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L'importanza delle Case Rifugio per combattere la Violenza sulle donne

di Elena Cioppi - 25.11.2020 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Violenza sulle donne, dati 2020: il valore delle Case Rifugio per aiutare le donne vittime di violenza a rinascere. Facciamo il punto in epoca di pandemia.

La Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne ricorre ogni anno il 25 novembre e punta i riflettori sull'importanza del dibattito, da tenere aperto non soltanto in occasione di questa ricorrenza, per superare le discriminazioni di genere ed eliminare i maltrattamenti in famiglia. Insegnare ai figli maschi il rispetto per le donne (e non solo a loro!) è fondamentale per costruire un futuro di parità per tutti. Così come un'educazione non sessista favorisce la libertà di pensiero e il consolidamento di diritti di tutti i membri della famiglia nella società. Violenza sulle donne, dati 2020: come si sta evolvendo la situazione in tempo di pandemia? 

violenza sulle donne, dati 2020 e risorse per un futuro senza violenza

Le stime, purtroppo, affermano che le richieste d'aiuto al numero 1522 (fonte ActionAid) siano aumentate in modo esponenziale.  E il report del Ministero degli Interni su "Violenza di genere e omicidi volontari con vittime donne" relativo al periodo gennaio-giugno 2020 purtroppo, la dice lunga sul fatto che ci sono ancora tante, troppe vittime donne in cuore ai delitti perpetrati in ambito familiare. Ma c'è anche un altro dato importante, da celebrare nella Giornata contro la Violenza sulle donne: il consolidamento delle Case Rifugio per le donne maltrattate. I dati raccolti quest'anno dall'ISTAT dicono che queste strutture, nella maggior parte dei casi, hanno un vero effetto salvifico per le donne che riescono a sfuggire alla violenza domestica. Sono hub di benessere, di salvezza, un modo per fuggire alla prigione creata solitamente da un uomo violento.

Secondo i dati relativi al 2018, le Case Rifugio per le donne maltrattate italiane sono 272 (con una densità dello 0,04 Case per 10mila abitanti). 1.565 sono state accolte in queste strutture nel corso del 2018, con una maggiore richiesta al Nord.  I dati del 2018, che fotografano la situazione prima della pandemia di Covid-19, affermano che metà delle donne accolte ha concluso il percorso di uscita dalla violenza: un successo vero, per 6 donne su 10. Ma non ci sono, purtroppo, solo numeri buoni: il 21,8% delle ospiti ha lasciato la Casa Rifugio prima del tempo(nel 9,8% dei casi) o perché è ritornata dal maltrattante (un 12%). 

Questo non vuol dire però che il lavoro delle Case Rifugio non abbia una valenza relativa, soprattutto ai singoli casi. Rimane importante però seguire da vicino e sostenere l'operato dei centri anti-violenza così che gli sforzi non vadano persi e le percentuali delle donne che concludono il percorso naturalmente senza abbandonarlo aumenti sempre di più.

Il valore delle Case Rifugio e dei centri anti violenza

Secondo un report di ActionAid, la strada per supportare i centri anti-violenza con budget che facciano davvero la differenza e possano accogliere un numero sempre maggiore di donne è ancora lunga. La pandemia di Covid-19 ha aggravato la situazione, lasciando nel silenzio molte donne costrette al lockdown in casa con uomini violenti; ma sta anche facendo ritardare l'assegnazione dei fondi necessari, che in molti casi rischiano di far chiudere i Centri Anti-violenza in territori (soprattutto al Sud Italia) dove ce ne sarebbe molto bisogno. 

Tra i più attivi in Italia ci sono i centri anti-violenza di D.i.Re, che riunisce in un progetto unico 80 associazioni che lavorano, instancabili, per i diritti delle donne maltrattate. Il lavoro delle Case Rifugio è fondamentale proprio per il valore che apportano non solo sulla vita delle assistite ma anche sulla società. 

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