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Rapporto tra cugini

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La presenza dei cugini nella vita dei bambini: quanto è importante crescere con loro? Risponde la nostra psicologa, la Dott.ssa Emmanuella Ameruoso

Rapporto tra cugini

La presenza dei cugini nella vita dei bambini ha peculiarità che altri rapporti non hanno. Pensiamo per un attimo ai tanti figli unici presenti nelle coppie moderne. Ebbene, i figli degli zii sono un’ottima compagnia per crescere e avere con chi condividere il gioco!

Il gioco solitario, oltre a non essere particolarmente divertente per certi versi, non ha la stessa funzione del gioco condiviso: difatti capita spesso che i figli unici abbiano un compagno di giochi “immaginario” proprio perché vi è una reale esigenza di condivisione, di dialogo e di scambio con qualcuno diverso da sé. In base all’azione dell’altro, il piccolo risponde, costruisce e inventa storie, si impegna maggiormente per fare meglio, comprende i propri limiti, impara cose che da solo non riuscirebbe a fare e imita l’altro anche per autodefinirsi.

Crescere con un cugino

Per i bambini che non hanno fratelli o per i primogeniti che affrontano, anche se per un breve periodo, l’infanzia da soli, la presenza dei cuginetti è un toccasana per la loro socialità. Difatti, la vicinanza dei coetanei a cui sono legati tramite un rapporto consanguineo, assicura amicizia e affetto nonostante non vivano assieme. Il cuginetto diventa un “fratello” e gli zii hanno le stesse attenzioni che avrebbero per i propri figli! I bambini imparano quindi a confrontarsi, a comprendere le differenze e a ritrovarsi comunque in un clima familiare diverso da quello che si stabilirebbe a casa di un estraneo.

Un aspetto fondamentale di questi rapporti è il tipo di legame e relazione che sussiste tra gli adulti quindi tra fratelli e cognati: il clima familiare che i più grandi instaurano tra di loro e con i propri figli e nipoti viene percepito anche dai più piccoli. Sentirsi ben voluti, amati e coccolati permette ai bambini di far visita più volentieri a casa degli zii e di passare ore lontano da casa senza che ci sia una preoccupazione eccessiva dei propri genitori. I cugini che crescono come fratelli, condividono segreti e avvertono meno la mancanza di un fratello o di una sorella dato che il legame che strutturano durerà tutta la vita o per gran parte di essa.

Per i figli unici la condivisione dei propri spazi e dei propri giochi contribuirebbe a comprendere il senso del dare e del ricevere e di conseguenza ad aprire il proprio carattere verso l’esterno. Educare quindi al reciproco rispetto e alla condivisione è fondamentale per crescere in maniera sana, imparando a socializzare e a stare con gli altri. Diversamente, il rischio sarebbe di vivere appieno la solitudine o di essere troppo centrale rispetto alle attenzioni dei genitori, quindi troppo viziati o investiti di aspettative che molto spesso non corrispondono alle reali esigenze o alle loro inclinazioni.

L’altro, simile, diviene un modello di confronto e di stimolo nonché di pura e sana competizione come avviene evidentemente tra due fratelli. Un cugino più grande sarà protettivo nei confronti di uno più piccolo il quale lo seguirà con un vero e proprio amico mentre due cugini coetanei saranno compagni di gioco e impareranno a definire se stessi tramite l’altro. Dal punto di vista emotivo, soprattutto durante la crescita, i bambini sviluppano tra loro un sentimento reciproco di complicità che delinea in maniera chiara e certa la possibilità di essere compresi e di sapere che qualcuno manterrà un segreto sapendo che non c’è nessun altro con cui condividerlo.

La loro presenza affettiva, soprattutto in assenza di un fratello o una sorella permette di alleviare la sensazione di vuoto che un ambiente solitario impone, di accettare se stessi e l’altro, di scambiarsi reciprocamente sentimenti ed emozioni, di confidarsi, di essere supportati psicologicamente (noi contro tutti e contro gli adulti), arricchendo così la vita di ogni singolo bambino.

Non vi è bisogno quindi di tanti giocattoli ma di una compagnia sincera, di scambi costruttivi e di un clima affettivo e protettivo che permetta loro di sentirsi sicuri al di fuori del contesto famigliare, sviluppando una buona autostima elemento essenziale per riuscire a districarsi nelle situazioni più impegnative della vita, a prendere decisioni e a fare scelte che siano dettate da una reale e sicura inclinazione soggettiva.

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