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Spirale post-parto, cos'è e quando usarla

di Francesca Demirgian - 30.03.2021 Scrivici

spirale
Fonte: shutterstock
Tra i metodi contraccettivi consigliati dopo il parto c'è anche la spirale. Cos'è , come si usa, quando scegliere la spirale post-parto

La spirale post-parto

Dopo il parto, la ripresa della vita sessuale è un tema delicato. La donna vive un naturale calo del desiderio, provocato dalle paure, dalla stanchezza, dal poco dormire dopo la nascità del bebè. Ma, dopo qualche tempo, il desiderio torna ed è allora che bisogna pensare a un possibile contraccettivo da assumere se non si vuole rimanere subito incinta (anche perché se ad esempio ci si è sottoposti a parto cesareo, è sconsigliato avere immediatamente un'altra gravidanza).

I metodi anticoncezionali post-parto da poter assumere sono diversi, tra questi anche la spirale

Si tratta di un dispositivo intrauterino molto efficace per il controllo delle nascite, con una precisione del 99%. Andiamo a scoprire tutto sulla spirale post-parto. Come funziona? Quando è possibile inserirla? Quali sono i pro e i contro di questo metodo contraccettivo.

In questo articolo

Cos'è la spirale

La spirale, anche detta in gergo IUD (acronimo di Intra Uterine Device) è un contraccettivo intrauterino che negli ultimi anni si è evoluto moltissimo divenendo una delle scelte più diffuse tra le donne, anche giovanissime.

La spirale intrauterina, infatti è un dispositivo a forma di T che viene inserito all'interno dell'utero per impedire una gravidanza. Inizialmente era consigliato come metodo contraccettivo solo a quelle donne che già avevano partorito, ma, negli anni, ne sono state realizzate alcune di dimensioni più piccole, adatte anche a ragazzi giovani, come alternativa valida a pillola e preservativo.

Nel post-gravidanza, la pillola è un metodo anticoncezionale consigliato dai ginecologi, perché efficace, sicuro e non nocivo per il bambino (anche se si allatta).

Come funziona la spirale

Esistono diversi tipi di spirale contraccettiva, ma sostanzialmente si può fare una suddivisione tra spirale ormonale e spirale in rame. Entrambe vengono posizionate nell'utero, entrambe evitano una possibile gravidanza fino alla loro rimozione.

La spirale ormonale

La spirale ormonale funziona rilasciando una piccola quantità di progestinico nell'utero, quest'ultimo inspessisce il muco cervicale presente allo sbocco dell'utero in vagina (cervice) e riduce la possibilità degli spermatozoi di entrare. Inoltre rende più sottile il rivestimento dell'utero, rendendolo così meno adatto all'impianto dell'ovulo. Ci sono donne che, dopo l'impianto della spirale ormonale smettono di ovulare, nella maggior parte dei casi, però, questo dispositivo intrauterino non blocca l'ovulazione naturale della donna. 

La spirale in rame

La spirale in rame, invece, rilascia piccole quantità, non di progestinico come prima, ma di rame. Proprio questo metallo modifica la composizione dei fluidi nell'utero e nelle tube di Fallopio e, così impedisce la sopravvivenza degli spermatozoi e l'impianto dell'ovulo qualora venga fecondato.

Se si ha intenzione di applicare una spirale anticoncezionale, nel post parto, è bene chiedere consiglio al proprio ginecologo che, in base alle proprie esigenze saprà scegliere il modello migliore. 

Come si inserisce la spirale

La spirale è un dispositivo che va applicato e rimosso solo da un ginecologo. Prima dell'inserimento della spirale (ormonale o di rame) la paziente viene solitamente sottoposta ad una serie di analisi, per verificarne lo stato di salute.

Vengono svolte quelle analisi in grado di individuare eventuali infezioni (tamponi vaginali, pap-test, esame urine, ad esempio), per scongiurare una possibile gravidanza in corso, inoltre, la donna deve fare il test di gravidanza, infine il ginecologo effettua un'ecografia interna per capire quale tipo di spirale inserire. 

Anche nella fase di inserimento, inoltre, ci sono delle differenze importanti tra spirale in rame e spirale ormonale: la spirale di rame, infatti, può essere inserita in qualsiasi fare del ciclo mestruale, mentre quella ormonale andrebbe inserita nei primi 7 gioni, per essere sicuri della sua efficacia. 

L'inserimento dura circa 15-20 minuti, in alcuni casi si avverte maggiore fastidio e dolore, ma più la spirale è piccola più qusti si riducono. La donna potrebbe avvertire dei piccoli crampi, oppure avere degli episodi di spotting. Solitamente si tratta di reazioni normali, ma in caso di tali manifestazioni è sempre bene informare il medico.

Rimozione della spirale

La rimozione della spirale - che sia di rame o ormonale - può avvenire in qualsiasi momento, in caso di fastidi o di desiderio di una nuova gravidanza. O, in alternativa, a seconda della spirale inserita, la rimozione avviene dopo 3, 5 o 10 anni. Ad occuparsene deve essere sempre il ginecologo.

Spirale post-parto e allattamento

Diversi sono gli studi che rassicurano le donne sull'uso della spirale nel post-parto. Il dispositivo intrauterino, infatti, non ha alcun tipo di controindicazione per coloro che hanno appena partorito, si tratta di un anticoncezionale sicuro, che può essere inserito già dopo un mese dal parto e che non interferisce con l'allattamento al seno

Dopo aver partorito, è bene affrontare il tema della contraccezione post-parto con il ginecologo senza rimandare. Se la donna non ha particolari problematiche di salute, sicuramente la spirale sarà tra i suggerimenti dello specialista.

La spirale, inoltre, è un metodo anticoncezionale che non va assolutamente ad interferire con l'allattamento è dunque un sistema sicuro, che rasserena la mamma da tutti i punti di vista dopo il parto.

Spirale controindicazioni ed effetti collaterali

L'applicazione della spirale ha diversi vantaggi, già sottolineati nei paragrafi precedenti, ad esempio si tratta di un contraccettivo che una volta inserito può restare in utero anche diversi anni, assicurando massima efficacia. La spirale, inoltre riduce rischio di polipi nell'endometrio, riduce il flusso mestruale, può essere rimossa in qualsiasi momento.

Come ogni metodo anticoncezionale, però, anche la spirale ha i suoi svantaggi e le sue controindicazioni. Vediamo nel dettaglio quali sono.

Svantaggi della spirale

  • gonfiore al seno
  • possibile emicrania
  • possibile comparsa di acne
  • spotting
  • secchezza vaginale
  • vampate di calore (soprattutto nei primi mesi)
  • non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili
  • causa amenorrea nei primi mesi dall'applicazione
  • ha una percentuale di fallimento del 1-2%

Controindicazioni della spirale

Tra le controindicazioni, diciamo che generalmente la spirale è sconsigliata a chi:

  • soffre di fenomeni di sanguinamento, ad esempio tra una mestruazione e un'altra o dopo i rapporti sessuali
  • ha in atto una malattia sessualmente trasmessa
  • ha infezioni vaginali
  • ha infiammazioni pelviche
  • ha fibroma o altre anomalie dell'utero
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