Home partner L'emozione di essere mamma

Ciao Serena, voglio raccontarti come sei arrivata

In questa lettera indirizzata alla figlia appena nata, una "pianetina" di nome Laura racconta il parto e le emozioni provate quando ha potuto abbracciare la sua piccola Serena

Diventare madre

è forse una delle gioie e delle emozioni più grandi che possa vivere una donna. La gravidanza, il parto e la felicità di conoscere per la prima volta un figlio sono ricordi indelebili nella mente di una mamma. In questa lettera indirizzata alla figlia appena nata, una "pianetina" di nome Laura racconta il

parto

e le emozioni provate quando ha potuto abbracciare la sua piccola Serena.

"Ciao Serena,

oggi hai 9 giorni, sei qui accanto a me che dormi e voglio raccontarti un po’ di noi, di come sei arrivata, di come sei. Mami e papi si amano tanto, si sono sposati dopo 14 anni insieme e ti hanno cercata subito dopo il matrimonio, quando noi e la nostra casa erano pronti per accoglierti nel migliore dei modi.

Sei arrivata subito e fin da subito sei stata bravissima, crescendo nella mia pancia senza arrecare troppo disturbo (per una debole di stomaco come me non avere le nausee è stata una sorpresa!) e dando tanti calcetti quando cominciavi a stare stretta!!!

In un lampo sono passati 9 mesi

, ho avuto un po’ d'infezione a 3 settimane dal parto e sono stata qualche giorno in ospedale, ma poi di nuovo tutto bene. La tua nascita era prevista per l’8 Marzo, festa delle donne, ma non pensavo che saresti nata in quel giorno, tutti dicevano che con il primo parto spesso si va avanti…

Ecco come è andata.

Le cose cominciano a cambiare il 5 marzo, penso che il cambio luna qualcosa abbia smosso qualcosa, la mattina mi alzo tutta dolorante e con

contrazioni

non dolorose ma le sento molto bene, a differenza dei giorni precedenti…stessa cosa la domenica, ma i sintomi rimangono quelli, mi muovo male e con fatica. Martedì 8 marzo è il giorno x, il giorno in cui tu dovresti nascere. Andiamo a fare il

tracciato

per vedere come va, le contrazioni sono presenti, e le sento come nei giorni prima, all’ecografia del liquido mi dicono che ne hai poco (lo hai bevuto tutto?? dovevi fare tanta pipi!) e vogliono ricoverarmi, ma ad un'ulteriore visita, il liquido salta fuori e quindi ci mandano a casa dicendo di tornare il giorno dopo (ma la dottoressa aggiunge anche: “le contrazioni ci sono, chissà che stanotte…”). Ritorno a casa nel pomeriggio e comiciano le contrazioni (con i primi dolori) a 20 minuti… mmm… che sia?… la sera siamo a cena dai nonni e sono a 10 minuti circa… sempre costanti… torniamo a casa presto e faccio una doccia calda, mi metto a letto e ogni 8 minuti arriva la contrazione… alle 11 di sera decidiamo di partire per l’ospedale, che dista una mezz’ora in auto e il tuo papi è ansioso!

Faccio la pipi prima di partire ed ecco: il famoso

tappo mucoso

… allora veramente sta per succedere!!! Da quel momento le contrazioni si ravvicinano molto, ogni 5 minuti. Ok la mamma ha paura e ansia, stai per nascere, sta per vedere quel visino intravisto alcune volte attraverso i computer. Arriviamo in ospedale, ci incamminiamo direttamente in reparto, ci visitano e ci ricoverano. Stiamo tutta la notte in stanza, il tuo papi mi aiuta a stare meglio con dei massaggi alla schiena, e non dormiamo mai, le contrazioni sono vicine, ma non fortissime. Alle 8 ci visitano e siamo a 3/4 cm, chiedo l’

epidurale

per avere un pochino di riposo, che dopo fa tanto comodo, ci portano in sala travaglio, ma dopo un po’ di monitoraggio le contrazioni non sono ancora forti e quindi niente epidurale, altrimenti non saresti uscita nemmeno per Pasqua!! Io però mi lamento un sacco e alla fine chiedo anche il

cesareo

(povere e sante ostetriche!!) non posso fare altro, le cose vanno molto lentamente, e tu stai girata con la faccina in una posizione sbagliata, sicchè ci fanno stare in 1000 posizioni.

A questo punto i ricordi si affievoliscono, ero molto stanca, il tuo papi che faceva avanti e indietro dalla sala parto (stava male per me e ogni tanto doveva uscire per riprendere fiato, povero papi! Ha fatto tantissimo per noi!!). Penso che le acque si siano rotte intorno alle 11 circa… arrivata a circa 7/8 cm, ma ancora tu non eri nella posizione giusta e mancava ancora dilatazione… mi fanno una flebo di

ossitocina

, con quelle le contrazioni diventano molto dolorose per me, pensavo di sopportare meglio, invece urlo veramente tanto, grida degne di una scena madre di un film horror!!!

Non guardo più l’orologio, non capisco più niente, respiro poco, non so quanto tempo sia passato dal momento in cui ho cominciato a spingere al momento in cui sei nata… di sicuro gli ultimi minuti sono stati quelli più concitati, io non respiravo, mi hanno dato anche ossigeno, il tuo cuoricino batteva sempre più piano, proprio non volevi uscire!! Mi premevano sulla pancia, hanno fatto l’episiotomia (senza anestesia e senza contrazione, un dolore pazzesco, mi sentivano dal corridoio, che era lontano dalla sala), hanno fatto diversi tentativi con la ventosa, poi ho sentito un attimo di bruciore e poi la quiete… la prima volta ti ho vista attraverso il riflesso di una lampada sopra di noi… eri scura, non hai pianto subito… e sono stata un attimo in apprensione, ma dopo pochi istanti ti ho sentito dalla saletta accanto, un pianto docile, calmo, poi ti hanno portata a me… non ho versato una lacrima, non so perchè, pensavo avrei pianto come una fontana… ti ho dato un bacino e

mi sono inebriata del tuo odore, del tuo profumo, come gli animali

.

Il tuo papi era venuto da me (in quegli attimi non ce la faceva a stare con me e io neppure me ne sarei accorta) e gli ho detto “Va da lei…” e lui “no”, tutto imbronciato pensando al dolore che avevo sofferto e che dopo di te non avremo avuto più figli!! Poi ti hanno messa in braccio a lui, che

si è perdutamente innamorato, come me!!

Ti ha tenuto alcuni minuti, ha assistito al tuo bagnetto e poi ti ha ripreso!! E pensare che diceva “no, no, finchè non me la sento ho paura a prenderla in braccio” e adesso invece

non vede l’ora di essere da te

… Dopo aver espulso la

placenta

e tanto sangue, hanno cominciato a ricucire, punti interni, punti esterni, un bel lavoro, ma per fortuna con anestesia! Ero esausta!!

Non so quando, non ricordo, ma lui dice che ti hanno subito attaccata al mio seno. Io e te siamo rimaste in sala a riposare e lui è andato a mangiare qualcosa e portare qualcosa a me…

eri nella culletta e già mi cercavi

, sicchè ti hanno messa vicina a me. Dopo un paio di ore siamo tornate in camera e lì è cominciata questa nuova avventura. Io ero abbastanza scioccata, non pensavo che sarebbe andata così, ma la cosa importante è che tu stia bene adesso. Mi meraviglio di come tutto il dolore sparisca in un attimo, e sono contenta che alla fine non sia stato necessario il cesareo, anche se tu hai sofferto un pochino e mi dispiace: forse il fatto che non riusciti a rilassarmi tra una contrazione e l’altra rallentava la

dilatazione

. Hai avuto un pochino di infezione e ittero (i valori erano veramente bassi, ma per precauzione ti hanno tenuta 3 giorni in più in ospedale, e io, insieme a te, mi rimettevo in forza).

Adesso siamo a casa, mangi tanto, dormi ma hai già qualche colichetta, stiamo imparando a conoscere il tuo carattere dolce e mi auguro che tu apprezzerai i nostri sforzi, siamo genitori per la prima volta e potremo commettere degli errori, ma non preoccuparti, faremo del nostro meglio!!

Mamma Laura e Papà Leonardo

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