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Aborto: in Lombardia la maggior parte dei medici sono obiettori

di Monica De Chirico - 06.09.2013 Scrivici

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In Lombardia la maggior parte dei medici si rifiuterebbe di praticare l'aborto, e in un ospedale su sei sarebbe addirittura impossibile chiedere l'interruzione volontaria di gravidanza prevista dalla legge 194

Secondo i calcoli del ministero della Sanità sarebbero oltre 20.000 gli aborti clandestini. Da Nord a Sud l'aborto legale sembra stia morendo e con esso la legge 194. Come leggiamo su Il Fatto Quotidiano in Lombardia, negli ultimi giorni, è in corso un dibattito politico sul tema, perchè a quanto pare la maggior parte dei medici si rifiuterebbero di praticare l'aborto, e in un ospedale su sei sarebbe addirittura impossibile chiedere l'interruzione volontaria di gravidanza prevista dalla legge 194.


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In Lombardia sceglierebbe l’obiezione di coscienza il 67,8 per cento dei ginecologi. Un dato poco al di sotto della media nazionale, pari al 69,3 per cento nel 2010, secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Salute. La Lombardia, insomma, non è la regione che registra la percentuale peggiore, considerando le punte toccate da Basilicata (85,2 per cento), Campania (83,9), Molise (85,7) e Sicilia (80,6).

A denunciare questi dati è

Sara Valmaggi,

esponente del PD e vicepresidente del consiglio regionale. Ma il caso lombrado sembra essere più preoccupante, visto che su 63 presidi ospedalieri che hanno un reparto di ginecologia e ostetricia, in 11 tutti i ginecologi sarebbero obiettori di coscienza. Su

Il Fatto

un pdf con tutti i dettagli delle province interessate.


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A obiettare inoltre non sono solo i medici, ma anche

anestetisti

, e

personale non medico

, il chè complica la situazione e la possibilità di applicare l'IVG. Il fenomeno ha inoltre, come sottolinea la Valmaggi, delle

ricadute economiche,

in quanto gli ospedali spesso sono costretti a ricorrere a medici liberi professionisti pagati a prestazione. All'impedimento di poter interrompere la gravidanza in alcune strutture ospedaliere, si aggiunge la

difficoltà di accedere alla pillola RU486.


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Naturalmente alla denuncia di

Sara Valmaggi

sono seguiti i commenti di alcuni esponenti del Pdl, come

Mauro Parolini,

che avrebbe invece affermato che la Lombardia è la regione dove maggiormente viene applicata la legge 194, garantendo la reale tutela della salute delle donne e il diritto alla vita

Fonte Credits|

Il Fatto Quotidiano

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