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Omotransfobia: come spiegarla ai bambini

di Penelope Greco - 28.06.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
L'omotransfobia indicare un’avversione ossessiva per gli omosessuali e l’omosessualità, i transessuali e la transessualità. Ma come spiegarla ai bambini?

Il 4 novembre 2020 – con 265 voti favorevoli, 193 contrari e 1 astenuto – la Camera ha votato sì alla legge Zan che introduce il reato di omotransfobia per chi discrimina, minaccia e aggredisce gay, lesbiche e trans. Attualmente il DDL Zan è stato calendarizzato per essere discusso in Senato. Ma che cos'è l'omotrasfobia?

In questo articolo

Omotransfobia: che cos'è

Per omofobia si intende la paura e l'odio nei confronti degli omosessuali e l'omotransfobia aggiunge la dimensione della transessualità. Un sentimento di ostilità e repulsione che va, dunque, oltre alla fobia. Ecco perché negli ultimi anni è al vaglio una normativa in proposito

L'omofobia nel mondo

Le persone omosessuali, bisessuali e transessuali sono ancora oggi oggetto di crimini d'odio e discriminazioni nel mondo. Nel mondo sono 72 paesi in cui l'omosessualità è considerata un crimine. In 45 di questi paesi la legge che condanna l'omosessualità è applicata anche alle donne. In Iran, Arabia Saudita, Yemen, Sudan, Somalia, Nigeria, Iraq e Siria l'omosessualità è punita con la pena di morte. 

La violenza nelle scuole riflette problemi sociali più ampi come il razzismo, la discriminazione delle persone con disabilità fisiche e mentali, ecc. Tuttavia, secondo il Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sulla violenza contro i bambini (2006), la maggior parte del bullismo è in realtà sessuale o di genere e prende di mira coloro che sono percepiti come non conformi alle norme sessuali e di genere prevalenti. Le ragazze che non sono abbastanza "femminili" e i ragazzi che non sono abbastanza "maschili" sono specificamente esposti a scherno, abusi, esclusione e violenza.

Non va solo contro gli individui, ma mina del tutto gli obiettivi di uguaglianza di genere. Poiché questa violenza è alimentata da ruoli di genere stereotipati (conforme a ciò che si dice essere "maschile" o "femminile"), lasciare che accada incontrastata minaccia l'intera costruzione di una società più egualitaria.

La tutela dell'identità di genere in Europa

Attualmente in Europa sono 11 gli Stati che prevedono tutele per le discriminazioni anche per identità di genere: Belgio, Francia, Svezia, Spagna, Portogallo, Grecia, Finlandia, Croazia, Malta, Irlanda e perfino in Ungheria. Da segnalare che la Scozia è stata la prima a citare espressamente le "persone transgender". Se guardiamo invece al perimetro del consiglio d'Europa (quindi fuori dall'Unione europea), gli Stati diventano 20: c'è il Regno Unito, ma anche la Norvegia che ha avuto una prima legge addirittura nel 1981 e dal 2020 ha incluso per i reati d'odio anche le persone transgender e i bisessuali. Poi altri come Islanda, Albania e Montenegro. Ma anche Bosnia, Macedonia, Kosovo. e addirittura la Georgia.

Tra i più severi in materia c'è la Svezia, considerato uno degli Stati più gay friendly del mondo: qui chi è colpevole di minaccia o disprezzo verso gli omosessuali rischia fino a 4 anni di carcere.  È uno dei Paesi dove gli ultimi report delle associazioni parlano di un aumento molto significativo delle denunce per omotransfobia. Seppur nei testi legislativi non sia prevista una definizione chiara di omofobia, il fenomeno ha rilevanza penale nell'ambito dei cosiddetti hate crime (crimini d'odio)

I libri

Nei panni di Zaff

Autore Manuela Salvi
Illustrazioni di Francesca Cavallaro
Età di lettura: dai 3 anni
Pubblicato: 2007, Fatatrac

Zaff è un maschietto, ma si è messo in testa di fare la principessa nonostante i compagni di gioco gli suggeriscano ruoli più adatti a lui, dal calciatore al meccanico, dal principe al re. Ma Zaff è ostinato. I compagni lo considerano un mostro, un alieno finché non arriva in suo aiuto una bambina che vuole fare il portiere della squadra di calcio ed è ben felice di cedergli il suo ruolo di principessa con le scarpette di vetro. Un libro che parla ai bambini con il loro linguaggio della libera esplorazione della propria identità, e anche agli adulti perché ne accompagnino la crescita senza ansia.

Qual è il segreto di papà?

Autore Francesca Pardi
Illustrato da: Desideria Guicciardini
Età di lettura: dai 4 anni
Pubblicato: 2011, Lo stampatello

Papà se ne è andato di casa e i figli, spaventati, pensano che non torni più. Il papà, invece è sempre solo e fa misteriose telefonate. L'immaginazione dei figli si scatena: papà ha un segreto. Ma sarà così terribile? Il mistero si svela il giorno in cui papà presenta il suo amico e dice apertamente che si vogliono bene. Il papà è gay. Giulia è felice, mentre suo fratello, Carlo, è preoccupato perché i compagni di scuola usano la parola come se fosse un insulto. Un racconto che parla di omosessualità con parole semplici e dirette, che suggerisce di offrire con leggerezza e amore ai propri figli la verità su se stessi.

Fiabe straordinarie per famiglie non ordinarie

Autori Elisa Binda e Mattia Perego
Illustrazioni di Leandra La Rosa
Età di lettura: dai 3 anni
Pubblicato: 2019, Einaudi

Due mamme piratesse, una coppia di orchi che adotta un elfo e un giovane mago che si sente una strega. Dieci fiabe per raccontare che tutte le famiglie sono magiche. E aiutare i grandi ad avvicinarsi a un'idea più inclusiva di famiglia, lontana dai luoghi comuni e dagli stereotipi: un'idea di famiglia dove c'è davvero spazio per tutti, non solo per chi ha una mamma e un papà, ma anche per chi vive con un genitore solo, con due mamme o due papà.

Extraterrestre alla pari 

Autori Bianca Pitzorno 
Età di lettura: dai 10 anni
Pubblicato: 2019, Einaudi

Bianca Pitzorno è una delle scrittrici più note nel panorama della letteratura per ragazzi. Il testo è un racconto di ospitalità ma, soprattutto, sull'esigua rilevanza che ha il sesso nella vita di un bambino. Nel libro della Pitzorno, infatti, non è possibile stabilirne il sesso fino alla maggiore età. Una famiglia accoglie un danebiano, un bambino proveniente da un pianeta il cui nome è Daned. L'educazione denebiana non fa differenze tra maschi e femmine; l'autrice sottolinea come non sia naturale l'associazione di alcune caratteristiche a tipici comportamenti di genere verso un sesso specifico. Un bambino può giocare con le bambole, una bambina con utensili da meccanico senza che le azioni mettano in crisi alcun stato di natura. 

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