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Guida semiseria per gestire una suocera tremenda

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I problemi con la suocera possono iniziare anche prima di una gravidanza. Ecco una lista di idee utili per affrontare una suocera "difficile", tremenda e invadente

Come gestire una suocera

C’è chi si ritrova come suocera una ”seconda mamma” amorevole ma discreta, e che una volta diventata nonna costituisce un aiuto concreto e anche un sostegno morale. Ma c’è anche chi non è così fortunata: ecco una lista di idee utili per affrontare una suocera “difficile”.

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  • Prima della gravidanza

I problemi con la suocera possono iniziare in gravidanza, o magari anche prima, quando, a ridosso del matrimonio o della convivenza, uno dei leit motiv di serate in famiglia all’insegna della discrezione diventa la domanda “Quando Mi farete un nipote?” Se rispondi glissando, o dai qualche giustificazione del tipo “In questo momento non possiamo, lavoriamo in due, gli stipendi sono quelli che sono, c’è il mutuo da pagare…” e lei ribatte pronta “Tu lo fai, io lo allevo” allora sì, hai una gatta da pelare, e anche bella grossa. Tanto vale mettere subito ben chiari i paletti:  “Quando sarà ora sicuramente un aiuto farà comodo, ma non faccio un figlio per farlo crescere da qualcun altro.” Inutile dire che la sua sfacciataggine passerà completamente sotto l’uscio, mentre tu verrai accusata di essere acida e indelicata. Tanto vale abituarsi subito…

  • La gravidanza

Sì perché durante la gravidanza ce ne saranno di occasioni in cui, semplicemente rimbalzando i tentativi suocereschi di invadere la tua vita a 360 gradi, guadagnerai il titolo di "Peggior Nuora" e perderai centinaia di punti agli occhi del tuo compagno. Se la suocera svuota lo sgabuzzino e ci allestisce una cameretta da neonato per quando lo manderemo a dormire/mangiare/perchè non direttamente a vivere da lei, è una nonna rea solo di “troppo amore”. Se tu obietti debolmente che non vedi il motivo di dare praticamente tuo figlio in adozione ad un’altra donna, dopo che hai scelto consapevolmente di averlo e magari hai pure mollato il lavoro, sei la personificazione della perfidia, patologicamente gelosa del bambino che porti in grembo e ingiusta a dismisura. Inutile quindi mettere i puntini sulle i, rispondere male alla suocera o ancor peggio scatenare liti da antologia con il partner. Meglio fare un bel respiro e pensare due cose: 1) d’ora in avanti e per tutto il resto dei tuoi giorni, lei sarà sempre la buona e tu la cattiva 2) ciò posto, nessuno ti potrà mai obbligare a affidare tuo figlio ad una persona che non stimi, di cui non ti fidi e che pare non avere compreso bene la differenza tra “mamma” e “nonna”.

  • Il parto

L’highlight della gestione della suocera è rappresentato proprio dal parto. Man mano che il traguardo si avvicina le sue minacce si fanno più pressanti “Chiamatemi subito, voglio essere presente al travaglio.” “Voglio essere la prima a prenderlo in braccio.” “Farò le notti: tu dormi, io tengo (perché non allattarlo, già che ci siamo) il MIO bambino.” E se provi ad obiettare che le regole dell’ospedale sono diverse, arriverà la brillante argomentazione “Ma io sono la nonna.”  Che fare? Se con i nostri genitori è stato sufficiente chiarire con calma e fermezza che vogliamo vivere questo momento nella nostra intimità familiare, con la suocera non funzionerà, se non per renderla ancor più determinata a fare l’esatto contrario. Niente paura: il personale ospedaliero generalmente è addestrato a gestire l’allarme suocera (sospetto che ci sia un corso dedicato durante il periodo universitario). Per il travaglio e il parto non faranno entrare nessuno, e in seguito solo durante l’orario di visita. Se è un ospedale serio, impediranno ai visitatori di toccare i neonati se non dopo aver disinfettato le mani, o di restare in stanza con la puerpera che sta allattando. E tu desidererai con tutto il cuore di restare per tutta la vita in ospedale.

  • Il puerperio

Ma prima o poi dall’ospedale, volente o nolente, ti sbattono fuori, e visto che tu avrai avvertito tutti i parenti e gli amici di non volere nessuno il giorno della dimissione, tua suocera sarà lì, appostata davanti a casa tua probabilmente dalla notte prima. Ed è qui che la tua trasmutazione in "Crudelia de Mon" sarà completa: dovrai farlo, per sopravvivenza. Durante il puerperio ti toccherà staccare telefono e citofono sempre, perché non riuscirai a vedere tua suocera ad orari prestabiliti “una nonna non ha bisogno di un appuntamento per vedere il suo bambino”.

Dopo una notte in bianco, per essere sicura di stare in santa pace dovrai murarti in casa con persiane chiuse e auto nascosta nel garage dei vicini. La strategia della finta tonta è l’unica percorribile, perché nessuno capisce le tue ragioni, quelle di una donna che ha la folle pretesa di riposare dopo un parto e costruire un rapporto con la creatura che ha dato alla luce. Invece sono tutti partecipi del dramma di un’altra donna, ingiustamente tenuta lontano dal SUO bambino per ben 2 volte al mese, a cui non è concesso nemmeno portarlo tre mesi in vacanza con se’ d’estate. Questa è cattiveria.

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  • Come gestire una suocera invadente, consigli

Quindi di seguito altri consigli sparsi per le nuore affette dal famigerato mostro di suocera:

  1. Non illudersi: niente sarà mai come prima. Ad ogni occasione di gioia e di festa, come Natale, compleanni, vacanze, lei ci sarà e, se potrà, ti farà rimpiangere di essere nata.
  2. Ciò posto, ricorrenze escluse la tua vita potrà scorrere tranquilla o persino felice, ma dovrai imparare a farti furba e combattere con le sue stesse armi, il che significa tra l’altro sbandierare amore e ammirazione sconfinati verso la madre di tuo marito ad ogni occasione.
  3. Se vuoi recuperare terreno con il partner, e se pensi di farlo spiegando con calma e sincerità i contrasti che hai con sua madre, non funzionerà. Funzionerà invece fare assolutamente finta di niente, anche quando lei ogni domenica mette in tavola il cibo a cui sei allergica, e al contempo gettare di nascosto nella borsetta il bombolone alla Nutella che ha messo davanti a tuo figlio di tre mesi


 

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