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Come riorganizzare i punti nascita in Italia

di Redazione PianetaMamma - 06.12.2012 Scrivici

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Gli esperti puntano a offrire assistenza e cure migliori a donne e bambini

E' stato presentato nei giorni scorsi il Manuale “Gli standard per la valutazione dei punti nascita”, nato su iniziativa delle principali società scientifiche italiane di ostetricia (SIGO), neonatologia (SIN) e pediatria (SIP e SIMP), con il contributo di professionisti anestesisti (CIAO) ed infermieri (Federazione IPASVI) coinvolti nel percorso-nascita, insieme all'Osservatorio sulla salute della donna (ONDa), ai genitori di bambini nati prematuri (Vivere onlus), Cittadinanzattiva, Osservasalute, SIMM, AGITE e FNCO, riuniti dal 2011 nel Gruppo Italiano Nascita Sicura (GINS).


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Come ha spiegato Walter Ricciardi, Presidente EUPHA e Vice Presidente dell’Associazione di Iniziativa Parlamentare e Legislativa per la salute e la prevenzione: "il Manuale ha l'obiettivo di fornire parametri standard di valutazione delle strutture pubbliche e private per l'accreditamento, per migliorare le performance assistenziali e garantire le migliori cure a donne e bambini, tanto nei casi di gravidanza fisiologica e neonato fisiologico, quanto in quelli di gravidanza a rischio e neonato patologico".

Dal documento, redatto da un pool di decine di professionisti ed utenti per indagare sulla qualità e la sicurezza dei punti nascita italiani, emerge che il ricovero in ospedale legato al parto (LEGGI) rappresenta la tipologia di ricovero più frequente in Italia (ce ne sono 550mila ogni anno).


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Costantino Romagnoli, Presidente Società Italiana di Neonatologia, ha sottolineato che "il parto è un evento traumatico per la donna e per il neonato. Come evento biologico non si è modificato negli anni, ma il progresso medico ha ridotto le complicanze materne (mortalità) e neonatali (mortalità ed esiti neurologici) contribuendo anche a rendere l’evento meno doloroso e rischioso. La medicalizzazione dell’evento nascita che ne è derivata è stata da più parti posta in discussione, ma è certo che rinunciare oggi a tutto ciò che aumenta la sicurezza del parto non è eticamente possibile e non è economicamente conveniente".



Il manuale sarà uno strumento utile per studiare il modo più efficace per riorganizzare i punti nascita in Italia con l'obiettivo di aumentare la sicurezza e l'umanizzazione del parto, il parto indolore e ottenere una riduzione dei cesarei (LEGGI).

Dallo studio emerge anche che in Italia la mortalità infantile nel 2008 risulta del 3,6 per mille nati vivi: siamo all'11° posto di una graduatoria dei Paesi sviluppati, che inizia con Hong Kong e termina con gli Stati Uniti.

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