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Parto prematuro: uno studio promuove un nuovo trattamento

di In collaborazione con Adnkronos Salute - 15.11.2019 Scrivici

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Una ricerca clinica supportata dal National Institute for Health Research (Nihr) britannico promuove un trattamento efficace per le donne in gravidanza ad alto rischio di parto pretermine, in grado di prevenire sia la nascita molto prematura che la morte dei bimbi

Nuovo trattamento per i parti prematuri

Una ricerca clinica supportata dal National Institute for Health Research (Nihr) britannico promuove un trattamento efficace per le donne in gravidanza ad alto rischio di parto pretermine, in grado di prevenire sia la nascita molto prematura che la morte dei bimbi. Lo studio ‘Mavric’ ha messo in evidenza le potenzialità del cerchiaggio addominale anziché vaginale, il metodo tradizionale di 'suturare' il collo dell'utero, nel ridurre le probabilità di partorire prima delle 32 settimane di gravidanza, nonché di dare alla luce un bambino in grado di sopravvivere. Il lavoro è durato 10 anni ed è stato condotto in tutto il Regno Unito, valutando oltre 100 donne: ha riscontrato che i tassi di parto pretermine a meno di 32 settimane erano inferiori del 30% nelle donne che avevano ricevuto un cerchiaggio addominale, rispetto a quelle che avevano subito il classico cerchiaggio vaginale.

Si tratta del primo studio randomizzato a testare questa tecnica e Andrew Shennan, direttore clinico della Tommy's Preterm Surveillance Clinic del Guy's e St Thomas' Hospitals sottolinea la sua "felicità nell'aver mostrato che le donne con fallimenti alle spalle, hanno generalmente gravidanze di successo grazie al sistema addominale". Il Nihr ricorda che questa procedura porta alla necessità di un taglio cesareo, perché a seguito del cerchiaggio addominale le donne non possono tentare un parto vaginale naturale.

Pertanto, è importante che il trattamento sia utilizzato in gestanti ad alto rischio, che hanno avuto un precedente cerchiaggio vaginale che non ha funzionato. Il metodo deve essere impiegato inoltre quando le donne hanno avuto un parto prematuro in una precedente gravidanza, un aborto spontaneo, un intervento chirurgico o un trauma alla cervice e possono essere a rischio di una condizione chiamata insufficienza cervicale, in cui la cervice si allarga e si accorcia durante la gravidanza.

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