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Parto e attacchi di panico: cosa fare

di Redazione PianetaMamma - 29.05.2020 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Come affrontare il parto se si soffre di attacchi di panico: quali sono le tecniche e i consigli per vivere al meglio questa esperienza

Parto e attacchi di panico

Per la maggior parte delle donne la gravidanza è un periodo particolarmente intenso ed emozionante della vita, ma non mancano stress e cambiamenti ormonali che possono far emergere sensazioni di disagio psicologico, nonché causare repentini cambi di umore. Man mano che ci si avvicina alla data del parto l'agitazione e l'ansia salgono soprattutto perché non si sa cosa accadrà e a cosa si va incontro: è per questo che gli attacchi di panico sono così frequenti durante il parto. Come gestirli e come affrontarli?

Cosa sono gli attacchi di panico

Un attacco di panico è una sensazione di estremo disagio che si manifesta con sintomi fisici e emotivi, ed è caratterizzato dall'insorgenza di un fortissimo senso di paura e disagio, come se ci si trovasse di fronte ad un pericolo imminente.

Rimanere incinta con attacchi di panico

I sintomi di un attacco di panico includono:

  • Battito cardiaco accelerato
  • Sensazione di chiusura al petto
  • Agitazione o tremore
  • Difficoltà respiratoria e iperventilazione
  • Sudorazione
  • Vertigini

Secondo alcuni studi, gli attacchi di panico durante la gravidanza potrebbero essere associati ai cambiamenti dei livelli ormonali; altre evidenze invece suggeriscono che esita una predisposizione genetica e che sarebbe più probabile soffrire di attacchi di panico in gravidanza se anche altre donne in famiglia ne hanno sofferto.

Quali sono i migliori trattamenti per gli attacchi di panico durante la gravidanza? Nella maggior parte dei casi, può essere di aiuto una combinazione di terapie cognitive e comportamentali. La terapia cognitivo-comportamentale aiuta da un lato a sostituire i pensieri spaventosi e negativi con pensieri positivi e realistici, e dall'altro migliora la consapevolezza e riduce lo stress.

Sono efficaci anche le tecniche di rilassamento, compresa la respirazione profonda che può aiutare a calmarsi durante un attacco di panico e si rivelerà importantissima durante il travaglio.

Di certo non bisogna sottovalutare questo disagio: va affrontato insieme al medico o ad uno specialista per iniziare nel modo più consapevole e sereno possibile la vita da mamma.

Parto cesareo o naturale? (con gli attacchi di panico)

La paura del parto, chiamata tocofobia, è una delle principali motivazioni per le quali una donna chiede di partorire con un cesareo. In realtà le linee guida suggeriscono espressamente di sostenere la gestante per aiutarla ad affrontare con consapevolezza e serenità il parto naturale, facendo ricorso all'epidurale, ma anche a particolari tecniche di respirazione, di training autogeno e di visualizzazione.

In accordo con lo psicologo e il ginecologo, ma anche con l'anestesista, in caso di diagnosi di attacchi di panico si può valutare la possibilità di fare un cesareo con anestesia spinale o di affrontare un parto naturale.

Come affrontare un attacco di panico durante il parto

Quando si arriva in sala parto, le probabilità di sviluppare un attacco d'ansia sono probabilmente al massimo perché numerosi sono i fattori e le circostanze che aumentano lo stato di ansia:

  • Cambiamenti ormonali estremi nella fase del travaglio e del parto;
  • Dolore e disagio;
  • Mancanza di sonno e riposo;
  • Imbarazzo e disagio per essere in ospedale;
  • Paura dell'arrivo del bambino e paura per la sua e la tua salute

Per questo quindi l'iperventilazione e un attacco di panico sono è estremamente comuni.

La chiave è la prevenzione: arrivare preparate in sala parto, con tutti gli strumenti giusti per riuscire a controllare l'ansia aiuta a vivere meglio questa esperienza.

Come gestire gli attacchi di panico e l'ansia

Innanzitutto l'attacco di ansia e di panico durano un tempo limitato e tendono ad esaurirsi da soli: spesso già solo impegnarsi a riacquistare il controllo della respirazione in caso di iperventilazione, restituisce consapevolezza e contribuisce a calmare i sintomi.

Un attacco di panico isolato non richiede alcun trattamento, mentre attacchi o episodi che si ripetono più volte possono richiedere l'intervento di uno specialista. Le opzioni terapeutiche sono diverse e verranno proposte dal medico sulla base del singolo caso.

  • Può prescrivere dei farmaci ansiolitici;
  • può essere utile una terapia cognitivo-comportamentale o anche una terapia di esposizione (che prevede l'esposizione breve ma ripetuta alle circostanze che favoriscono l'attacco di panico in modo da assuefarsi ad esse).

Sara soffre di attacchi di panico e da quando è rimasta incinta ha dovuto sospendere i farmaci che la aiutavano a tenere sotto controllo il suo disturbo. Durante la gravidanza , lo yoga la ha aiutata a mettere il controllo e ad affrontare il parto.

Sara racconta di aver dato alla luce il suo Leonardo con un parto naturale e di aver usato le tecniche apprese durante il corso di yoga per respirare bene.

Ho deciso di ascoltare il mio corpo, di far fluire il respiro attraverso una particolare tecnica di respirazione yoga che uso quando sono in difficoltà e qualche minuto dopo il bimbo è nato. La respirazione, se ben fatta, è miracolosa. Parola di chi ha sofferto di attacchi di panico violenti e che ha fatto un parto naturale.

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