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Mangiare la placenta? No, grazie

di Francesca Capriati - 13.02.2024 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Mangiare la placenta: la moda di mangiare la placenta dopo il parto non accenna a spegnersi, eppure non ci sono prove che apporti qualche beneficio, anzi

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Mangiare la placenta

Nel mondo della maternità, ci sono pratiche antiche che emergono periodicamente, suscitando dibattiti accesi e opinioni contrastanti. Una di queste è la placentofagia, l'atto di mangiare la placenta dopo il parto. Molte specie animali lo fanno, ma il fenomeno è in crescita negli ultimi decenni anche negli Stati Uniti e in alcune comunità tribali e tra le star. Ma a cosa servirebbe?

La placenta, o corion, rappresenta il primo organo che si sviluppa subito dopo il concepimento. Riveste un ruolo fondamentale nel corso della gravidanza, fungendo da connessione vitale tra madre e nascituro nell'utero, fornendo ossigeno, sostanze nutritive e ormoni essenziali. Inoltre, svolge un'importante funzione nell'eliminare i rifiuti metabolici prodotti durante questo periodo.

Durante il corso della gravidanza, la placenta subisce un processo di crescita costante: è l'unico organo che il corpo della madre genera specificamente per questo scopo, per poi eliminarlo al termine della gravidanza.

Placentofagia

La placentofagia, cioè mangiare la placenta, non è una pratica nuova. Tradizionalmente, molte culture hanno incorporato la placenta nei loro rituali post-partum, credendo che potesse favorire il recupero della madre e il benessere del neonato. Tuttavia, negli ultimi anni, la placentofagia ha acquisito una nuova visibilità, spinta da celebrità e influencer che ne hanno promosso i presunti benefici per la salute.

Serve mangiare la placenta dopo il parto?

Nelle donne la controversia è accesa: alcune ritengono che la placenta, poiché naturalmente ricca di ferro e altre sostanze nutrienti, possa agevolare il recupero energetico dopo il parto. Alcune credono che possa sostenere l'allattamento, stimolando la produzione di latte. Mentre altre ancora credono che possa contribuire a ridurre il rischio di depressione post-parto.

Ma la scienza cosa dice? Non esiste alcuna ricerca scientifica sugli effetti benefici della placentofagia umana e le informazioni disponibili sono per lo più per sentito dire.

Anzi, i ricercatori della Northwestern University School of Medicine hanno esaminato 10 studi di ricerca pubblicati sulla placentofagia e non hanno trovato dati a sostegno delle affermazioni secondo cui mangiare la placenta cruda, cotta o incapsulata offrirebbe benefici come:

  • protezione contro la depressione postpartum,
  • riduzione del dolore post-partum,
  • aumento dell'energia,
  • aiuto nell'allattamento,
  • miglioramento dell'elasticità della pelle,
  • rafforzamento del legame materno,
  • aumento del ferro nell'organismo.

Una delle principali argomentazioni a favore della placentofagia è che la placenta è ricca di nutrienti essenziali e ormoni che potrebbero sostenere il recupero post-partum e migliorare l'umore della madre.

Ma, secondo l'opinione degli esperti, non ci sono prove scientifiche sufficienti per supportare queste ipotesi: la ricerca sull'efficacia e sulla sicurezza della placentofagia è limitata e contraddittoria.

I rischi

Al contrario, mangiare la placenta potrebbe comportare rischi per la salute, come infezioni da batteri o contaminazione da tossine.

Alcuni studi hanno, infatti, evidenziato potenziali rischi legati alla trasmissione di malattie infettive (come quelle virali da HIV, epatite A e Zika) o alla contaminazione chimica della placenta.

Inoltre, il modo in cui viene preparata la placenta (cruda, cotta, disidratata, lavorata o incapsulata) ne altera i componenti e quindi gli effetti desiderati. Studi controllati con placebo sulle capsule placentari non hanno mostrato effetti significativi sui livelli ormonali, sulla produzione di latte e sull'aumento di peso nel neonato.

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