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Le leggende metropolitane più famose spiegate ai bambini

di Elena Cioppi - 13.11.2020 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Le leggende metropolitane spiegate ai bambini. Perché venerdì 13 porta sfortuna? Chi è l'uomo nero? Cosa succede se ingoio una gomma da masticare?

Molte paure nei bambini nascono da credenze popolari, leggende metropolitane, vecchi racconti tramandati di generazione in generazione che si sono plasmati nel tempo. Molte storie come quelle sul venerdì 13, legate alla sfortuna, sono ancora oggi molto sentite: i bambini le ascoltano dai loro genitori e le elaborano a modo loro. Altre, invece, arrivano dalle favole. Ma non si tratta solo di leggende metropolitane: alcune convinzioni che i genitori, per abitudine o convinzione, trasmettono ai figli, entrano a far parte della vita di tutti i giorni. Molte sono divertenti, come quelle raccontate nel fumetto del 2015 Le terribili leggende metropolitane che si tramandano ai bambini dell'ilustratrice Agata Matteucci; altre non hanno alcuna evidenza scientifica e i bambini le usano per affrontare le paure in modo leggero e ludico, quasi a volerle esorcizzare.  

Leggende metropolitane, le più famose

Venerdì 13

Sul temibile venerdì 13 sono nate tantissime leggende, film, canzoni e storie di Halloween: l'aura di mistero che si porta dietro questa combinazione arriva però da lontano. Il venerdì nei proverbi popolari è sempre un giorno in cui è meglio non fare nulla: sposarsi e partire, ad esempio. E il 13 è un giorno infausto per vari motivi: il più forte ha radici cristiane. Gli apostoli erano in 13 a tavola durante l'Ultima cena con Gesù, un numero associato a Giuda, il suo traditore. Persino Adamo ed Eva sono stati cacciati dal paradiso terrestre di venerdì; per non parlare poi della tradizione del venerdì santo, il giorno più amaro per eccellenza. Sebbene in alcuni paesi anche il 17 porti sfortuna, in realtà il 13 è quello più sentito dai superstiziosi.

Ma non solo: in epoca romana il 17 era associato anche all'inizio dei festeggiamenti del dio Saturno (Saturnalia) e dei Qurinalia, entrambi feste pagane che anticipavano l'arrivo dell'inverno, la stragione più nefasta di tutti per i raccolti e la vita sociale.

L'uomo nero

La paura del buio nei bambini è forse uno dei terrori più diffusi tra i bimbi di ogni età. E non è un caso che l'Uomo nero, o Babau, arrivi proprio di notte. Questo essere mostruoso è presente nelle leggende di tutte le regioni italiane, con fattezze e aspetto differente a seconda della tradizione locale. In Valle d'Aosta è senza gambe, in Puglia è un folletto dispettoso, in Lombardia è il cassico fantasma col volto nero. Ma in realtà la leggenda del Babau è antica, affonda le sue origini nel passato perché si aggancia alle paure ancestrali dell'uomo. Ha mille nomi diversi: in America si chiama Boogeyman, in America Latina El Coco; in lingua tedesca si chiama Butzemann. L'uomo nero è talmente presente nel folklore da essere presente anche nella ninna nanna italiana più famosa di tutte.

Incrociare gli occhi

Un'abitudine fastidiosa, quella di incrociare gli occhi o di "guardare storto" qualcuno. I genitori di tutte le generazioni, più per motivi educativi che oftalmici, hanno chiesto decine di volte ai loro figli di non farlo. Con una motivazione: se si incrociano gli occhi passa "l'angelo della morte, dice amen e si rimane per sempre così". Soprattutto al sud Italia questa ragione è molto sentita e ovviamente non ha nessuna evidenza scientifica. Si rifà ancora una volta alla tradizione cristiana dell'angelo dell'Apocalisse, che al suo passaggio blocca e distrugge tutto senza tornare indietro.

Le unghie del neonato

Come tagliare le unghie al neonato, ma soprattutto quando farlo? In alcune regioni d'Italia il primo taglio delle unghie del neonato era un evento molto sentito: si sceglieva una persona (spesso di rango inferiore a quello della famiglia del bambino) e soprattutto non doveva mai avvenire in un giorno di festa, perché questo gli avrebbe portato sfortuna. 

Non si mangiano arance di sera

Arriva da lontano questa leggenda metropolitana gastronomica, ancora una volta legata alla tradizione contadina. Perché ad alcuni bambini viene detto che non si mangiano le arance di sera? Non esiste infatti nessuna evidenza scientifica che consumare questo agrume dopo cena provochi problemi alla digestione. Eppure uno dei proverbi più famosi sul tema è "l'arancia la mattina è oro, a pranzo è argento, la sera è piombo", in alcune famiglie ancora oggi una grande verità.

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