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Regole: quando cambiano in casa d'altri

di Dott.ssa Giuliana Apreda - 11.09.2019 Scrivici

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I genitori tendono ad arrabbiarsi quando una regola tanto difficilmente imposta e pretesa in casa propria viene ignorata e infranta in casa, per esempio, dei nonni, da sempre più permissivi e per questo apparentemente più amati

Regole che cambiano fuori casa

I genitori tendono ad arrabbiarsi quando una regola tanto difficilmente imposta e pretesa in casa propria viene ignorata e infranta in casa, per esempio, dai nonni, da sempre più permissivi e per questo apparentemente più amati.
Nessun genitore ama assumere il ruolo del cattivo, ma tutti i genitori sanno bene che è loro compito educare e insegnare le buone maniere, spesso imposte come rigide regole, soprattutto ai più piccoli, come ad esempio lavarsi le mani, i denti, non mangiare con la bocca aperta; queste abitudini, per diventare la norma, devono essere prima obbligate, inoltre, bisogna cercare di motivare sempre ogni richiesta, altrimenti la conseguente punizione manca di logica.

Nel caso di regole diverse in case diverse come ci si comporta?

Sembrerebbe più corretto sia ascoltare che accettare anche le regole altrui, evitando così commenti sprezzanti e negativi di fronte ai bambini, al massimo è concesso discuterne con calma e educazione. Le liti e le discussioni non giovano di certo ai bimbi che già si trovano in confusione di fronte a regole opposte; evitare i conflitti, quindi, aiuta ad insegnare l’ascolto e il rispetto degli altri, in sintesi, i genitori devono mettere da parte la loro rabbia per educare bene i propri figli.

A casa dei nonni

Vivere a contatto con i nonni è un’esperienza che arricchisce profondamente il bambino. Per lui è molto importante trovarsi in situazioni affettive diversificate e recepire modelli culturali differenti, purché reciprocamente rispettosi. Il rapporto con i nonni mette il nipotino in contatto con il passato e con le sue origini. I bambini che hanno avuto esperienze significative con i nonni maturano, infatti, una particolare sensibilità al senso del tempo e della storia, sviluppando una capacità di immedesimarsi negli altri e di comprenderne i sentimenti.

Poter contare sulla disponibilità dei propri genitori è una risorsa che può rivelarsi preziosissima, sia da un punto di vista educativo e affettivo, ma anche e non è da sottovalutare da un punto di vista pratico, se i genitori lavorano o se vogliono concedersi qualche ora di libertà.

L’instaurarsi di un buon rapporto di collaborazione con le famiglie d’origine e la possibilità di avere un appoggio è un vantaggio importante, anche dal lato economico. É bene però tenere a mente che i nonni di oggi non sono quelli di una volta: hanno spesso una vita piena di impegni e non si può pensare di riempire il loro tempo in maniera incondizionata.
Se sono disponibili, comunque, il loro ruolo non deve essere confuso con quello dei genitori e solo a questi ultimi spetta il compito di crescere il bambino e di prendere le decisioni fondamentali.
La sovrapposizione dei compiti, infatti, oltre a creare spiacevoli tensioni in famiglia, può insinuare nel piccolo grandi confusioni. A questo scopo è utile fare chiarezza sin dall’inizio e i nonni, oltre a dare un po' di sollievo alla mamma, dovrebbero soprattutto rappresentare per i bambini uno spazio di piacere.

Dal canto loro, non avendo la responsabilità primaria di educare i nipoti, i nonni dovrebbero soprattutto goderseli, regalandosi reciprocamente momenti di serenità e di gioco. A loro spetta la gioia di viziarli, ma senza mai andare a scontrarsi con le regole stabilite da mamma e papà.
Per il nipotino, infine, i nonni non dovrebbero essere un rifugio forzato.
Sarebbe meglio, ad esempio, evitare di mandarlo in vacanza da parenti che non conosce bene. Meglio lasciare che nonni e nipoti si conoscano gradualmente, instaurando un rapporto adeguato, magari coadiuvato dalla presenza iniziale di un genitore

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