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Intervista alla Dott.ssa Irma Airoldi, una mamma ricercatrice

di Monica De Chirico - 07.05.2013 Scrivici

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In occasione della giornata dell’azalea della ricerca sul cancro, organizzata dall'AIRC, la Redazione di Pianetamamma ha intervistato la dott.Irma Airoldi, una mamma ricercatrice, responsabile del laboratorio Immunologia e Tumori al Gaslini di Genova

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In occasione della

giornata dell’azalea della ricerca,

organizzata dall'

AIRC

, la Redazione di

Pianetamamma

ha intervistato la

dott.ssa Irma Airoldi

, una

mamma ricercatrice,

responsabile del laboratorio Immunologia e Tumori al Gaslini di Genova.

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Ci racconti la sua esperienza di mamma ricercatrice. Cosa l’ha spinta a intraprendere la strada della ricerca in questo campo?

La ricerca mi ha sempre appassionato fin dai primi anni di Università ed il mio interesse si è presto focalizzato sui tumori ematologici come le

leucemie acute pediatriche

ed il

mieloma multiplo.

Subito dopo essermi laureata in Biologia, ho vinto una borsa di studio triennale

AIRC

per svolgere la mia attività di ricerca oncologica in Italia presso l’

Istituto Nazionale  per la Ricerca sul Cancro di Genova.

Successivamente, grazie ad un’ altra borsa di studio AIRC, ho avuto l’opportunità di specializzarmi all’estero, a Philadelphia (USA). Dopo essere tornata in Italia, AIRC mi ha sostenuto per  creare una nuova Unità di Ricerca indipendente (Start-Up) all’interno dell’Istituto Gaslini di Genova dove lavoro tuttora con il mio gruppo grazie ad un nuovo finanziamento AIRC. Fare ricerca penso sia il lavoro più entusiasmante  che ci sia, che coinvolge completamente ogni aspetto della tua vita anche se non privo di difficoltà. Ci vuole molta dedizione, passione, entusiasmo e il mio scopo è quello di sviluppare terapie innovative che possano aprire importanti prospettive di vita per quei pazienti affetti da tumori ematologici per cui non esistono al momento cure efficaci.

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Come mamma e ricercatrice cosa consiglierebbe alle altre donne, che hanno dei bambini, o alle future mamme, sul tema della prevenzione? Cosa fare? Quale stile di vita adottare?

Consiglierei di

vivere serenamente la maternità

perché nei tumori infantili non esiste una vera e propria strategia di prevenzione. Si possono educare i propri figli ad una

corretta alimentazione,

a praticare

attività sportive

in modo costante e ad esporsi correttamente al sole. Diversi studi epidemiologici hanno infatti dimostrato che oltre il 30 per cento dei tumori è associato al tipo di alimentazione seguita e che un consumo di cibi sani fin dalla più giovane età si accompagna a una più bassa incidenza di tumori. Per quanto riguarda noi madri, oltre a seguire queste regole, dobbiamo

astenerci dal fumo e fare esercizio fisico in modo regolare

. Non solo, dobbiamo fare tutti gli screening a disposizione per la diagnosi precoce dei tumori femminili come il pap test, la mammografia e/o l’ecografia al seno a seconda dell’età e così via.

Da ricercatrice quali sono i risultati importanti ottenuti nel campo della ricerca sulla leucemia acuta infantile?

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Negli ultimi decenni i traguardi raggiunti in questo campo sono stati incredibili. Basti pensare che grazie ai progressi della ricerca e della medicina,

oggi più del 70 per cento dei bambini che si ammala di cancro, leucemia inclusa, riesce a guarire.

Ciò è dovuto a molti fattori tra cui la conoscenza sempre più approfondita a livello molecolare e cellulare di questo tumore. Per esempio, nei bambini la leucemia linfoblastica acuta veniva un tempo divisa in tre gruppi sulla base dell'aspetto delle cellule al microscopio, ma oggi, grazie alle moderne tecniche di biologia molecolare, è possibile arrivare a una classificazione molto più precisa, il chè comporta lo sviluppo di terapie più mirate e specifiche a seconda del tipo di

leucemia diagnosticata.

Molte

leucemie infantili

possono essere curate e la risposta alla fase iniziale di trattamento rappresenta uno dei fattori chiave per prevedere il successo della cura a lungo termine. Altre invece tendono a ricadere o recidivare, ma grazie al trapianto di cellule staminali emopoietiche sono stati raggiunti  straordinari risultati terapeutici anche per questi pazienti. Per quanto riguarda la prevenzione della leucemia infantile, attualmente non è possibile determinare regole precise perchè le cause non sono del tutto chiare.

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Un messaggio di speranza o un invito per le mamme che hanno dei bambini malati di leucemia?

Grazie ai progressi della ricerca,

la stragrande maggioranza dei bambini affetti da leucemia linfoblastica acuta oggi possono essere curati

. Ciò è  reso  possibile grazie non solo alla chemioterapia, ma anche al

trapianto di cellule staminali emopoietiche

e all’utilizzo di nuovi farmaci che funzionano in modo selettivo e mirato contro le cellule leucemiche. Inoltre, nuovi approcci terapeutici sono attualmente oggetto di studio in molti laboratori di ricerca ed in via di sviluppo

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