Nostrofiglio.it
1 5

Perché è necessario un aggiornamento della legge 40/2004

/pictures/2019/03/18/perche-e-necessario-un-aggiornamento-della-legge-40-2004-4144889317[988]x[413]780x325.jpeg Shutterstock
gpt native-top-foglia-incinta
A 15 anni dall'introduzione della legge sulla PMA, Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, ci spiega perché è indispensabile un aggiornamento della legge 40/2004

Legge 40/2004 aggiornamento

Quindici anni fa, nel marzo del 2004, venne introdotta in Italia la Legge 40 che regola ancora oggi l'accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Nel corso degli anni abbiamo assistito ad un progressivo “smantellamento” dell'impianto iniziale della legge all'interno delle aule dei Tribunali e nonostante ciò l'attuale dispositivo legislativo non riesce a fronteggiare la realtà. Per questa ragione è indispensabile un aggiornamento della Legge 40/2004 adeguandola all'attualità e alle necessità delle coppie che desiderano avere figli e combattono l'infertilità. E' questa la richiesta dell'Associazione Luca Coscioni e del suo segretario Filomena Gallo che ci ha inviato un testo al riguardo.

Libri sulla fecondazione assistita

La legge 40

Quante sono le coppie che in Italia hanno problemi nell’avere un bambino? Un numero importante, addirittura in grado di riempiere una città di grandi dimensioni. Purtroppo, come spesso accade la politica ha affrontato questo problema ma l’ha fatto nel modo sbagliato, seguendo un impeto ideologico.

Con la legge 40 del 2004, infatti, si è deciso di affrontare una patologia complessa e socialmente diffusa esclusivamente attraverso l’ideologia e l’integralismo. L’anima di quella prima versione della legge era la stessa di chi pensava, e pensa tutt’ora, che un embrione vada protetto prima della persona e della salute della donna, o anche della semplice speranza e gioia di vedere nascere un figlio, costruire una famiglia e pensare al futuro. A frenare questa deriva integralista intervenne l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, che immediatamente dopo la promulgazione di quella legge propose, insieme ai radicali, un referendum per la sua abrogazione.

Alcune campagne di astensionismo e di boicottaggio al limite della legalità, che videro in prima fila l’allora capo della Cei Cardinale Ruini, permisero ai detentori di quella stessa anima, oltre che autori della legge 40, di vanificare il referendum, impedendo il raggiungimento del quorum. Tutto ciò non impedì all’Associazione Luca Coscioni – con anche altre associazioni di coppie infertili e con la partecipazione diretta delle coppie danneggiate dalla quella norma – di promuovere una serie di iniziative giuridiche atte a scardinare quella stessa legge sulla (e contro la) fecondazione assistita, attraverso i Tribunali e attraverso il riconoscimento della sua incostituzionalità.

Le legge 40 in tribunale

Per trentotto volte la legge 40 è finita, nel corso degli anni, davanti a un giudice. Di queste, quattro volte la Corte Costituzionale è intervenuta per dichiararne l’incostituzionalità e una volta per richiamare il Parlamento a legiferare. Addirittura, nel 2012, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo condannò l’Italia per la violazione dei diritti fondamentali della Convenzione. Grazie a questa, e a tante altre azioni di difesa dei diritti fondamentali, solo nel 2016 (ultimi dati disponibili) sono nati in totale 14.000 bambini. Molti di loro, altrimenti, oggi non sarebbero tra noi. Ecco, in maniera molto semplice, l’ordine cronologico delle decisioni di incostituzionalità raggiunte negli anni:

  • 2009, la Corte Costituzionale cancella il divieto di fecondazione di più di tre gameti e l’obbligo di un unico e contemporaneo trasferimento in utero;
  • 2014, la Corte Costituzionale cancella il divieto di applicazione di tecniche eterologhe;
  • 2015, la Corte Costituzionale cancella il divieto di accesso alla Procreazione Medicalmente Assistita per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche;
  • 2015, la Corte Costituzionale afferma che eseguire indagini sull'embrione su richiesta della coppia e trasferire in utero solo gli embrioni che determineranno una gravidanza sicura non è eugenetica e di conseguenza i medici non commettono reato;
  • 2016, la Corte Costituzionale emette una decisione sul divieto di donazione alla ricerca degli embrioni non idonei per una gravidanza nella quale chiede al Parlamento di legiferare.

Cosa bisogna ancora cambiare

Oggi, dopo quindici anni di lavoro, la norma è ormai completamente diversa dalla sua versione originale e ciò che sta più a cuore a tutti noi, che per modificarla ci siamo battuti, è continuare a difenderne la corretta applicazione su tutto il territorio del nostro Paese.

Da un lato per ottenere che sia garantita equità nell’accesso alle cure in tutte le Regioni e che vengano indicati i limiti di accesso per l’età secondo criteri medico-scientifici e non sulla base di norme regionali casuali e disomogenee. Dall’altro lato, per far sì che il Ministro della Salute Giulia Grillo inserisca nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) anche le indagini cliniche sull’embrione e garantisca la reale applicazione di tutte le tecniche a carico del Servizio Sanitario Nazionale con un tariffario idoneo, prevedendo inoltre un rimborso per i donatori di gameti, così come avviene nel resto d’Europa.

Ad oggi, continuano a rimanere validi i divieti imposti dalla legge 40 che riguardano l’accesso per le coppie dello stesso sesso, per le persone single, la gestazione per altri e per la donazione alla ricerca di embrioni che non determineranno mai una gravidanza. In merito a quest’ultimo aspetto, grazie alle cellule staminali da embrioni, in altri paesi si è ormai raggiunta la fase clinica, successiva a quella della ricerca, su malattie che in Italia coinvolgono milioni di persone: si tratta di cure per il Parkinson, per il diabete e molte altre.

Per questo motivo è urgente mantenere vivo un contributo utile a rendere effettivi i risultati raggiunti fino ad ora e, al tempo stesso, a favorire l’avanzamento di tutte quelle libertà nel nostro Paese sulle quali, come dimostrano i sondaggi, la maggior parte degli italiani è favorevole, a dispetto di un clima politico gelido.
Si tratta di obiettivo comune, per tutte le coppie e le persone che vorrebbero creare una famiglia con dei figli e per i tanti malati che ripongono nella ricerca ogni loro più profonda speranza.

gpt inread-incinta-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-incinta-0