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Storia di Valentina: la vittoria contro il cancro, la gioia della maternità

di Redazione PianetaMamma - 22.04.2013 Scrivici

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Valentina: una diagnosi di tumore al seno mentre aspetta la sua bambina, la vittoria contro la malattia e la gioia del parto

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La storia di Valentina è una storia di

grande speranza

. Grazie all’aiuto dei medici che l’avevano in cura, Valentina è riuscita a combattere un tumore e a dare alla luce la sua bambina senza perdersi mai d’animo, trovando proprio in sua figlia la forza per affrontare il difficile percorso di cure.

Tutto ha inizio ai primi di agosto del 2009. Valentina ha 37 anni. Un mattino, lavandosi, si accorge di avere un nodulo al seno. Allarmata, si reca in un laboratorio di analisi private a fare un’

ecografia

, ma la rassicurano dicendole che non è niente.

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Se adesso ci penso sono ancora arrabbiata. Il tempo nella cura dei tumori è fondamentale e con quella risposta non ho più dato importanza a quel nodulo. Anche perché nel frattempo avevo altro a cui pensare

”.

Valentina scopre infatti proprio ad agosto di essere

incinta

.

Ero felicissima. E poi era una bambina. Io avevo già un maschietto, Matteo, di 2 anni. Ora sarebbe arrivata la sorellina

”.

Valentina è seguita per la gravidanza dalla dott.ssa Anserini, ginecologa all’ospedale San Martino di Genova. Durante una delle visite le parla di quel nodulo al seno, che nel frattempo si è anche ingrossato e ha cominciato a farle male.

La dott.ssa Anserini si è un po’ spaventata e mi ha detto di farmi visitare immediatamente. Le ho risposto che avevo già fatto un controllo, ma lei ha insistito perché andassi da un medico specialista.

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E’ il 23 dicembre 2009. Valentina è alla

25 settimana di gravidanza

quando si reca all’IST (Istituto per la ricerca sul cancro) di Genova. Il medico che la visita capisce immediatamente che è qualcosa di grave.

Subito, anche prima della biopsia, il medico, il Dott. Calabrese, mi parlò di tumore. Il nodulo aveva un indice molto sospetto di evidenza

.” La biopsia che viene effettuata immediatamente conferma la diagnosi:

carcinoma

“triplo negativo”, uno dei più aggressivi e difficili da curare.

I medici decidono per un intervento immediato. Il 7 gennaio 2010 a operare Valentina c’è il dott. Canavese dell’IST.

I giorni tra la biopsia e l’intervento sono stati i più duri. Bisognava vedere se c’erano già delle metastasi, io ero terrorizzata. Avevo paura non solo per me. Temevo anche che l’operazione potesse danneggiare in qualche modo la bambina. E’ stato davvero terribile

”.

L’operazione va bene. Il tumore viene rimosso e fortunatamente i linfonodi intorno sono puliti. E’ un primo successo.

In qualche modo quell’intervento mi ha ridato speranza, ce la potevo fare. Temevo che quei 4 mesi passati dalla scoperta avessero potuto influire negativamente sul risultato. Invece per fortuna non era successo

”.

Ora però Valentina deve affrontare il discorso delle chemioterapie, estremamente problematiche durante una gravidanza. Per questo Valentina incontra la dott.ssa Dal Mastro, oncologa dell’IST.

Con la dott.ssa Dal Mastro abbiamo analizzato tutte le possibilità. Ero alla 26esima settimana, aspettare la nascita della bimba non era possibile, ci voleva ancora troppo tempo, le cure andavano iniziate subito. Anche far nascere la bambina era troppo pericoloso. Sarebbe stata troppo prematura, le speranze di sopravvivenza erano davvero minime. Così abbiamo deciso per una terza soluzione: iniziare le cure durante la gravidanza, interromperle per far nascere la bambina, e poi riprenderle. La ringrazierò sempre. Con la sua chiarezza e sincerità mi ha aiutato molto: alla fine è stato facile prendere una decisione

”.

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Seguita attentamente dalla dott.ssa Dal Mastro, il 18 gennaio 2010 Valentina fa il primo ciclo di

chemioterapia.

Una chemioterapia studiata appositamente per lei.

Per ridurre il più possibile i danni alla bambina, il farmaco era molto diluito e mi veniva iniettato in maniera lentissima. Di solito un ciclo di chemio si fa in un’ora. Io lo facevo in 72 ore. Entravo in ospedale il lunedì e uscivo il giovedì. Ed ero sempre tenuta sotto controllo

”.

Valentina fa due cicli così, assistita sempre anche dalla dott.ssa Anserino che monitora costantemente la sua gravidanza. Al termine del secondo ciclo, Valentina è entrata nella 34esima settimana di gravidanza. Ora la bimba può nascere.

E’ il 3 marzo 2010 quando nasce

Anna

. Pesa 2.100 Kg, e sta bene. Ha qualche problema di insufficienza respiratoria, ma dopo dieci giorni può già uscire dall’ospedale. Valentina è molto sollevata.

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Non ci potevo credere. Era andato tutto bene. Mi sembrava un miracolo. Ma non è stato un miracolo, è stata la bravura e la capacità dei medici che mi hanno seguito

”.

La settimana dopo il

parto

, Valentina riprende i cicli di

chemioterapia

.

Devo dire che a parte la prima volta, ho avuto la fortuna di non stare troppo male. Certo ho perso tutto, capelli, ciglia, sopracciglia. Quello è stato un trauma. Ma non mi importava. L’importante era che Anna stesse bene. E anche io. E poi avevo di che tenermi occupata. Matteo aveva 2 anni e Anna era appena nata: non avevo tanto tempo per pensare

A giugno del 2010 la chemioterapia finisce e comincia la radioterapia. Il 30 luglio, a 1 anno di distanza dalla scoperta della malattia, il suo percorso di cure finisce.

Oggi Valentina sta bene.

Matteo

ha 3 anni e mezzo,

Anna

1 e mezzo. Ogni 6 mesi si sottopone a un controllo.

L’esperienza della

malattia

le ha fatto capire quanto è importante la ricerca e i medici che la portano avanti.

Per me è stato fondamentale l’aiuto dei medici che mi hanno avuto in cura. La dott.ssa Dal Mastro, il dott. Canavese, il dott. Calabrese sono stati meravigliosi, non solo dal punto di vista professionale. Io sono una persona che vuole essere sempre informata, che fa molte domande, e loro mi hanno sempre risposto con sincerità e chiarezza. Umanamente mi sono stati vicino, e soprattutto mi hanno dato gli strumenti per poter affrontare con serenità il ciclo di cure. Anche la dott.ssa Anserini mi ha seguito con dedizione, è stata di grandissimo appoggio personale e umano. Senza di loro mi sarei sentita allo sbando, mi hanno dato coraggio e forza

”.

Intervista a Valentina

Da questa esperienza difficile che ha vissuto, quali sono secondo te le misure necessarie da adottare per prevenire il cancro, e soprattutto intervenire in modo tempestivo

?

1) Iniziare i controlli da giovani, devono essere sollecitati di più dai ginecologi e medici. Bisogna sensibilizzare maggiormente le donne giovani a fare controlli, per permettere diagnosi precoci per chi ha la sfortuna di contrarre il cancro.

2) Rivolgersi a centri molto specializzati per poter riconoscere subito la malattia e poter intervenire in modo tempestivo

3) Da parte mia dopo aver sconfitto il cancro, sto cercando di curare di più l’alimentazione, il movimento. Cerco di controllare di più il peso e fare più controlli.

Come ha superato la paura e le emozioni provate alla notizia della malattia

?

L’apporto medico è stato fondamentale. La conoscenza è importante. Sapere cosa avevo, cosa potevo fare, come intervenire, gli strumenti a disposizione, e le chance che avevo di guarire sono stati i punti di forza per superare le mie paure e il panico iniziale. In effetti una volta appresa la notizia, per me è stata una doccia fredda. La paura per me e soprattutto per la mia bambina, visto che ero incinta. Ma dopo la prima reazione, parlare con i medici mi ha aiutato a capire, e affrontare la malattia.

I medici sono uno “strumento” psicologico fondamentale. Capisci se e come puoi curare la malattia e acquisti più fiducia nelle terapie.

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Come è cambiata la tua vita dopo questa esperienza

?

La mia vita è tornata quella di prima, non c’è stato un grande cambiamento.  Ho più consapevolezza di una forza d’animo che non pensavo di avere. Un tumore comunque non si dimentica, ma ti fortifica. Sono tornata a seguire le mie attività di prima, ma mi sento più sicura, più consapevole.

Un messaggio di speranza che si sente di dare

?

Il mio consiglio è di capire e conoscere tutti gli strumenti a disposizione. Chiedere, informarsi perché la conoscenza è sicuramente lo strumento più forte per combattere il cancro.

Da questa malattia si può guarire. Pensare che si può superare il cancro, e cercare di vivere giorno per giorno.

LA RICERCA TARGATA AIRC

Lucia Del Mastro

Coordinatrice del “Disease Management Team” per il carcinoma mammario dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova

Responsabile struttura semplice di Sviluppo Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova

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