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Lupus Eritematoso Sistemico, sintomi e cura

di Redazione PianetaMamma - 07.01.2020 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il lupus eritematoso sistemico è una malattia autoimmune che colpisce sessantamila italiani, in prevalenza donne. Vediamo come si manifesta e come si cura

Lupus Eritematoso Sistemico

Stati infiammatori e febbrili prolungati, dolori articolari e muscolari, sintomi dermatologici, astenie, ma anche poliabortività nelle donne in età fertile e danni cronici ad organi vitali come rene, cuore e sistema nervoso: sono le tante facce con cui si presenta il Lupus Eritematoso Sistemico (LES), una patologia autoimmune che colpisce in Italia circa sessantamila persone, per la maggior parte di sesso femminile. Vediamo quali sono i sintomi, come si fa la diagnosi e qual è la migliore cura.

Cos'è il lupus eritematoso sistemico

Si tratta di una malattia autoimmune, cioè che vede coinvolto il sistema immunitario che non riesce più a distinguere gli agenti esterni nocivi dalle cellule e dai tessuti appartenenti all'organismo stesso, finendo per aggredirli, distruggerli e provocare danni d’organo molto seri e irreversibili.

Si tratta di una malattia cronica, dalla quale non si guarisce mai, e per la quale spesso è estremamente difficile fare una diagnosi data la grande complessità dei sintomi, del decorso e delle sue principali manifestazioni.

I sintomi

Il Lupus Eritematoso Sistemico è una patologia multisistemica, quindi la sintomatologia è molto varia, e proprio questo aspetto rende spesso difficile la diagnosi. Tra i vari sintomi segnaliamo:

  • dolori articolari,
  • facile affaticabilità,
  • febbri,
  • manifestazioni cutanee,
  • perdita di capelli,
  • anemia,
  • aborti spontanei,
  • nefriti,
  • tendiniti,
  • pleuriti,
  • pericarditi,
  • disturbi neurologici o psichiatrici.

La diagnosi

Spesso le donne ricevono una diagnosi di LES (ma anche di altre malattie autoimmuni) dopo svariati e infruttuosi tentativi di una gravidanza oppure a seguito del manifestarsi di pesanti sintomatologie dopo il parto.

Con lo sviluppo di tecniche diagnostiche che hanno evidenziato sempre più casi certamente ricadenti nella diagnosi di LES e/o altre patologie autoimmuni correlate, negli ultimi vent’anni il LES non viene più considerata una patologia rara: è inclusa infatti nel novero delle patologie croniche – come il diabete – ma non per questo riceve ancora sufficiente attenzione e finanziamenti, come anche attenzione de parte degli organi informativi.

In tutto il mondo, e soprattutto qui in Italia, risulta ancora difficile stabilire la reale incidenza del LES in tutte le sue varianti sulla popolazione. Poiché la raccolta dei dati medici è difficile e ancora frammentaria non esistono misure epidemiologiche certe, come un Registro Nazionale, fatto che rende difficoltoso valutare e creare programmi sanitari organici per fare fronte efficacemente a questa patologia, dove è cruciale diffondere una esatta e diffusa informazione affiancata da una maggiore formazione specifica dei medici operanti sul territorio.

Le conseguenze

Oltre ai costi sanitari del LES e delle altre patologie autoimmuni correlate – un vero, variegato arcipelago – sono da considerarsi ingentissimi anche i suoi costi sociali poiché la malattia si manifesta nella maggioranza dei casi quando la vita lavorativa e riproduttiva della persone colpite è al suo culmine.

La mancanza di informazione sia tra i cittadini che tra i medici, e soprattutto il ritardo della diagnosi possono causare nelle persone colpite dal LES non curate con tempestività ai primi sintomi della malattia un maggiore e talvolta irreversibile coinvolgimento di più organi, con la conseguenza di un decorso costellato da aggravamenti improvvisi e necessità di cure più intense, estese e costose.

La cura

Dopo la diagnosi la patologia va seguita con accuratezza e regolarità: può capitare frequentemente, infatti, che a periodi di remissione si susseguano riacutizzazioni. Questo perché non esistono al momento dei farmaci capaci di curare definitivamente dal Lupus, tuttavia le terapie attualmente disponibili possono controllare o bloccarne il decorso portando, nel tempo, a netti miglioramenti.

Con la consulenza di Marina Falanga, psicologa - Gruppo per la lotta contro il Lupus Eritematoso Sistemico (LES) – Onlus
 

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