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Quinta malattia negli adulti: cause e cura

di Viola Stellati - 10.05.2024 Scrivici

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La quinta malattia negli adulti è certamente una condizione possibile e che può colpire anche durante la gravidanza: cosa fare

In questo articolo

Quinta malattia negli adulti

Ci sono delle patologie che erroneamente riteniamo possano attaccare solo i bambini, ma nei fatti non è assolutamente così. È il caso della quinta malattia negli adulti, una condizione che in realtà può riguardare persino le donne in dolce attesa. In questo articolo scopriremo insieme cosa fare quando accade e se è possibile prevenirla.

Cos'è la quinta malattia negli adulti

La quinta malattia negli adulti, come nei bambini, è anche chiamata megaloeritema infettivo. Come riporta un articolo dell'Istituto Superiore ddi Sanità, è un'infezione virale benigna dell'età infantile che si caratterizza per la presenza di febbre e per la comparsa di tipiche macchie rossastre sul viso.

Parliamo di una malattia esantematica, quindi, causata dal parvovirus B19 e che si rivela altamente contagiosa durante il periodo di incubazione e che viene trasmessa attraverso le secrezioni respiratorie, il contatto con superfici e oggetti contaminati e anche con il sangue infetto.

Nei bambini si risolve naturalmente in 1-3 settimane, e rende immuni per tutta la vita. Ciò non toglie che in alcuni casi possa anche essere molto seria e causare complicazioni importanti, in particolare, negli adulti che hanno qualche forma di anemia o un sistema immunitario indebolito. .

Perché viene anche agli adulti?

Come accennato, la quinta malattia negli adulti è una condizione purtroppo possibile. Come si può leggere sul Manuale MSD versione per professionisti, si tratta di un virus circola principalmente in primavera, e che di solito provoca epidemie locali tra i bambini (in particolare tra 5 e i 7 anni di età), ma senza risparmiare le persone più grandi.

Anzi, negli adulti e può causare varie sindromi cliniche, tra cui la sindrome guanti e calze papulare purpurica, artropatie, crisi aplastica transitoria e perdita della gravidanza o idrope fetale: si stima che circa il 50-80% degli adulti ha evidenza di precedente infezione da parvovirus B19, che probabilmente conferisce immunità protettiva nel caso delle persone immunocompetenti.

Il motivo per cui attacca anche persone grandi e non solo bambini è da ritrovare nella sua facile trasmissione (si diffonde attraverso tosse, starnuti e contatto con oggetti contaminati), e anche perché il contagio avviene prima dello sviluppo dei sintomi visibili.

Quinta malattia in gravidanza

Un articolo dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù riporta che, seppur non frequentemente, è possibile prendere la quinta malattia anche in dolce attesa.

I rischi non sono da sottovalutare, perché rischio che nel 2-3% dei casi può succedere che il feto possa andare incontro a una forma di anemia molto seria, che a sua volta potrebbe provoca anemia fetale, scompenso cardiaco e idrope fetale, vale a dire un edema dovuto a un accumulo di liquidi al di fuori del sistema circolatorio, rilevabile con l'ecografia.

Trattamento e prevenzione

Nella maggior parte dei casi, per curare la quinta malattia negli adulti (come nei bambini) si utilizza solamente una terapia sintomatica dell'eritema infettivo.

Possono essere impiegati anche farmaci per abbassare la febbre (come ad esempio, il paracetamolo) associati a riposo e abbondante consumo di liquidi.

Nelle persone con il sistema di difesa dell'organismo (sistema immunitario) indebolito (immunocompromesse) potrebbe essere necessario somministrare degli anticorpi (immunoglobuline) umani diretti contro il virus.

Per quanto riguarda la prevenzione, purtroppo è molto difficile. Tuttavia, date le sue modalità di contagio è utile utilizzare semplici norme igieniche come il lavaggio frequente delle mani. Infine, purtroppo non esiste un vaccino in grado di proteggere dall'infezione da parvovirus B19.

Fonti

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