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Fecondazione eterologa per posta

di Redazione PianetaMamma - 24.07.2015 Scrivici

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Eterologa per posta: il seme dell'aspirante genitore è stato spedito a Barcellona e unito ad un'ovocita di una donatrice ha dato vita ad un embrione, rispedito in Italia e reimpiantato nella paziente

Fecondazione eterologa tramite corriere

La legge c'è e di recente il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha firmato le nuove linee guide sulla fecondazione assistita. Eppure per mancanza di donatori in Italia, e per bypassare gli ostacoli che ancora rendono difficoltoso il ricorso a questa pratica, c'è chi si fa spedire, tramite corriere dai centri stranieri, quel che serve per rimanere incinta.

La prima gravidanza realizzata con un embrione arrivato dalla Spagna ha trovato i suoi natali a Torino: i futuri genitori sono una coppia di pazienti del centro privato torinese Livet. In questo caso l'eterologa doveva supplire un problema di fertilità della donnna. Il seme dell'uomo è stato spedito a Barcellona e unito ad un'ovocita di una donatrice ha dato vita ad un embrione, rispedito in Italia e reimpiantato nella paziente.

Il costo della pratica a distanza non è tuttavia alla portata di tutti, visto che si aggira intorno ai 5 mila euro in media. Il costo è stato preso in carico dalla coppia e non dal centro medico, in modo da evitare violazioni della legge attuale. La notizia è stata accolta positivamente da medici e ginecologi che sperano che l'eterologa diventi una possibilità più concreta in Italia. Ma c'è chi, invece, ha la sensazione di vivere in un paese ostile dove i donatori scarseggiano, e che guarda ancora con reticenza e chiusura i centri privati per la fecondazione assistita e le gravidanze realizzate con gameti altrui.

Eppure si dovrebbe pensare al vantaggio per i tanti genitori, finora costretti a spostarsi all'estero per iniziare una procedura di fecondazione eterologa vietata in Italia.

Quanto successo a Torino fa riflettere sul tema della donazione di gameti in Italia, che in teoria è prevista solo in forma anonima e gratuita. Il Consiglio superiore di sanità sta confrontando il proprio regolamento sui gameti donati con le norme europee e nel prossimo autunno potrebbero esserci novità.

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