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Frattura del coccige post-partum, cosa fare e tempi di recupero

di Viola Stellati - 14.11.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Ad alcune donne può capitare di subire una frattura del coccige post-partum: perché avviene, come si diagnostica e come curare questa rottura

Frattura del coccige post-partum

Noi donne lo sappiamo: mettere al mondo un figlio è una delle emozioni più incredibili del mondo, ma anche fonte di dolori alle volte lancinanti. Succede, ma non troppo frequentemente, che una gravidanza possa portare a una frattura del coccige post-partum. Ma come avviene? Cosa bisogna fare e, soprattutto, quanto serve per recuperare?

In questo articolo

Cos’è e che funzione ha il coccige

Il coccige è il tratto terminale della colonna vertebrale. Vi sembrerà buffo leggerlo, ma nei fatti non è altro che quel che rimane della coda dei mammiferi che, nel corso dell'evoluzione della specie umana, è andata via via rimpicciolendosi.

Esso, grazie a un'articolazione, si attacca al ben più noto osso sacro diventando parte integrante del complesso sacro-coccigeo. Le sue funzioni principali sono:

  • proteggere la parte finale del midollo osseo;
  • supportare il peso del corpo quando si è seduti;
  • fungere da superficie di inserzione muscolare, legamentosa e tendinea.

Tuttavia, si trova in una particolare posizione ed ha anche una struttura fragile che, in caso di traumi diretti come può essere una violenta caduta, può portare a una rottura. Ma c'è anche un'altra situazione in cui questo può avvenire: quando si sta partorendo. Per questo ora capiremo insieme cosa fare in caso di frattura del coccige post-partum.

Come avviene la frattura del coccige post-partum

Non solo cadute all'indietro, uno dei motivi per cui può verificarsi la rottura del coccige è il parto. Una situazione che spiega, tra le altre cose, la maggiore distribuzione di tale patologia nellle donne rispetto agli uomini.

La frattura del coccige post-partum avviene perché il bambino che portiamo in grembo tende ad assumere posizioni che potrebbero, soprattutto per chi è predisposta, determinare una pressione superiore alle capacità di carico del coccige stesso. Oppure perché il feto è molto grande o se il nostro bacino è piuttosto stretto o con una forma peculiare.

A giocare un ruolo fondamentale nell'eventuale frattura del coccige post-partum sono anche i traumi subiti proprio in questo osso prima, o durante, la gravidanza.

Come si diagnostica

Specialmente durante gli ultimi mesi di una gravidanza, può capitare di avvertire un indolenzimento del coccige. Quando questo avviene si parla di Coccigodinia, che si riconosce sin da subito a causa del dolore localizzato sul coccige.

Nel caso però di frattura del coccige post-partum, la fitta che si avverte è innanzitutto più persistente e poi va a peggiorare facendo sport, per esempio, oppure semplicemente mettendosi seduti su una superficie rigida.

La prima cosa da fare per evitare che si aggravi, quindi, è spiegare al proprio medico il dolore percepito. A qual punto sarà necessario rispondere ad alcune domande e fare un esame fisico, sia esterno che interno (rettale). Non possiamo escludere, inoltre, la probabilità di dover fare una radiografia.

Come si cura la frattura del coccige post-partum

Fermo restando che è compito del medico stabilire la migliore cura per la frattura del coccige post-partum, a livello generale la prima cosa che si deve fare è riposare il più possibile.

Molto utile è anche mettere del ghiaccio sulla zona dolente più volte al giorno al fine di ridurre il gonfiore e il dolore. Potrebbe essere prescritto, inoltre, anche un antinfiammatorio non steroideo come l'ibuprofene.

Nell'eventualità in cui il dolore dovesse persistere, molto probabilmente diventerà necessario rivolgersi di nuovo al medico per farsi prescrivere un antidolorifico più forte. Per rendere il processo di guarigione meno doloroso, inoltre, è importante evitare la stitichezza bevendo molti liquidi e mangiando molte fibre.

In genere si guarisce entro un paio di mesi, ma se questo non dovesse accadere potrebbe essere raccomandato un intervento chirurgico, che però non sempre funziona e comporta un rischio di complicazioni.

Infine, in caso di gravidanze future è necessario far sapere al proprio dottore che sì è già subita una frattura del coccige post-partum per valutare insieme se partorire vaginalmente o se optare per un cesareo.

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