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Le terapie per i bambini malati di leucemia linfoblastica

di Monica De Chirico - 29.04.2013 Scrivici

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L'imatinib, uno dei primi farmaci mirati, può essere utile anche nelle leucemie linfoblastiche acute che colpiscono nell'infanzia e nell'adolescenza

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Le terapie che mirano ai bambini

L'

imatinib

, uno dei primi farmaci mirati, può essere

utile anche nelle leucemie linfoblastiche

acute che colpiscono nell'infanzia e nell'adolescenza

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I farmaci intelligenti mirano dritti al bersaglio, qualsiasi sia l'età del paziente. L'

imatinib

è un farmaco che corregge il problema arrecato dal

Cromosoma Philadelphia,

dove due frammenti di DNA si fondono causando la

leucemia mieloide

cronica degli adulti.

Ma «la stessa anomalia cromosomica si ritrova in circa il 2,5 per cento delle

leucemie linfoblastiche acute dell'infanzia e dell'adolescenza»

chiarisce Andrea Biondi, capo del Dipartimento di pediatria dell'Ospedale San Gerardo di Monza e docente all'Università di Milano Bicocca. «Si tratta di forme rare e difficili da studiare. Grazie alla collaborazione tra i principali centri europei abbiamo dimostrato che l'imatinib è efficace anche in pazienti bambini».

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Lo studio ha coinvolto circa 180 bambini con

leucemia linfoblastica acuta

che presentavano il caratteristico cromosoma Philadelphia, e ha permesso di confrontare l'efficacia dei due trattamenti: quello tradizionale, con intensi cicli di chemioterapia e trapianto di

cellule staminali emopoietiche,

con il nuovo approccio, che prevedeva l'aggiunta del farmaco mirato. «L'imatinib è stato tollerato bene anche dai bambini e dai ragazzi» conclude Biondi.

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 «E nel gruppo che ha ricevuto questa cura aggiuntiva è aumentata la percentuale di pazienti liberi dalla malattia dopo quattro anni dalla fine della terapia». La ricerca è stata pubblicata su Lancet Oncology, prestigiosa rivista scientifica internazionale.

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