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Partorire con l'ipnosi: tutto quel che bisogna sapere

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L'ipnosi può essere un efficace metodo per gestire il dolore del parto. Ecco come funziona il parto con ipnosi

Parto con ipnosi

Tra i vantaggi che la medicina moderna offre alle donne che stanno per partorire e sono alla ricerca di una procedura analgesica più naturale possibile c'è senz'altro l'ipnosi. Si tratta di certo di una pratica di antichissime origini che è entrata di diritto in un numero sempre crescente di sale parto in tutto il mondo, Italia compresa. Il termine anglosassone per il parto con ipnosi è hypnobirth: vediamo come funziona, cosa possiamo aspettarci e che risultati potremmo avere scegliendo di partorire con l'ipnosi.

Ipnosi cos'è

L'ipnosi è innanzitutto uno stato di alterazione delle percezioni e anche della coscienza. Quando si riesce ad ottenere questo grado di alterazione si può anche agire sul miglioramento di una certa performance o dello stato mentale e psichico.

Se pensiamo all'ipnosi, quindi, non dobbiamo immaginare una sorta di fenomeno da baraccone come il cinema o la letteratura spesso ci propongono, ma una sorta di forma meditativa che può essere praticata ed appresa piuttosto facilmente.

In Italia possono praticare l’ipnosi solo medici e psicologi. La moderna ipnosi è stata introdotta lo scorso secolo dallo psichiatra californiano Milton Erickson. Lo scopo dell’ipnosi è riuscire ad avere accesso all'inconscio, dove vengono conservate esperienze ed informazioni apprese nel corso della vita e delle quali spesso non siamo consapevoli. Con l’ipnosi viene indotta una particolare condizione tra sonno e veglia definita “trance”.

Ipnosi durante il parto, come funziona

Mentre i farmaci cercano di eliminare il dolore durante il parto, l'ipnosi (o per meglio dire l'autoipnosi) tenta di trasformare la sensazione di dolore in qualcos'altro, una forza vitale che permette al corpo della donna di dare alla luce il bambino.

Non dobbiamo immaginare un ipnotista che fa cadere la partoriente in uno stato di trance: l'ipnosi è una tecnica che può essere appresa con l'aiuto di persone esperte e competenti e poi può essere messa in pratica da sola prima e durante il travaglio, mantenendo comunque uno stato di coscienza.

Come funziona più nel dettaglio?

Raggiungere uno stato di equilibrio e di benessere con l'ipnosi in sala parto è possibile utilizzando alcune tecniche.

  • Respirazione: l'operatore insegna alle gestanti a soffermarsi innanzitutto sulla respirazione, chiudendo gli occhi e concentrandosi sulle sensazioni che arrivano dal corpo. L'obiettivo e arrivare a rilassarsi pensando intensamente ad ogni singolo movimento del corpo (i muscoli, i movimenti dal bambino, il contatto con il bebè nella pancia, l'aria che entra ed esce dai polmoni).
  • Il secondo passo è la visualizzazione: la donna impara a “spostare” la sua mente in un un luogo magico, sereno ed incantato, nel quale rimanere mentalmente durante  il parto. Attraverso la capacità di visualizzazione il dolore viene trasformato in un'immagine che può essere frammentato o spostato fuori dal corpo.

Una volta appresa la tecnica di autoipnosi non si dimentica più e può essere messa in pratica anche in altri momenti particolari della propria vita.

Autoipnosi durante il parto

L'autoipnosi è, quindi, la capacità di lavorare sul proprio stato mentale per raggiungere una condizione di benessere ed equilibrio. L'autoipnosi coinvolge diverse tecniche:

  • la visualizzazione;
  • la meditazione guidata;
  • le tecniche di respirazione;
  • il massaggio.

Secondo alcuni studi l'autoipnosi durante il parto può ridurre i tempi del travaglio (arrivando addirittura a dimezzarli) e i rischi di parto cesareo, nonché diminuire in modo significativo la paura e i dolori del parto. Questo stato di benessere, infatti, inibisce la produzione degli ormoni dello stress e favorisce la produzione di ossitocina, noto come l'ormone dell'amore, quello che stimola le contrazioni e favorisce la dilatazione.

In altre parole l'autoipnosi permette alla futura mamma di sentirsi potenziata, forte, preparata e pronta ad affrontare il travaglio.

Si può iniziare a praticare l'autoipnosi sin dalle primissime fasi del travaglio, quando compaiono le contrazioni, e continuare in sala parto fino alla fase espulsiva, quando è più importante essere vigili e  molto partecipative.

Quanto dura il travaglio

Autoipnosi in gravidanza

Durante la gravidanza possiamo partecipare a numerosi diversi tipi di corsi di preparazione al parto, e chi sceglie di sperimentare l'ipnosi dovrebbe iniziare a praticarla sin dal primo trimestre di gravidanza.

L'autoipnosi, quindi, produce i suoi benefici effetti ancora prima del parto: aiuta la futura mamma a rilassarsi, a riposare e dormire meglio, a potenziare la fiducia in sé stessa e nel proprio corpo.

Insomma, la mente è una cosa potentissima e semplicemente imparando le giuste tecniche di respirazione, meditazione e rilassamento possiamo avere il controllo sul nostro corpo e sulle nostre emozioni.

In genere gli incontri preparatori nelle ultime fasi della gravidanza forniscono alla futura mamma le tecniche e le basi per poter innanzitutto simulare in stato di trance il travaglio e il parto, visualizzando questa esperienza, e per poi poter mettere in pratica quanto appreso quando si troverà in sala parto.

Può anche essere la coppia a praticare l'ipnosi durante il parto: la futura mamma e il futuro papà apprendono questa tecnica  a partire dal primo trimestre di gravidanza. In pratica il partner svolge la funzione di ipnoterapeuta e la donna entra in una sorta di trance dove è pienamente consapevole di ciò che sta facendo il suo corpo, è molto rilassata e tutto ciò fornisce un ambiente emotivo e anche esterno sicuro e sereno per il bambino e la mamma.

Parto con ipnosi a Milano

In alcuni ospedali italiani l'autoipnosi in sala parto viene praticata da vent'anni. A Milano numerosi operatori specializzati organizzano incontri di avvicinamento a questa pratica per le gestanti, come quelli afferenti al Progetto Eden, che vede coinvolto anche il dottor Giovanni Farano, aiuto primario presso la Divisione di Ostetricia Ginecologia dell’ospedale di Rho.

Tuttavia ricordiamo che l’Ospedale di Ciriè in provincia di Torino è il punto di riferimento nazionale per il parto con autoiponosi, e questa tecnica viene offerta gratuitamente alle gestanti.

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