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Parto indotto con fettuccia: che cos’è e come funziona

di Elena Berti - 29.10.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Che cos'è il parto indotto con fettuccia, che medicinale si usa per stimolare il travaglio, le contrazioni e la dilatazione, chi può farlo.

Parto indotto con fettuccia: che cos’è e come funziona

Il parto è per la maggior parte delle donne un momento sì faticoso e doloroso, ma che si svolge in maniera naturale e senza grosse complicazioni. Ma non per tutte è così: tra gli inconvenienti che possono capitare, quella dell'induzione è uno dei più frequenti. Vediamo quindi come funziona il parto indotto con fettuccia

In questo articolo

Quando si induce il parto

Il parto può essere indotto per diversi motivi, e alcune volte i dispositivi medici per stimolare dilatazione e contrazioni vengono utilizzati anche per aiutare la partoriente a raggiungere i famosi 10 centimetri. Tra le cause più comuni che portano a indurre il parto c'è la rottura delle membrane, che non sempre si accompagna all'inizio vero e proprio del travaglio, e quindi alla dilatazione. È molto praticato ovviamente anche per le donne che arrivano oltre il termine, quindi a 41+6. 

Esistono metodi non farmacologici per indurre il parto, come la stimolazione del capezzolo, lo scollamento delle membrane, l'amniorexi (esplorazione vaginale) e i dispositivi intracervicali (dilatatori, cateteri), oppure farmacologici, più diffusi e "diretti", cioè l'induzione tramite ossitocina o prostaglandine. E sono proprio queste ultime a essere impiegate quando si induce il parto con fettuccia.

Parto con fettuccia, cosa significa?

La cosiddetta fettuccia è un dispositivo medico sotto forma di nastro che viene introdotto all'interno della vagina per stimolare la maturazione della cervice uterina. Il nastro è appunto imbevuto di ormoni che, entrando in contatto diretto con la cervice, stimolano il travaglio. A differenza del gel, la fettuccia ha un rilascio graduale ed è imbevuta di Dinoprostone, un ormone sintetico che provoca contrazione nei muscoli dell'utero e che lavora sulla cervice, aiutandola a dilatarsi. 

Vantaggi dell’induzione con fettuccia

A differenza di altri tipi di induzione, quello con fettuccia sembra essere particolarmente vantaggioso perché meno collegato a casi di sofferenza fetale. Posto che, una volta deciso per l'induzione con fettuccia (o qualsiasi altra) il feto deve essere monitorato, gli studi dimostrano che si arriva più facilmente a un parto vaginale senza problemi grazie all'uso di questo dispositivo. 

Chi può fare il parto con fettuccia

Non tutte le donne, però, possono sottoporsi al parto indotto con fettuccia. Prima della sua somministrazione, quindi, è necessario parlare col proprio medico riguardo a eventuali allergie a farmaci o cibi, a medicinali o integratori assunti, dichiarare se si soffre di asma, anemia, diabete, pressione bassa o alta o patologie o disturbi sorti in gravidanza. L'uso del Dinoprostone è sconsigliato quando c'è sproporzione tra il canale vaginale e la grandezza della testa del feto, ma anche quando si sono subiti interventi all'utero, in particolare cesarei

Insomma, è fondamentale fare un'indagine clinica approfondita prima di passare all'induzione con fettuccia, soprattutto se si tratta di una pluripara che quindi ha già partorito altre volte. 

Il parto indotto è più doloroso?

Molte donne che hanno partorito a seguito di induzione testimoniano di aver provato più dolore, ma non c'è un riscontro scientifico. È certo però che l'ansia e la tensione dell'attesa possono ampliare le sensazioni e quindi non permettere alla partoriente di affrontare il travaglio serenamente. In ogni caso, non c'è incompatibilità tra induzione ed epidurale: anzi, quando l'induzione non ha successo e va ripetuta (la fettuccia può essere inserita più volte se necessario) l'anestetico può essere utile per affrontare i dolori delle contrazioni e avere la forza per spingere una volta raggiunta la dilatazione giusta. 

Il parto indotto con fettuccia è un'alternativa che prevede l'inserimento nella vagina di un nastro imbevuto di Dinoprostone, un ormone che stimola dilatazione e contrazioni. Un modo sicuro per avviare il travaglio qualora la donna avesse oltrepassato la data presunta del parto o in tutti quei casi in cui c'è bisogno di far nascere il bambino. 

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