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Il racconto parto di Iole con l'epidurale

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Il racconto parto di una Pianetina, avvenuto dopo la rottura delle acque, con l'epidurale e l'ossitocina per far partire le contrazioni

Racconto parto naturale con epidurale

27 febbraio 2018, 39+4 ,ore 3:30 mi sveglio, mi sento delle piccole perdite, noto slip e pigiama bagnati, presa dal sonno, penso che la bambina si era mossa e avevo avuto qualche fuoriuscita di urina. Mi cambio e torno a letto, 15 minuti dopo stessa ed identica cosa, capisco di aver rotto le acque. Sveglio mio padre e chiamo il mio compagno, io tranquillissima. Tempo 3 minuti erano tutti giù per correre in ospedale, io ribadisco di star tranquilli perché non avvertivo dolori. Ci mettiamo in macchina e ruote bloccate per il troppo freddo e la neve, chiamiamo mio fratello che per fortuna è ancora in giro; andiamo in ospedale e subito tracciato.

Ostetrica gentilissima mi dice che mi devono ricoverare perché avevo rotto le acque ma che comunque ci sarebbe voluto tempo, in quanto non ero ancora dilatata. Al mattino faccio conoscenza con le mie compagne di stanza. Ore 13 orario di visita, due tracciati fatti e 1 cm di dilatazione (ancoraaaa) l’ostetrica di turno mi dice che la bambina era tanto bassa e che sentendo spingere mi sarei sbrigata in poco.

Video: il racconto del parto di Iole

Il travaglio

Ore 15. Contrazioni ogni minuto, vado in sala tracciato, decidono di farmi l’epidurale a 1,5 cm (mai errore più grande). Dopo un’ora mi si blocca il parto, zero contrazioni e nessuna dilatazione, decidono di mettermi l’ossitocina (perché?!?).

Ore 17. Siamo ancora a 4 cm, il collo dell’utero non si metteva in posizione, nel frattempo altra dose di epidurale, iniziano le contrazioni forti e ogni volta era una tortura (ebbene sì, nonostante l’epidurale).

Ore 19. Stessa situazione, stessa tortura, collo dell’utero non ancora in posizione, la bambina si era incappucciata perché troppo bassa (Perché a me???).

Ore 20. Ci siamo, siamo a 8 cm finalmente, dosi di epidurale inutili, dolori assurdi.

Fase espulsiva

Ore 21. È il momento di spingere, ci siamo “signora spinga vediamo la testa, sua figlia ha tantissimi capelli”.

Ore 21:30. “Signora continui a spingere”- “non ce la faccio più”.

Ore 22. E' stato chiamato lo specializzando che deve spingere sul ventre. Intanto io inizio a delirare “noooo le spinte così nooo, l’episiotomia nooo” (Povere ostetriche!).

Ore 22:35 finalmente sento piangere, è lei, è nata finalmente, sento un calore sulla pancia, mi alzo e la vedo, la tocco ed era lì. Dopo 19 ore di travaglio, la mettono tra le mie braccia, me lo ricordo, lei piangeva, la abbraccio e dico “ciao amore mio”, lei smette immediatamente di piangere. La portano poi nella culla termica e la rivedo solo il mattino dopo, alle 10 (protocollo dell’ospedale), sono lì dietro la porta del nido, dolorante per gli innumerevoli punti, me la portano il tempo di tornare in stanza, la prendo, la abbraccio, la bacio; è solo l’inizio della nostra vita insieme.

È stato un parto molto lungo, ovviamente sapevo che non andavo a fare una SPA e che c’era da combattere, ma nonostante questo avrò sempre un ricordo stupendo.

Mamma Iole

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