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Progetto Anthea, l'app per i genitori separati

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La nostra avvocatessa Damiana Sirago ci parla del Progetto Anthea, un'applicazione molto utile il cui scopo è far comunicare e aiutare i genitori separati, divorziati, a gestire i figli senza conflitti

Progetto Anthea

Ormai gli smartphone entrano sempre più nella nostra vita quotidiana e persino nella gestione dei rapporti familiari ed in particolare della risoluzione di alcuni conflitti genitoriali. Ma vediamo insieme di cosa si tratta.  Progetto Anthea è un'applicazione in grado di far comunicare e aiutare i genitori separati, divorziati, a gestire i figli senza conflitti. Di recente utilizzata per la prima volta dal giudice del tribunale di Modena che ha recepito le condizioni concordate dai genitori, prospettate «nell'interesse della prole» e «non contrarie alla legge».

Si tratta, quindi, di un’app per smartphone e tablet che permette alla coppia di godere di tutta una serie di servizi e di scambiarsi informazioni e accordi, con la consapevolezza che potranno far fede in sede giudiziale in quanto lo storico di esse potrà essere scaricato e prodotto in giudizio. Tale progetto ha lo scopo di mettere a nudo i veri atteggiamenti delle coppie genitoriali nei momenti di contatto lontano dalle aule di tribunale, quando nessuno è in grado di monitorarne i comportamenti.

Diritti dei genitori separati sui figli

In uno scenario di alta conflittualità dove i minori sono le vittime di genitori litigiosi uno strumento che mira a sollecitare una forte trasparenza delle comunicazioni e dei rapporti rappresenta il nuovo che avanza. Ormai la tecnologia è entrata nella nostra vita in modo prepotente:

È bene che possa essere usata anche in campi di criticità e non solo per ascoltare musica in streaming, consultare social o chattare con amici o parenti -  queste le parole dell’avvocato Casale, ideatore del progetto

Progetto Anthea è un applicazione di gestione condivisa di ogni aspetto della vita quotidiana dei figli che esalta la lealtà della coppia genitoriale e li stimola ogni giorno a comportamenti virtuosi nell'accettata consapevolezza di operare con uno strumento che mette alla prova la correttezza e la lealtà di genitore verso l'altro genitore.

Come funziona?

Con l’app Progetto Anthea un genitore può interpellare l'altro creando un evento: "andare a prendere la bambina a scuola", si specifica il luogo, parte il gps, e si chiede una risposta qualche ora prima, in modo da organizzarsi in caso di indisposizione dell'altro. A quel punto l'altro genitore, recepita la richiesta, può con un tasto accettare, rifiutare o chiedere chiarimento. Interviene una sorta di chat tra genitori che si scambiano i loro pareri. Alla fine di questo chiarimento il genitore accetta o rifiuta. L'applicazione non dimentica i nonni che possono accedere nell'area riservata alle foto, dunque è un modo per coinvolgerli. Inoltre vi sono la condivisione dei documenti tra i genitori, un archivio comune. Vi è anche la possibilità di postare un documento, ad esempio un certificato medico, automaticamente senza spedirlo all'altro genitore.

Alcuni esempi pratici dell’utilizzo dell’applicazione sono:

  • il planning per la gestione degli impegni dei figli con possibilità di variazione in tempo reale e comunicazione all'altro genitore;
  • la comunicazione in tempo reale delle spese straordinarie all'altro genitore e la memorizzazione in un apposta area;
  • postare le foto degli eventi dei minori (compleanni, comunioni, cresime, gite, ecc..) in forma di diario dei ricordi per essere condiviso con l'altro genitore e parenti (nonni ecc.);
  • condividere le informazioni sull'andamento scolastico;
  • vari tipi di “allarmi” in presenza degli eventi più importanti dei minori, come visite pediatriche, compleanni, gite scolastiche ecc.. e in modo da permettere ad entrambi i genitori di essere costantemente informati.

La sentenza di Modena

L’accordo di divorzio presentato in tribunale dalla coppia modenese, prevedeva condizioni standard, di affidamento condiviso dei figli minori, con tempi di permanenza presso il genitore non convivente con gli stessi, ampli e conformi al principio della bigenitorialità. Le parti si erano accordate per la corresponsione di un assegno mensile da parte del padre dei minori, oltre al pagamento al 50% delle spese straordinarie.

Quale ultima condizione contenuta nell’accordo, gli istanti si dichiaravano concordi nell’aderire al Progetto Anthea e ad utilizzare la relativa applicazione telematica in modo esclusivo per qualsiasi comunicazione che potesse riguardare i minori. Ciò, con l’espressa finalità di facilitare la gestione delle eventuali problematiche riguardanti i figli e ridurre la conflittualità genitoriale.

Nel giudizio in esame le parti si dichiaravano consapevoli che tutte le comunicazioni avrebbero potuto essere oggetto di produzione documentale. Secondo la clausola, il mancato utilizzo dell’applicazione, avrebbe comportato la conseguenza di essere valutato liberamente dal giudice negli eventuali giudizi futuri tra le parti. Il Tribunale di Modena, pronunciando lo scioglimento del matrimonio, ha disposto in conformità delle condizioni concordate, in quanto non contrarie alla legge e nell’interesse della prole.

Si tratta del primo provvedimento giudiziale che recepisce un accordo contenente l’utilizzo di questo nuovo strumento.

Aspetti positivi del Progetto Anthea

Come si legge sul sito di Anthea, gli aspetti positivi del progetto sono:

  1. intervento concreto ed efficace per la prevenzione della conflittualità in sede di separazione della coppia;
  2. intervento concreto ed efficace in sede di gestione della conflittualità conclamata anche negli aspetti giudiziari;
  3. contenimento dei costi legali da parte delle famiglie in sede di adesione al progetto per il suo scopo educativo nei riguardi dei genitori;
  4. apporto di uno strumento nuovo di operatività verso gli operatori sociali (cd. Cruscotto) attraverso il quale possono monitorare in tempo reale l'andamento della conflittualità genitoriale con possibilità di intervento immediato con consigli o accorgimenti volti a stemperare il conflitto stesso;
  5. il monitoraggio costante permette all'Operatore Sociale di avere un quadro costante ed in ciò viene aiutata la sua funzione di relazionare il Magistrato nei compiti ed incarichi istituzionali laddove l'assistente sociale è considerato ausiliario del Giudice;
  6. possibilità di potenziare il cd. Cruscotto secondo le esigenze specifiche degli operatori in modo da arrivare in poco tempo in una vera e proprio fascicolo elettronico della famiglia consultabile molto agevolmente dall'operatore anche lontano dall'ufficio allorquando si dovesse rendere necessario;
  7. possibilità per il magistrato di accedere al monitoraggio della coppia qualora si dovessero rendere necessarie decisioni sulla posizione giudiziaria in essere;
  8. effetto deflattivo sul carico giudiziario;
  9. la serenità di tanti minori

Quanto costa l'app Progetto Anthea?

Il costo dell’App è di 50€+IVA all’anno. L’app è stata presentata anche in Parlamento presso la commissione bicamerale per l’infanzia. E’ necessario considerare che se da una parte l’idea di avere uno strumento condiviso è di certo un modo per “oggettivare” il comportamento dei genitori nei confronti dei minori, dall’altra si rischia l’abuso dello strumento da parte di uno dei due coniugi che potrebbe tentare di produrre documenti a proprio favore attraverso un utilizzo più evoluto dell’app. È infatti noto che la capacità di relazionarsi con gli strumenti informatici non è per tutti uguale e l’app “Anthea” rischierebbe di facilitare o penalizzare una delle due parti meno capaci alla tecnologia.

In conclusione, bisognerà vedere e seguire l’evoluzione della sperimentazione per capire se si tratti di uno strumento valido o di un ulteriore motivo di litigio.

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