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Un utero artificiale potrebbe far sviluppare embrioni fuori da una donna

di Elena Berti - 16.02.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Una ricerca cinese sull'utero artificiale potrebbe aiutare a capire e studiare lo sviluppo degli embrioni nelle primissime fasi e a evitare malattie.

Utero artificiale

Alcune scoperte sembrano rappresentare un pericolo, una distorsione della natura, ma poi si rivelano in realtà essere rivoluzioni che migliorano la vita a molte persone. Potrebbe essere il caso dell'utero artificiale elaborato da un team di ricercatori cinesi. 

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Utero artificiale: una rivoluzione

Molti potranno rabbrividire, ma gli scienziati cinesi che stanno mettendo a punto la ricerca non hanno dubbi: potrebbe cambiare completamente il modo di portare avanti le gravidanze.

Nella pratica, l'utero artificiale è un dispositivo che può accogliere l'embrione fin dalle sue prime fasi. Dalla fecondazione in vitro, l'embrione viene seguito e monitorato per capire esattamente come si sviluppa e cresce, a oggi impossibile. 

A cosa serve l’utero artificiale

L'utero artificiale elaborato dai cinesi non sostituisce la madre, ma permette di analizzare lo sviluppo della vita umana nelle sue primissime fasi. Si sa che molte patologie gravi - come per esempio l'anencefalia o le cardiopatie congenite - si sviluppano durante le prime settimane, ma a partire da 14 giorni dopo il concepimento. Per questo è impossibile analizzarne le dinamiche in vitro, visto che dopo la fecondazione l'embrione deve essere impiantato nell'utero. 

Con l'utero artificiale, si potrà capire come mai alcuni embrioni non si sviluppano correttamente e quali sono le condizioni che possono prevenire determinate malattie una volta avvenuto il concepimento (mentre alcune si possono prevenire prima della fecondazione, per esempio per i difetti del tubo neurale come spina bifida e anencefalia è necessario assumere acido folico). 

Com’è fatto l’utero artificiale

Proprio come un utero materno, quello artificiale è in grado di portare avanti la coltura di embrioni in maniera automatica, controllando i parametri di temperatura e umidità, composizione del gas, liquido e molto altro. 

Per adesso sono stati utilizzati topi: gli embrioni sono stati prelevati il terzo giorno dopo la fecondazione per la coltura in vitro a lungo termine, poi è iniziato il monitoraggio. 

Questo studio punta anche a migliorare il successo delle fecondazioni in vitro, tracciando e registrano le caratteristiche morfologiche dello sviluppo dell'embrione. 

Il problema principale di questa importante ricerca è che è in contrasto con le leggi internazionali, che impediscono a un dispositivo non umano di contenere o trasportare un embrione a lungo, oltre il tempo della fecondazione. Per questo fino a oggi l'utero artificiale è stato utilizzato sugli animali, nel rispetto delle normative vigenti. 

L'utero artificiale potrebbe aiutare a capire e anche risolvere difetti alla nascita e malattie congenite che si sviluppano durante la fase embrionale, aiutando anche la medicina a contrastare più efficacemente i problemi di salute riproduttiva più importanti.

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