di soffrire di vaginismo da sempre.

Nell’arco di poche sedute Giovanna comincia ad aprirsi maggiormente, affidandosi alla sua psicoterapeuta, svolgendo tranquillamente a casa gli esercizi di Training Autogeno, e favorendo anche una maggiore intimità con suo marito che ha partecipato con grande comprensione e trasporto. Il loro desiderio di avere un figlio è molto forte e tangibile tanto che in una fase di disperazione la donna cerca di tirarsi indietro per poi ricredersi. A distanza di pochi giorni scusandosi, anticipa l’incontro con una e-mail scrivendomi che ci sono delle novità…

Di lì a poco, il percorso termina e durante l’ultimo incontro, ricco di emozioni e di vissuti particolari e intensi, Giovanna racconta al massimo della felicità di un test di gravidanza positivo.

Lo sforzo e la fatica vissuta nei mesi precedenti, accompagnati da tanta speranza che li ha sostenuti sino alla fine, anche se con alti e bassi, ha spinto la coppia al coronamento del loro sogno.

Attualmente Giovanna e Lorenzo hanno due figli che crescono sani e forti..

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