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Posizioni per partorire: le più naturali e le migliori per mamma e bambino

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Le posizioni per partorire spiegate dall'ostetrica. Le più naturali, quelle più veloci, quelle migliori per il bambino e per la mamma e infine le più strane

Posizioni per partorire

Studi scientifici anche molto grandi e importanti hanno dimostrato come il parto sia fortemente influenzato dalle posizioni assunte dalla donna. Poter cambiare posizione e scegliere quella più consona al momento ha risolto problematiche ostetriche, in quanto ha aiutato la risoluzione di problemi clinici che sarebbero diventati gravi e avrebbero comportato il ricorso al taglio cesareo. Inoltre ha anche cambiato la percezione delle mamme rispetto al dolore, al suo contenimento e all’evento parto in generale rendendolo più sopportabile e più soddisfacente.  

Dolori del parto. Come provarne meno

Posizioni per il travaglio attivo

Il travaglio attivo è definibile come quel momento in cui la dilatazione del collo dell’utero supera i 4 centimetri. Bisogna ammettere che questa definizione è puramente medica e non rispecchia la percezione della donna che invece è coinvolta in un crescendo continuo di sensazioni dolorose. Nella scelta della posizione da adottare per il travaglio attivo si lascia di solito molta libertà alla donna. Stiamo parlando di parti fisiologici in cui il monitoraggio del battito cardiaco fetale e delle contrazioni non è necessario che sia eseguito in continuo. A seconda della sensazione dolorifica la posizione può essere variata più volte.

Ecco alcuni esempi:

  • Può essere utile camminare e quindi scegliere una posizione in piedi durante il travaglio
  • Oppure in alcuni momenti è necessario riposare perché si è molto stanche e quindi la posizione sul fianco risulta quella ottimale.

Man mano che avanza il travaglio le donne sperimentano le varie posizioni da quella a carponi (a quattro zampe) appoggiata a dei supporti oppure accovacciata. Quello che vorrei far passare come messaggio è che una qualsiasi posizione anche se non menzionata da me può andar bene se aiuta la donna a sentirsi meglio.

Posizioni per sentire meno dolore

Il dolore nel parto è sicuramente la componente principale su cui le posizioni possono influire. Sottolineo nuovamente che in questo articolo cerco di fare una sintesi delle varie posizioni ma ogni donna avrà il suo vissuto e la sua posizione preferita. Quando inizia il travaglio spesso il dolore si sente nella zona del basso ventre, dell’osso pubico per intederci ed è dovuto alla dilatazione del collo dell’utero. In questa fase le posizioni che possono alleviare sono sicuramente quelle che tolgono pressione e tensione a quella zona e quindi camminare, poggiare una delle due gambe su un supporto, la posizione sul fianco. Possono essere alcune delle posizioni migliori per alleviare il dolore.

Con il procedere del travaglio invece il dolore si sposta sulla schiena, nella zona dell’osso sacro, perché il bambino nel suo discendere verso il canale del parto comprime le terminazioni nervose di quell’area. A questo punto le posizioni che possono aiutare sono quelle che fanno scaricare il peso dall’area lombare e quindi sicuramente la posizione carponi (a quattro zampe) anche con aiuto di palle o cuscini su cui appoggiarsi.

Posizione più naturale per il parto

In realtà non esiste una posizione più naturale di altre per il parto. Sicuramente esiste quella meno naturale a maggior ragione se imposta. E mi riferisco alla classica posizione che noi chiamiamo litotomica, quella pancia in su con le gambe sulle staffe per intenderci. Sia chiaro che se è necessario per garantire una buona assistenza o se la mamma la preferisce anche questa diventa la posizione migliore, ma è sicuramente quella meno naturale. Per capire cosa sia naturale dobbiamo un po' fare riferimento al mondo animale, nessun animale partorisce su un lettino con le gambe divaricate, solo noi. Alcuni animali restano a quattro zampe, altri si sdraiano su un fianco, altri ancora si accovacciano e partoriscono assistendosi da soli. Quindi direi che esiste una vasta gamma di posizioni naturali per il parto.

Ogni donna ascoltando il proprio corpo già in gravidanza può riuscire a capire quale posizione è la più naturale per lei.

Posizione per partorire prima

Usare diverse posizioni può aiutare a partorire in modo più veloce? Assolutamente sì, via via che evolve il travaglio e supportate dall’ostetrica potrete scegliere la posizione che aiuti maggiormente la progressione oppure che riduca la pressione.

Esiste una posizione per partorire velocemente?

No, o meglio non ne esiste una uguale per tutte.

  • La posizione che in assoluto fa partorire prima è quella in cui la donna sente meglio di assecondare il premito, che è la voglia irrefrenabile di spingere che viene alla fine del travaglio, durante il periodo espulsivo.
  • La posizione in piedi sfrutta la forza di gravità e quindi può aiutare il bambino che un pochino fatica ad incanalarsi nel bacino a trovare la strada giusta.
  • La stessa posizione, ma con una gamba sollevata può aiutare un bimbo che non è posizionato perfettamente con la testolina a mettersi in una posizione più agevole.
  • La posizione sul fianco può essere utile se il travaglio è molto lungo e sia mamma che bimbo sono stanchi per riposare un pochino.
  • La posizione accovacciata può aiutare nell’espulsione finale perché la spinta dei muscoli addominali e la forza di gravità aiutano. E così via…ci sono tante posizioni che possono aiutare a velocizzare il parto ma ciascuna va studiata sulla singola situazione e la mamma va accompagnata nella scelta di quella giusta per lei.

Posizione migliore per il bambino

Come per la mamma anche per il bambino non esiste una posizione ugualmente migliore per tutti. I bambini sono una parte attiva del travaglio e la loro collaborazione è fondamentale perché tutto vada bene. Chiaramente mentre la mamma ha un'ampia possibilità di movimento, il bambino ne ha molta meno, essendo “costretto” in uno spazio piccolo e poco modificabile. Dovete immaginare di dover passare con tutto il corpo attraverso una caverna con delle rocce dure e sporgenti ricoperte da qualcosa di più morbido, delle piante ad esempio. E l’unico vostro movimento possibile è spingersi con le gambe. Inoltre queste pareti ogni tanto si stringono intorno a voi. Detta così non è una bella situazione, ma il bambino sa perché accade tutto questo e quindi non ne è traumatizzato.

Sicuramente a volte si può stancare e quindi mettersi su un fianco lo aiuta perché aumenta l’afflusso di sangue alla placenta e quindi a lui stesso. Oppure a volte fa fatica a capire come mettersi e quindi stare in piedi aiuta a farlo scendere. Così come in periodo espulsivo la posizione accovacciata aiuta il bambino a distendere i tessuti e uscire prima.

Posizione più utilizzata

A fronte di tutto quello che possiamo dire sulle posizioni libere e sui vantaggi che esse hanno dal punto di vista sia dell’ostetrica che della mamma, ad oggi in Italia si usa ancora la posizione litotomica (gambe sulle staffe) in maniera maggiore. E mi viene da dire purtroppo. Le motivazioni sono svariate, l’assistenza ostetrica è più comoda perché hai l’evento nascita proprio a portata di mano. Se siamo alle prime armi è sicuramente quella che ci mette meno ansia e ci consente maggior controllo. Se siamo legate ad una vecchia assistenza in cui è l’operatore e non la mamma a sapere cosa è giusto allora è questa la posizione prescelta. Piano piano le cose stanno cambiando e la posizione litotomica si tende a lasciarla solo a situazioni in cui bisogna intervenire tempestivamente perché qualcosa non va.

Restituendo quindi la competenza di sapere cosa è meglio a chi quel parto lo vive in prima persona e quindi a mamma e bambino.

Posizione accovacciata durante il parto

Ultimamente si sente parlare molto di questa posizione accovacciata per il parto. In alcuni casi può essere molto molto utile ma in altri fortemente sconsigliata. È sicuramente molto utile innanzitutto se la mamma la ritiene comoda e se ha un supporto a cui attaccarsi. Normalmente accade che nel periodo di pausa tra le contrazioni, la mamma si alza e cammina e, quando arriva la contrazione e la spinta, si accovaccia supportata o da una altalena di stoffa oppure da chi è con lei in sala parto.

Abbassarsi per la spinta aiuta a sfruttare tutta la forza di gravità e i muscoli dell’addome e delle gambe e quindi produce un’avanzamento del bambino molto importante. È però assolutamente da evitare nei casi in cui il bambino sia molto sofferente e soprattutto se i tessuti genitali della mamma sono delicati, e questo lo valuterà al momento l’ostetrica. Il motivo è che una così potente spinta può causare delle lacerazioni importanti in tessuti molto delicati e questo comporta un maggior disagio post parto a causa dei punti e nel peggiore dei casi anche problemi di incontinenza rettale. Il tutto viene comunque valutato al momento del parto, l’ostetrica vi aiuta e vi guida se ritiene che sia utile provare posizioni diverse vi consiglierà.

Posizione più strana

Vorrei concludere riportandovi un aneddoto sulla posizione più strana a cui mi è capitato di assistere durante il parto. In realtà ero ancora studentessa, all’ultimo anno quindi già assistevo da sola in sala parto con il supporto di una collega. Ricordo che la mamma ha cambiato infinite posizioni per poi scegliere di mettersi al momento del parto in un angolo della sala parto. Il compagno era dietro di lei appiccicata al muro e lei era girata verso di lui. Durante le spinte si accovacciava, anzi quasi si sedeva, su un tappetino morbido che avevamo predisposto per l’assistenza e ricoperto da un telo pulito. Bene, al momento del parto io ero praticamente sdraiata a terra con uno specchio che mi consentiva di vedere come procedeva la situazione. Il bambino è nato praticamente da solo appoggiandosi delicatamente sul materassino che avevamo predisposto. Era quindi una sorta di posizione accovacciata estrema in cui lo spazio per me era pochissimo. Ma è stato molto emozionante perché essendo la mamma girata verso il papà ha permesso al bimbo appena nato di vedere lui per primo.

Posizioni per partorire | VIDEO

Le posizioni migliori per partorire, quelle meno dolorose per mamma e figlio

 
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