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Spese straordinarie e ordinarie per i figli: come ripartirle?

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L'avvocato ci spiega quali sono le spese straordinarie e ordinarie per i figli in regime di separazione e come vengono suddivise tra i coniugi

Spese straordinarie e ordinarie per i figli

Gentile Avvocato,
ho 41 anni, sono divorziato da 3 anni ed ho tre figli Lucrezia di 7 anni, Matilde di 5 e Sergio di 4. Tutti e tre vivono con la mamma a Bergamo, città dove vivo anch’io. Da quando io e la mia ex moglie abbiamo deciso di separarci è iniziato il mio calvario. Ogni mese sono costretto a far fronte a numerosissime spese per i bambini e, seppur svolgendo un lavoro con un ottimo stipendio, faccio fatica a provvedere a tutte le loro necessità. Inoltre, da qualche mese la mia ex moglie ha ripreso a lavorare e per tale motivo chiede ulteriori soldi per la baby sitter. Vorrei sapere se sono costretto a pagare anche quest’ultima spesa! La ringrazio.

Federico

Nella separazione e nel divorzio, in presenza di figli minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti, possono sorgere delle difficoltà  nell’individuare e distinguere le speseordinarie” da quelle cosiddette “straordinarie” e l’eventuale ripartizione in percentuale di esse tra i genitori. La materia è spesso fonte di continui conflitti tra genitori e rappresenta una delle questioni più dibattute nelle aule dei Tribunali, sia in ordine alla loro precisa qualificazione che in ordine alla regolamentazione delle modalità di contribuzione di ciascun genitore. Poiché il legislatore non ha fornito una specifica definizione di “spese ordinarie” e “spese straordinarie”, è stata spesso la giurisprudenza ad aver sopperito a detta “vuoto”, fornendo via via risposte adeguate ai casi concreti, seppur non sempre in maniera uniforme.

La differenza non è di poco conto, perché, nel primo caso, tutti gli eventuali oneri sostenuti dal coniuge presso cui è collocato il minore si considerano già ricompresi nell’assegno di mantenimento da questi già percepito mensilmente; pertanto non è dovuta alcuna integrazione o rimborso. Nel secondo caso, invece, scatta il diritto a ottenere il “supplemento”, di volta in volta al momento del sostenimento del pagamento, e nella misura percentuale determinata dal giudice della separazione/divorzio. Percentuale che, di norma, è fissata al 50%: così, chi effettua materialmente la spesa “straordinaria” (si pensi a un corso privato di ripetizioni scolastiche) dovrà innanzitutto concordare l’esborso con l’ex coniuge e, successivamente, chiedere a questi la sua parte (la metà o la diversa misura fissata appunto dal giudice).

Separazione giudiziale

Differenza tra spese ordinarie e spese straordinarie

Vanno considerate spese ordinarie quelle periodiche, utili e necessarie ed in quanto tali devono considerarsi ricomprese nell’assegno di mantenimento come quantificato. Sono le spese destinate a soddisfare i bisogni quotidiani dei figli, ovvero quelle spese a cui il genitore non “collocatario” o non “affidatario” contribuisce attraverso il mantenimento diretto e/o con l’assegno di mantenimento periodico (di solito mensile).

Presupposto fondamentale è un’attività collaborativa dei genitori nell’elaborazione e realizzazione del progetto educativo comune. Le scelte più importanti devono essere prese di comune accordo per evitare che il genitore non affidatario contesti all’altro scelte unilaterali ed arbitrarie, e possa poi non corrispondere la sua quota. Sono pertanto considerate spese ordinarie, e quindi rientranti già nell’assegno mensile erogato per il mantenimento, quelle che riguardino esigenze attuali e prevedibili dei figli, anche se parametrate nell’arco di un anno. Tanto per fare qualche esempio:

  • l’acquisto di libri scolastici e del materiale di cancelleria, dei quaderni,
  • dell’abbigliamento per fare sport a scuola,
  • della quota di iscrizione alle gite scolastiche, essendo obbligatorio, e non straordinario, che i figli frequentino la scuola.

Vanno considerate, invece, spese straordinarie quelle connotate da imprevedibilità  (e da indeterminabilità nel quantum (ossia nel loro importo) e che, in quanto tali, sono ‘fuori’  dall’assegno di mantenimento ed in aggiunta ad esso. Sono spese che riguardano gli esborsi necessari a far fronte ad eventi imprevedibili o addirittura eccezionali. Sono quindi spese che non rientrano nelle normali esigenze di vita dei figli. Poiché si tratta di spese non quantificabili e determinabili anticipatamente, queste non rientrano nell’ammontare dell’assegno di mantenimento mensile e debbono essere conteggiate a parte. Per esempio, sono da considerare “extra” le spese mediche per interventi chirurgici o per fisioterapia, per gli occhiali da vista, per lezioni private. Le spese straordinarie, inoltre, vengono suddivise in spese che richiedono il preventivo assenso (accordo dei genitori), e spese che invece non lo richiedono. Sotto questa voce, e relativamente alle spese straordinarie richiedenti il preventivo assenso, si nota l’introduzione di una novità: il silenzio assenso. In sostanza se il genitore che riceve la richiesta «a mezzo raccomandata, fax, email o altro mezzo» da parte dell’altro di sostenere una determinata spesa, se non la riscontra entro il termine indicato (10 gg), «la spesa si intenderà come approvata».

Al fine di facilitare le valutazioni e scelte dei giudici, molti uffici giudiziari, in collaborazione con diversi avvocati esperti in diritto di famiglia, hanno dato vita a protocolli destinati ad elencare le spese di mantenimento dei figli che si devono considerare straordinarie. Tra i Tribunali che hanno adottato protocolli di tal genere possono citarsi: Bolzano, Vicenza, Firenze, Venezia, Lucca e così via.

Chi paga la baby sitter?

La domanda che ci si pone è la seguente: la spesa per la babysitter rientra nell’assegno di mantenimento o si considera spesa straordinaria da dividere al 50%? In generale, le spese per la baby sitter si considerano ordinarie (e rientrano già nella previsione dell’assegno mensile) se ad essa il genitore affidatario fa abitualmente ricorso a causa dei propri impegni di lavoro; si considerano invece straordinarie se la baby sitter è stata utilizzata per una imprevedibile necessità del genitore di recarsi di un luogo distante da casa, per prestare – per esempio – assistenza a un parente ammalato o per partecipare a un matrimonio di un congiunto. La soluzione non è chiara agli operatori del diritto atteso che diversi tribunali offrono soluzioni differenti. Ad esempio, secondo il protocollo siglato dal tribunale di Bergamo, le spese di babysitter si considerano straordinarie e, quindi, gravanti al 50% sia sul coniuge affidatario che sull’altro.

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