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Parto cesareo programmato: tutto quello che c'è da sapere

di Francesca Demirgian - 24.08.2020 Scrivici

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Fonte: iStock
Come funziona il parto cesareo programmato. Quali sono le differenze con un cesareo d'urgenza e tutto quello che c'è da sapere

Parto cesareo programmato

Il parto cesareo si distingue dal parto naturale poiché è un vero e proprio intervento chirurgico. Avviene attraverso un'incisione nella parte bassa della pancia, sotto la linea del bikini per intenderci, e serve per far nascere un bambino in alcune particolari situazioni.

Nasce come modalità di parto d'urgenza, quando magari il bambino non è nelle condizioni di affrontare il travaglio e un parto naturale, quando ha problematiche particolari o quando subentrano problemi di posizione, cordone ombelicale attorno al collo, abbassamento del battito cardiaco. Sempre più frequenti però, in Italia, sono i parti cesarei programmati, decisi cioè anticipatamente dal ginecologo, per posizione podalica del bambino o altre situazioni.

Oggi parliamo proprio di parto cesareo programmato, per comprendere meglio cos'è, quando viene svolto, come funziona e risolvere le curiosità delle tante mamme che si avvicinano a questo tipo di parto: 

Esperienze

Le esperienze di mamme che hanno affrontato un parto cesareo programmato sono differenti e, a volte, contrastanti. C'è chi ha avuto un'esperienza più che positiva, ritiene che il parto programmato tranquillità, avendole evitato di affrontare travaglio, dolori e complicazioni del parto.

Altre, al contrario, rimpiangono di non aver potuto fare un parto naturale, poiché hanno sofferto le conseguenze del parto cesareo che, come già detto, è a tutti gli effetti un'operazione chirurgica. I dolori post-parto per alcune mamme sono stati forti e prolungati nel tempo.

Cosa portare in caso di parto cesareo programmato?

Escludendo la borsa del bambino che è uguale sia in caso di parto naturale che in caso di parto cesareo, parliamo dell'occorrente che una donna deve portare in ospedale in caso di parto cesareo programmato.

Di seguito un elenco di indumenti e accessori necessari per affrontare parto e post-parto:

  • assorbenti maternità (serviranno anche in caso di parto cesareo)
  • slip comodi, in cotone, a vita alta
  • camicia da notte con bottoni per allattamento
  • vestaglia
  • reggiseni per allattamento
  • coppette assorbilatte
  • pantofole comode
  • salviette intime e rinfrescanti
  • tutto l'occorrente per igiene personale

Parto cesareo programmato quanto tempo prima?

Il parto cesareo programmato è l'unico che permette di conoscere perfettamente la data di nascita del proprio bambino. Con il parto naturale, infatti, è possibile conteggiare le settimane di gestazione, ma non si sa mai, precisamente, quando il piccolo deciderà di venire alla luce.

Solitamente la data del parto cesareo programmato viene fissata tra le 37esima e la 38esima settimana, quindi due o tre settimane prima del termine, della data presunta del parto. 

Cesareo a 38 settimane

Le ragioni per cui, solitamente, un cesareo non viene programmato a termine delle 40 settimane di gravidanza, sono fondamentalmente due: la prima è che i chirurghi hanno a che fare con un utero meno reattivo (non ancora pronto a contrarsi come nel travaglio spontaneo); la seconda è che, alla 38esima settimana, il bambino è più piccolo e quindi i medici potranno fare un'incisione di dimensioni minori.

Come si svolge un cesareo programmato?

La donna si reca in ospedale nella data stabilita con il ginecologo. Viene ricoverata, come per tutti gli interventi chirurgici.

Il taglio cesareo è un'incisione che il ginecologo fa sulla parete addominale della mamma prima, e su quella dell'utero successivamente, per far nascere il bambino.

Prima del taglio, la donna viene sottoposta ad un'analgesia spinale, ossia, attraverso un piccolo catetere inserito tra le meningi spinali, le viene iniettato un farmaco che toglie la sensibilità dolorifica alla èarte inferiore del corpo. La mamma dunque resta sveglia e vigile al momento del parto, ma non sente dolori.

Oggi, per il parto cesareo, viene utilizzata una tecnica chiamata "Metodo Stark" o anche cesareo dolce. Si tratta di un'incisione della cute molto vicina all'osso pubico, sotto la linea del bikini, e in senso orizzontale, con un impatto estetico minimo.  Non viene più effettuato un taglio largo sull'utero, per far nascere il bambino, ma, dopo aver fatto un piccolo foro, sono i chirurgi, digitalmente, ad allargarlo. Questa tecnica permette anche una più facile rimarginazione.

Quanti giorni si resta in ospedale per un cesareo?

Una donna che ha vissuto un parto cesareo resta, solitamente, in ospedale, un giorno in più di chi ha svolto un parto naturale e quindi 3-4 giorni.

Rischi di un cesareo

Il parto cesareo porta con se i rischi che possono avere tutti gli interventi chirurgici. Dalle reazioni all'analgesia al rischio di emorragie. Episodi che, però, sono davvero molto rari. Il cesareo programmato è un tipo di parto ormai molto frequente in Italia, diventato routine nei nostri ospedali e praticato con massima preparazione e sicurezza per mamma e bambino.

Preparazione al parto cesareo programmato

La donna, una volta programmato il parto cesareo, continuerà a sottoporsi ad una serie di visite, ecografie, incontro con l'anestesista, monitoraggi, elettrocardiogramma. Dovrà inoltre restare a digiuno dalla mezzanotte ptrcedente al cesareo.

Una volta arrivata in ospedale, e sottoposta ai controlli necessari prima del ricovero, indosserà la camicia da notte, la cuffia per capelli per poter entrare in sala operatoria. 

L'iter proseguirà con l'anestesia spinale e il taglio cesareo. Solitamente un parto cesareo programmato dura tra i 40 e i 50 minuti.

Differenze con cesareo di urgenza

La differenza tra un parto cesareo programmato e un parto cesareo d'urgenza la si comprende già dalla definizione. Il primo viene stabilito precedentemente tra ginecologo e futura mamma, il secondo viene effettuato in casi di rischio, quando subentrano complicazioni durante il parto naturale o prima.

Il parto cesareo programmato viene solitamente scelto in questi casi:

  • posizioni del bambino podalica
  • malformazioni o patologie gravi del bambino che non gli permettono di affrontare il parto naturale
  • anomalie del bacino materno (bacino troppo stretto)
  • dimensioni molto grandi del bambino (macrosomia)
  • gravidanza gemellare e plurigemellare
  • placenta posizionata "a tappo" sul collo dell'utero, con rischio di emorragia nel parto naturale
  • patologie materne chee impediscono gli sforzi del travaglio
  • infezioni materne da HIV

Il parto cesareo d'urgenza viene scelto invece solo in casi di gravità, per salvaguardare la vita di mamma e bambino.

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