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Racconto: il trauma della spremitura uterina

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Un racconto parto con spremitura dell'utero, una pratica che può essere traumatica. Scopriamo quando può essere fatta e in cosa consiste

Racconto parto con spremitura dell'utero

La spremitura uterina può essere una manovra davvero poco piacevole per la donna e in qualche caso, se praticata in modo brutale, può essere addirittura traumatica. Per capire in cosa consiste e cosa accade in sala parto vi proponiamo un racconto parto con spremitura dell'utero. Si tratta di una neomamma che, dopo il suo primo parto con taglio cesareo, è rimasta traumatizzata dalla manovra di spremitura dell'utero effettuata dalle ostetriche in maniera brutale.

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"Il mio primo figlio è nato due anni fa con taglio cesareo. Nelle 36 ore successive al parto, per ben 2 volte, sono stata sottoposta dalle ostetriche alla spremitura uterina, condotta in maniera selvaggia: sono entrate in camera in tre senza spiegarmi nulla di quello che stavano per farmi, due mi tenevano bloccata al letto serrandomi le braccia e la terza mi spremeva la pancia mentre io urlavo come un animale. Ho sofferto un dolore terribile, sono quasi svenuta e, nonostante le implorassi di fermarsi un momento per riprendere fiato, loro hanno continuato, anzi, una ha cominciato a rimproverarmi, definendomi una smidollata incapace di fare i figli, perché mi lamentavo per il dolore! Mi sono sentita umiliata, fisicamente e psicologicamente a pezzi.

Ora sono incinta per la seconda volta e sono terrorizzata che possa capitarmi di nuovo. Ho incubi continui e non riesco a dormire, piango sempre. Ho parlato con alcune amiche che vivono in diverse parti d'Italia e ho scoperto che molte non sanno nemmeno cosa sia questa manovra. Questo mi ha fatto sospettare che si tratti di una procedura che fanno automaticamente nel mio ospedale sulle donne che hanno partorito con un cesareo, ma che non è sempre necessaria. Vorrei, quindi, rifiutare la spremitura, assumendomi la piena responsabilità ma non so se è possibile".

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Cos'è la spremitura uterina

Come spiega l'ostetrica, Ilaria Salvati, la spremitura dell'utero non è una manovra piacevole, anzi è molto fastidiosa, ma si rende necessaria in casi in cui al controllo post partum l'ostetrica riscontri che il volume dell'utero non sia a livelli fisiologici. E' utile per agevolare la fuoriuscita di coaguli di sangue che altrimenti si raccoglierebbero in utero sarebbe pericoloso, provocando atonia uterina. Si effettua, quando occorre, in sede di controllo sia in caso di parto spontaneo che dopo un parto cesareo.

In altre parole dopo la nascita, nella fase del travaglio chiamata secondamento, l'utero si contrae per espellere la placenta, membrane e cordone ombelicale. L'ostetrica, in questa fase, si assicura che tutto proceda come dovrebbe e in rari casi può praticare la spremitura dell'utero per facilitare la fuoriuscita della placenta, materiale ematico e coaguli.

Come avviene la spremitura dell'utero

Subito dopo l'espulsione della placenta, nella fase del travaglio chiamata secondamento, l'utero forma una sorta di globo duro, chiamato globo di sicurezza, che va analizzato attentamente. In particolare le ostetriche valutano la posizione del fondo dell'utero ed eventuali perdite ematiche, ma soprattutto la posizione del livello del fondo uterino: laddove questo dovesse trovarsi al di sopra della linea ombelicale traversa potrebbe indicare la presenza di pericolosi coaguli di sangue e una concreta possibilità di atonia uterina, una circostanza che impedisce all'utero di contrarsi adeguatamente e aumenta il rischio di emorragie.

In caso di spremitura uterina l'ostetrica pone una mano al di sopra dell'addome premendo sul fondo dell'utero per far sì coaguli di sangue e materiale residuo fuoriescono. Al contempo si può anche praticare una visita interna per ispezionare la cavità uterina fino al collo dell'utero ed eventualmente rimuovere materiale presente.

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