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Endometriosi: che cos'è e come riconoscerla

di valentina vanzini - 03.05.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
L'endometriosi è la presenza di mucosa endometriale al di fuori dell’utero. Quali sono le cause, i sintomi e cosa fare?

Si parla sempre più spesso delle patologie che colpiscono le donne e l'endometriosi è una delle più comuni in assoluto. Si tratta di un disturbo doloroso, seppur benigno, che porta alla comparsa e allo sviluppo di un tessuto simile a quello che riveste l'interno dell'utero in posizione esterna. 

L'endometriosi può toccare i tessuti del bacino, le ovaie e le tube di Falloppio e si sviluppa anche in età puberale. Ciononostante, il periodo in cui si diagnostica in maniera più chiara ed evidente è tra i 25 e i 35 anni. Può colpire qualsiasi donna in età fertile ed è una malattia a lungo termine ma la buona notizia è che esistono ormai diversi trattamenti che possono essere d'aiuto e sostegno, annullando o minimizzando i sintomi.

In questo articolo

Endometriosi: che cos'è

Come abbiamo già detto, l'endometriosi consiste nella comparsa e nello sviluppo di un tessuto che generalmente si trova all'interno della cavità uterina. Questo tessuto è, per la precisione, una mucosa (chiamata appunto endometrio) che normalmente è particolarmente dinamica e si ispessisce, si ammorbidisce o si sfalda a seconda del periodo del ciclo.

All'esterno dell'utero, l'endometrio si comporta proprio allo stesso modo a ogni ciclo mestruale, sfaldandosi e sanguinando. Essendo però, appunto, all'esterno, rimane "intrappolato" all'interno del corpo, irritando il tessuto circostante e portando alla presenza di tessuto cicatriziale e aderenze dolorose.

Esistono, per altro, tre tipi di endometriosi: quella che riguarda il peritoneo, ledendo il tessuto della cavità pelvica (la più comune), quella che porta allo sviluppo di endometriomi, ovvero cisti scure e dense sulle ovaie e quella profondamente inflitrante, che coinvolge l'intestino e la vescica ed è la meno comune.

Endometriosi: sintomi

Ma quali sono i sintomi tipici dell'endometriosi? In realtà non esiste un vademecum unico, per più ragioni. In primis perché ogni donna può sviluppare sintomi differenti e poi, come abbiamo già detto, perché esistono almeno tre "versioni" di questa patologia.

Ad ogni modo, volendo fare un piccolo elenco, potremmo dire che di sicuro chi soffre di endometriosi avverte un forte dolore pelvico, che, a seconda dei casi, può comparire durante il ciclo mestruale o essere addirittura cronico. Altrettanto comuni sono le mestruazioni abbondanti e le perdite di sangue tra un ciclo e l'altro, così come è frequente la dispareunia, ovvero il dolore durante i rapporti sessuali.

Diarrea o costipazione possono inoltre essere "la regola", cosa che potrebbe far pensare alla sindrome dell'intestino irritabile. Alcune donne potrebbero inoltre riscontrare presenza di sangue nelle urine e/o nelle feci a ridosso del ciclo, riscontrare dolori più o meno forti alla schiena o avvertire una frequente sensazione di fatica e debolezza. Infine, si potrebbero avere delle difficoltà a restare incinte.

Endometriosi: cause

Nonostante se ne parli tantissimo e sia diventata sempre più oggetto di studio, le cause dell'endometriosi non sono ancora del tutto note. Non si sa, dunque, ancora bene cosa porti l'endometrio a svilupparsi fuori dall'utero, anche se tra le opzioni più accreditate si riscontrano l'alterazione del sistema immunitario o la predisposizione genetica.

Ancora, molti studiosi attribuiscono l'insorgere dell'endometriosi alla cosidetta "mestruazione retrograda", ovvero la fuoriuscita dall'utero di endometrio, sospinto dalle contrazioni uterine che si svolgono durante il ciclo mestruale, verso le tube e l'addome, con impianto sulla superficie degli organi pelvici e del peritoneo. Sono in corso, inoltre, studi che trattano l'endometriosi come una modificazione spontanea del tessuto pelvico.

Endometriosi: diagnosi

Come si diagnostica correttamente l'endometriosi? Chiaramente, facendo una visita ginecologica e spiegando nel dettaglio allo specialista tutti i sintomi. Il ginecologo prescriverà, a questo punto, una serie di esami, tra cui l'ecografia transvaginale e la risonanza magnetica alla pelvi.

Ove necessario, prescriverà anche una laparoscopia, un accertamento chirurgico mininvasivo che permette di studiare la caqvità pelvica e di di indivuare cisti e difformità che possono sfuggire in altre sedi.

Endometriosi: cura

Non esiste una sola cura per l'endometriosi perché, come abbiamo già accennato, i casi variano da paziente a paziente. Dopo la diagnosi, il ginecologo terrà presente l'età, i sintomi principali, l'eventuale desiderio di una gravidanza e i trattamenti/cure già provati senza alcune migliorie. In più, prenderà atto delle condizioni generali e di eventuali patologie concomitanti.

In base al quadro generale, lo specialista cercherà di agire in base agli obiettivi prefissati per la singola paziente, che in linea di massima sono:

  • rallentare la crescita del tessuto dell'endometriosi
  • migliorare la fertilità
  • alleviare il dolore
  • fermare il ritorno dell'endometriosi

Per quanto riguarda il rallentamento della crescita del tessuto, il fermare il ritorno e il miglioramento della fertilità, generalmente il ginecologo opta per il trattamento ormonale. Quest'ultimo limita o interrompe la produzione di estrogenti (che incoraggiano il tessuto dell'endometrio a crescere) e gestisce i livelli di specifici ormoni per raggiungere l'obiettivo finale. Tra i trattamenti ormonali più comuni ci sono i progestinici, l'impianto e gli anticoncezionali.

Riguardo all'alleviamento del dolore, lo specialista suggerisce l'uso di antinfiammatori o antidolorifici di dosaggio e/o tipologia diversa e calibrata al livello di dolore e alla sua cronicità. Infine, per prevenire il ritorno dell'endometriosi il ginecologo può anche indirizzare la paziente verso una soluzione chirurgica

Endometriosi: gravidanza

E per quanto riguarda endometriosi e gravidanza? Purtroppo, una delle complicanze di questa patologia è proprio la ridotta fertilità. Come mai? Perché come ben sappiamo, per essere fecondato l'ovulo deve viaggiare attraverso la tuba di Falloppio e, in seguito, attaccarsi alla parete uterina.

La crescita dell'edometrio sulle tube può ostruire il passaggio dell'ovulo e, di conseguenza, impedire la fecondazione. Ancora, il tessuto anomalo può danneggiare l'ovulo stesso o gli spermatozoi. Per questo l'endometriosi deve sempre essere trattata e, se si desidera una gravidanza, occorre fare ancora più attenzione ed essere seguite ancor più costantemente dal proprio ginecologo.

Vivere con l'endometriosi

Le donne che soffrono di endometriosi possono vivere questa patologia in modo differente. I dolori possono tanto essere sopportabili quanto rasentare l'invivibile, cosa che rende l'intera condizione una dura prova fisica ed emotiva. Negli ultimi anni, l'endometriosi è stata inserita nelle tabelle per le patologie potenzialmente invalidanti riconosciute dall'INPS ai fini della pensione di invalidità.

Ciò significa che chi ne soffre (in base chiaramente allo stadio e ai sintomi) può ottenere l'invalidità civile ed ottenere un contributo economico (l'assegno di invalidità). 

Fonti articolo: Salute.Gov, Gruppo Ospedaliero Italiano, nhs

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