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San Valentino: il protettore dei bambini

di Penelope Greco - 12.02.2021 Scrivici

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Il 14 febbraio si festeggia San Valentino protettore dei bambini. Ebbene sì, non è solo la festa degli innamorati! Andiamo a scoprire la storia

San Valentino, protettore dei bambini?

San Valentino è la festa degli innamorati, ma pochi sanno che è anche la festa dei bambini. Valentino nasce a Terni da una famiglia patrizia nel 176, si converte al cristianesimo e viene consacrato vescovo di Terni nel 197. Muore il 14 febbraio del 273 d.C. Si pensa che il suo teschio sia conservato in una teca di vetro nella Basilica di Santa Maria in Cosmedin a Roma. Infatti il teschio è ornato di rose rosse ed è una reliquia importante, esposta ai fedeli ogni 14 febbraio.

A Terni, dove Valentino è patrono, ogni 14 febbraio viene celebrata la Festa della Promessa, a cui partecipano i giovani che stanno per sposarsi e coppie sposate da anni per scambiarsi un voto d'amore nella Basilica dedicata al Santo, dove sono conservate le sue spoglie.

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Chi è San Valentino

Febbraio è il mese della rinascita, quando l'inverno volge al termine e la terra comincia a risvegliarsi. Ci sono diverse leggende che narrano la storia di San Valentino.

Secondo una leggenda Valentino era un sacerdote vissuto durante il terzo secolo a Roma. In quel periodo l'imperatore Claudio II decise che la guerra non era adatta a chi era sposato e che i single fossero più adatti alla guerra perché non avevano legami. Allora decise di abolire il matrimonio e i fidanzamenti per i ragazzi in età di leva. Valentino, battagliero sacerdote cristiano, non era d'accordo e così si oppose e ne celebrò uno, proprio il 14 febbraio. L'imperatore lo scoprì e lo condannò a morte.

Secondo un'altra leggenda sembra che Valentino sia stato ucciso per aver tentato di aiutare i cristiani a fuggire dalle prigioni romane, dove venivano picchiati e torturati. Un'altra ancora racconta che Valentino era imprigionato e si innamorò della figlia del suo carceriere. Le inviò così un biglietto d'amore prima di essere condannato a morte: "Dal tuo Valentino", espressione che viene ancora usata nei biglietti di tutto il mondo.

La Chiesa cattolica, intorno al V secolo, volle eliminare il rito pagano per la fertilità; i romani pagani infatti rendevano omaggio al dio Lupercus. Le donne e gli uomini mettevano in un'urna i loro nomi che venivano mescolati e poi pescati a caso da un bambino. Le coppie scelte avrebbero vissuto insieme per un anno per compiere il rito della fertilità. La Chiesa decise di eliminare questo rito e trovò un vescovo che era stato martirizzato il 14 febbraio: Valentino. Fu così che il vescovo Valentino venne scelto dalla Chiesa per rimpiazzare il dio pagano Lupercus.

Ma chi è stato il primo a produrre i biglietti d'amore?

La più antica "valentina" di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d'Orléans quando era detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt nel 1415. Carlo scrive a sua moglie Bonne di Armagnac con le parole: "Sono già malato d'amore, mia dolcissima Valentina". San Valentino divenne un business alla fine dell'800 negli Stati Uniti, dove alcuni imprenditori come la donna d'affari Esther Howland cominciarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale. La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno vengono spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d'auguri, quindi in seconda posizione, come numero di biglietti acquistati e spediti, dopo il Natale.

San Valentino protettore dei bambini

Ma c'è una leggenda dedicata proprio ai bambini e che rende San Valentino anche il loro protettore.
Valentino possedeva un grande giardino pieno di fiori bellissimi dove tutti i bambini potevano giocare liberamente. Si affacciava spesso dalla sua finestra per controllare ed era felice nel vederli giocare. Quando venive sera, scendeva in giardino e tutti i bambini lo circondavano con affetto ed allegria. Prima di mandarli a casa, dava loro la benedizione e regalava a ciascuno un fiore raccomandando di portarlo alla propria mamme: in questo modo era sicuro che sarebbero tornati a casa subito e che avrebbero sempre più amato e rispettato i genitori. Da questa leggenda deriva l'usanza di donare dei piccoli regali alle persone a cui si vuole bene.

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