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Prolasso uterino: sintomi e come si interviene

di Simona Bianchi - 07.01.2023 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Il prolasso uterino è la “discesa” dell’utero nel canale vaginale. In cosa consiste il percorso di cure, quali sono le cause e le complicanze

In questo articolo

Prolasso uterino: cos’è

Il prolasso uterino consiste nel distacco dell'utero dalla sua parete, con lo scivolamento all'interno della vagina. Alla base c'è una perdita di elasticità da parte del pavimento pelvico, che si osserva anche negli uomini a seguito dell'asportazione della prostata. Il pavimento pelvico è una struttura deputata al sostegno di organi come:

  • Utero
  • Vescica
  • Intestino retto

Per questo motivo talvolta il prolasso uterino si associa a un prolasso vescicale e/o rettale. Possono essere identificati 4 gradi di compromissione, in base alla discesa e agli organi interessati. Avremo, dunque, un prolasso uterino di:

  • 1° grado, in cui una piccola porzione d'utero si trova nella vagina
  • 2° grado, in cui l'utero è presente nella vagina
  • 3° grado, in cui l'utero raggiunge l'introito della vagina
  • 4° grado, quando fuoriesce completamente dal canale vaginale 

Quali sono i sintomi del prolasso uterino

I sintomi del prolasso uterino dipendono dal grado di compromissione. Nel 1° grado sono per lo più asintomatici, negli altri casi si avverte principalmente la sensazione di peso viscerale, a livello vaginale o perineale. In assenza di sintomi, alcune donne scoprono di avere un prolasso durante l'igiene intima. Nelle forme moderate o gravi si avvertono:

  • dolori addominali
  • dolore durante i rapporti sessuali
  • dolore quando ci si siede
  • incontinenza urinaria
  • stitichezza
  • infezioni urinarie croniche
  • fuoriuscita più o meno visibile dell'utero

Le cause e i fattori di rischio

Le cause per cui può verificarsi un prolasso uterino sono:

  • menopausa, per via della diminuzione dei livelli di estrogeno
  • parto vaginale
  • obesità
  • dimensioni del feto eccessive
  • stitichezza
  • sollevamento errato di oggetti pesanti

Generalmente c'è una concomitanza di fattori a determinare l'indebolimento della parete pelvica e la perdita della sua funzione di sostegno. Come segnala il policlinico Gemelli, altri fattori di rischio che possono portare a un prolasso dell'utero sono:

  • numerosi parti vaginali
  • complicanze del parto
  • pavimento pelvico indebolito a seguito di un intervento chirurgico
  • presenza di patologie del collagene, che rendono il pavimento pelvico più debole
  • bronchite cronica

Le complicanze e come si interviene

Il prolasso uerino grave può portare alcune complicanze quali: ulcera vaginale, data dal continuo sfregamento dell'utero sulle pareti vaginali, e prolasso di altri organi come la vescica e il retto (cistocele e rettocele).

Per diagnosticare il prolasso uterino e il suo grado di compromissione, oltre a un esame pelvico, potrebbe essere utile associare un'ecografia perineale o vaginale e nei casi più complessi una risonanza magnetica nucleare. Per i casi più gravi, il ricorso alla chirurgia è inevitabile e quindi la pratica riparativa è quella eseguita più di frequente. Nei casi meno gravi, l'approccio maggiormente adottato è di tipo conservativo.

Il percorso di cure del prolasso uterino

Le terapie per curare il prolasso uterino sono di vario tipo. Per le pazienti in sovrappeso, inoltre, viene prescritta una dieta dimagrante, in quanto fattore di rischio che può far peggiorare la condizione in modo rapido aumentando la pressione intra-addominale. Il percorso di cure può prevedere:

  • Esercizi di Kegel, che consistono nel contrarre e rilasciare i muscoli pubococcigei, che sono quei muscoli che vengono utilizzati quando si cerca di interrompere il flusso urinario durante la minzione
  • Pessario, usato nei casi medio-gravi, è un anello di gomma che viene posizionato nella vagina, utile per sostenere l'utero. Non risolve il problema, ma permette di limitare sensibilmente i disagi e viene utilizzato soprattutto nelle donne che non vogliono o non possono sottoporsi all'intervento chirurgico. A lungo termine il suo utilizzo può irritare le pareti della vagina e determinare abrasioni. Viene inserito in ambulatorio tra il fornice vaginale posteriore e l'osso pubico e deve essere sostituito ogni 6 mesi
  • Terapia a base di estrogeni, è indicata nelle donne in menopausa, in cui si manifesta un calo fisiologico della loro produzione, con conseguente indebolimento dei tessuti della pelvi. È una terapia utile ad arrestare l'avanzamento del prolasso e raggiungere una condizione stabile
  • Intervento chirurgico, ha lo scopo di eliminare in maniera definitiva i disturbi legati al prolasso uterino. Ci sono due tipi di approcci: l'isterectomia, ovvero l'asportazione dell'utero per via addominale o vaginale, o l'isteropessi, la sospensione dell'utero. La scelta del tipo di intervento viene fatta in base alle caratteristiche della paziente, alla presenza di altre patologie del distretto pelvico e all'esperienza del chirurgo.
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