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Come si contano i 28 giorni del ciclo mestruale

di Simona Bianchi - 10.07.2024 Scrivici

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Come si contano i 28 giorni del ciclo mestruale? Bisogna fare dei semplici calcoli in base alla data del ciclo precedente

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Come si contano i 28 giorni del ciclo mestruale

Un ciclo mestruale regolare solitamente dura 28 giorni, si tratta dell'intervallo di tempo tra una mestruazione e l'altra. Per calcolare la durata si deve considerare il periodo che va dal 1° giorno in cui compare il flusso mestruale, considerato come 1° giorno del ciclo, fino al giorno che precede l'inizio della mestruazione successiva. Il calcolo del ciclo mestruale è importante per sapere quali sono i propri giorni fertili e quindi conoscere qual è il periodo migliore per provare ad avere un bambino oppure, al contrario, se si vuole evitare una gravidanza quali sono i giorni in cui fare più attenzione ad avere rapporti sessuali. Nel caso di un ciclo di 28 giorni, l'ovulazione, che corrisponde al momento in cui l'ovaio rilascia l'ovulo, avviene il 14° giorno prima dell'inizio del flusso mestruale successivo. Il periodo fertile sarà dall'11° o 12° giorno al 16° o 17° giorno.

Come calcolare il ciclo mestruale irregolare

Non tutte le donne hanno un ciclo mestruale di 28 giorni esatti, tuttavia tra i 25 e i 36 giorni è comunque ritenuto regolare purché lo scarto tra una mestruazione e l'altra non sia superiore a quattro giorni. La regolarità del ciclo mestruale è legata a un preciso controllo ormonale del fenomeno, a cui partecipano ipotalamo, ipofisi e ovaie. Ci sono alcune donne che, per diversi motivi, hanno un ciclo mestruale irregolare. In questo caso come si calcola? La risposta è complicata in quanto il calcolo è incerto e non può essere preciso. Se comunque rientra tra i 25 e i 36 giorni, ma per esempio il mese prima è stato di 25, quello precedente di 33, quello ancora prima di 26, si saprà che più o meno tra il 25° e il 36° giorno arriverà. Se lo sbalzo tra un ciclo e l'altro è maggiore, è il caso di consultare un medico per valutare l'eventuale problematica.

Come capire se è un ritardo o sei incinta

I primi sintomi della gravidanza e quelli dell'arrivo del ciclo sono simili, per esempio sono comuni in entrambi i casi questi fastidi:

  • Gonfiore al seno
  • Aumento della sensazione di stanchezza
  • Mal di testa
  • Voglie o avversioni di tipo alimentare
  • Sbalzi d'umore
  • Minzione più frequente.

Se si ha un ciclo regolare e non torna quando deve, si può sospettare una gravidanza. In ogni caso, per avere conferma è sempre necessario fare un test e, in caso di esito positivo, una visita dal ginecologo.

Come si fa a capire che sta arrivando il ciclo

A causa del rilascio di alcuni specifici ormoni, ci sono dei sintomi più o meno fastidiosi che avvisano che le mestruazioni stanno arrivando. Alcune donne li avvertono in maniera più intensa, altre ne hanno solo alcuni o non se ne accorgono proprio.
In ogni caso, un primo indizio è la pelle che presenta sfoghi cutanei. L'aumento del progesterone incrementa la produzione di sebo che provoca brufoli e pelle oleosa. Più del 50% delle donne afferma di aver notato un peggioramento dei sintomi acneici durante la settimana che precede le mestruazioni.

Un secondo indizio è avvertire il seno più sensibile o addirittura teso durante i giorni che precedono le mestruazioni. Questo avviene perché gli estrogeni dilatano i dotti mammari e il progesterone fa gonfiare le ghiandole.

Un ottimo indicatore delle mestruazioni in arrivo sono i crampi mestruali, causati dalle prostaglandine, sostanze simili agli ormoni che provocano le contrazioni dell'utero. Nei giorni precedenti al mestruo, l'umore diventa ballerino probabilmente a causa dell'aumento e del calo dei livelli ormonali, in particolare al calo degli estrogeni che può far sentire tristi e irritabili.

Gli ultimi indicatori dell'arrivo delle mestruazioni sono sentirsi gonfia a causa delle variazioni ormonali, come un elevato livello di progesterone che rallenta il tratto digestivo, causando così stitichezza e gonfiore, e poi sentirsi molto stanche a causa dei livelli di serotonina, una sostanza prodotta dal cervello che controlla l'umore, che spesso cala insieme agli estrogeni.

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