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Adenomiosi uterina: è possibile rimanere incinta?

di Elena Berti - 28.01.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
È possibile restare incinta se si soffre di adenomiosi uterina? Si deve fare una FIVET o una ICSI? Si è a rischio aborto?

Adenomiosi uterina

Essere donna non è sempre semplice, perché ogni mese si rinnova il ciclo mestruale che porta con sé disagi e problematiche, più o meno gravi. Oltre a questo, l'apparato riproduttivo femminile è molte volte soggetti a disturbi che possono inficiare dei tentativi di gravidanza. Oggi parliamo per esempio dell'adenomiosi uterina

In questo articolo

Che cos’è l’adenomiosi uterina

Per adenomiosi uterina si intende la presenza di ghiandole endometriali e stroma nella muscolatura dell'utero, che ne causano un aumento di volume importante. In pratica, chi soffre di adenomiosi si ritrova con un utero molto più grande del normale, fino alle dimensione che dovrebbe avere in una gravidanza di 12 settimane

Questa patologia può presentarsi in due modi: focale, quando interessa solo una zona delusero, oppure diffuso, quando invece si spande in tutta la parete dell'utero.

Adenomiosi uterina e gravidanza

Purtroppo la presenza di adenomiosi uterina ha un impatto negativo sulla gravidanza, impedendo spesso il concepimento e favorendo gli aborti. Ci sono però delle speranze, in particolar modo per chi ha dei focolai e non ancora tutto l'utero compromesso. 

Chi vuole provare ad avere un figlio, potrebbe seguire alcune strade, come: 

  • una menopausa indotta temporanea, che punti a ridurre i focolai di adenomiosi, alla cui interruzione bisogna procedere subito con una FIVET o una ICSI per anticipare il riacutizzarsi della patologia; 
  • un intervento di isteroscopia per ridurre i focolai, soprattutto quando sono pochi

I problemi principali di una gravidanza con adenomiosi riguardano non tanto il concepimento, ma l'impianto dell'embrione e il suo sviluppo. Una volta fecondato, l'ovocita risale le tube di Falloppio per impiantarsi appunto nell'endometrio: è una fase molto delicata che non sempre va a buon fine, ancora più rischiosa per le pazienti che soffrono di patologie come endometriosi e adenomiosi. Quando si impianta, poi, il feto si sviluppa all'interno dell'utero, da cui prende nutrimento e ossigeno tramite la placenta. 

Cosa fare se si soffre di adenomiosi e si vuole un figlio

Una volta ricevuta la diagnosi di adenomiosi e qualora si volesse un figlio, è bene rivolgersi a medici specializzati in questo tipo di patologie. Il rischio è infatti di incontrare un ginecologo non specializzato che vi dica che non c'è alcuna speranza. In realtà va fatta una valutazione molto attenta della situazione, individuando i focolai e, eventualmente, altre patologie in corso come per esempio l'endometriosi, ma non solo. 

Una volta chiara la situazione, il medico potrà esporvi i rischi di un eventuale concepimento: 

Questo non significa che non si possa comunque provarci, magari mettendo in atto le strategie mediche di menopausa temporanea al fine di "ripulire" l'utero, ma è molto probabile che si debba poi intervenire con un ciclo di PMA per massimizzare le possibilità di riuscita. 

Essere affette da adenomiosi uterina è una condizione che, a causa dei focolai che interessano l'endometrio, potrebbe compromettere una gravidanza. Esistono però tantissimi casi di donne che hanno avuto figli pur soffrendo di adenomiosi, quindi bisogna valutare un percorso completo per capire nel dettaglio quali sono i rischi e le possibilità di riuscita. 

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