Home La famiglia

Padri separati: i nuovi poveri?

di valentina vanzini - 02.05.2022 Scrivici

padre-separato
Fonte: shutterstock
Un povero su 2 è un padre separato non collocatario, ossia il cui figlio vive stabilmente con la madre. Vediamo cosa sappiamo dei nuovi padri separati

In Italia continuano ad aumentare i nuovi poveri. Secondo i dati diffusi dalla Caritas, 1 su 2 è costituito da un padre separato che non è collocatario. Ciò vuol dire che i suoi figli, in seguito all'avvenuta separazione, vivono con la mamma. I papà separati oppure divorziati nel nostro Paese sono ben 4 milioni, fra loro circa 800.000 vivono poco al di sopra della soglia di povertà. Il 66% non riesce per questo a sostenere più le spese riguardanti le prime necessità.

In questo articolo

Padri separati: l'assegno di mantenimento

Il motivo di questo impoverimento è, secondo i dati, legato all'assegno di mantenimento, spesso superiore alle capacità economiche. L'Unione Padri Separati spiega che nel 94% dei casi, l'uomo deve versare l'assegno di mantenimento, solo nel 30% dei casi viene concesso al papà di mantenere la casa, mentre il 70% deve sostenere le spese relative a una nuova abitazione.

"Purtroppo, i fatti di cronaca ci raccontano situazioni di estrema difficoltà, con padri costretti a vivere in auto perché non riescono a sostenere le spese di una casa. Questo, oltre ad essere intollerabile per una società civile, implica anche delle limitazioni alla loro genitorialità, poiché appare evidente che non potranno tenere i figli con sé, facendoli dormire in auto, riducendo il tempo da trascorrere insieme. – spiega l'Avvocato Valentina Ruggiero, specializzata in diritto di famiglia – Con la pandemia e le relative difficoltà economiche, poi, la situazione è peggiorata ulteriormente. Certamente nella valutazione del Giudice c'è sempre l'obiettivo primario di tutelare i minori, ma sarebbe auspicabile tenere nel giusto conto anche la vita dei genitori".

Le associazioni dei padri separati sottolineano che il più delle volte gli assegni per il mantenimento sono superiori alle disponibilità economiche. Con uno stipendio di circa 1.400 euro mensili, solitamente si arriva a versare fra 400 e 700 euro.

Una somma rper coprire spese legate a vitto e alloggio per il papà e alle spese fatte per i figli. compagnia dei figli.

"Credo sia dovere dei giudici, degli avvocati, dei legislatori e della società tutta prendere coscienza di questa situazione  che sta diventando davvero insostenibile. È importante permettere a questi uomini di condurre una vita dignitosa, continuando a svolgere al meglio delle loro capacità il ruolo di padre. Ricordiamo che la bigenitorialità non è solo un pilastro per la vita dei minori, ma anche un loro diritto. I progetti di riforma in questo ambito ci sono e sono tanti, e devono essere approvati con maggior celerità. Dovrebbero con urgenza essere decise tutta una serie di riforme per gli alloggi da concedere ai padri separati con figli. Queste riforme daranno la possibilità di creare sempre più alloggi gratuiti o con pagamenti di gettoni minimi all'interno delle città (stabili di proprietà del comune in disuso da ristrutturare) che permetteranno così di agevolare la situazione economica dei genitori separati. Per i padri separati, non dover sostenere affitti onerosi significherebbe vivere in una società civile e aperta ai bisogni delle famiglie. Anche ciò rappresenta e dimostra la civiltà di un paese" spiega l'Avvocato Ruggiero.

Bonus genitori separati

Per i genitori divorziati e separati sta per arrivare un bonus di 800 euro al mese al fine di garantire una continuità nel mantenimento. Introdotta grazie dal Decreto Sostegni e al Decreto Sostegni Bis, la manovra fa parte di un pacchetto di aiuti per le famiglie. La Legge del 21 maggio 2021, numero 69 istituisce un fondo per aiutare i genitori separati oppure divorziati, con difficoltà economica. L'obiettivo è sostenere le persone separate oppure divorziate che non riescono a garantire una continuità nel versamento di assegni di mantenimento.

gpt inread-altre-0

articoli correlati