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L'innamoramento, come funziona secondo la scienza? Ce lo spiega Super Quark+

di Francesca Capriati - 09.12.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
L'innamoramento, come funziona secondo la scienza: un ciclo di Super Quark+ dedicato alla Scienza dell'Amore. Perché ci innamoriamo proprio di quella persona?

L'innamoramento, come funziona secondo la scienza

Piero Angela e il suo team di divulgatori scientifici proseguono insieme a noi il viaggio nella scienza dell'amore su Super Quark+. Dopo l'attrazione, scopriamo cosa dice la scienza sull'innamoramento, che è solo una delle trappole per la riproduzione, una trappola tipicamente umana che continua a indurre milioni di persone a corteggiarsi, amarsi, impegnarsi per realizzare il grande progetto della tradizione della vita.

In questo articolo

Cosa succede nel cervello quando ci si innamora?

Accadono molte cose, non solo una tempesta di sentimenti e di pensieri, ma anche l'entrata in campo di vari tipi di ormoni che hanno una missione specifica.

Helen Fisher, famosa biologa dell'amore, ha individuato tre precisi sistemi cerebrali che si sono evoluti per favorire l'accoppiamento e la riproduzione, ognuno con uno scopo diverso:

  1. il primo sistema è guidato da testosterone ed estrogeni: è il sistema del desiderio sessuale, quello che ci rende predisposti all'accoppiamento che ci mette alla ricerca di un possibile partner senza troppe distinzioni;
  2. il secondo sistema è quello dell'innamoramento vero e proprio che ci spinge a focalizzarci su un partner specifico: l'energia, le attenzioni, i pensieri sono tutti rivolti verso quella persona che diventa una sorta di nostro nuovo baricentro. Questo sistema è associato a diverse molecole tra cui la dopamina;
  3. il terzo sistema, l'attaccamento, è quello che ci lega, che stimola l'unione duratura e che molto probabilmente si è sviluppato per farci sopportare un altro essere umano abbastanza a lungo da crescere la prole insieme. Durante l'attaccamento la protagonista è l'ossitocina, il famoso ormone delle coccole.

Secondo Fisher questi tre livelli possono essere interconnessi: il secondo sistema, quello della dopamina, può stimolare il primo, quello del testosterone, ad innamorarsi di una persona e quindi a rendere quella persona più attraente ai nostri occhi e viceversa può capitare che si faccia l'amore con qualcuno e l'impulso sessuale legato al testosterone inneschi il sistema della dopamina facendoci innamorare Con il raggiungimento dell'orgasmo poi veniamo inondati dall'ossitocina: fare l'amore con piacere ha molti benefici e potrebbe anche spingerci a creare un forte legame con l'altra persona.

Il colpo di fulmine esiste?

Ma esiste l'innamoramento a prima vista? In uno studio sono stati separati due gruppi: quelli di fresco innamoramento e l'altro composto da coppie di lunga data. I risultati ci dicono che solo una piccola minoranza dei partecipanti allo studio ha provato il colpo di fulmine, il sentirsi, insomma, attratti da un estraneo. Solo 32 partecipanti su quasi 400, ma tra quelli già impegnati in una relazione le segnalazioni di amore a prima vista erano molto più alte (circa 1/3 affermava di essersi innamorato del suo attuale partner immediatamente dopo averlo incontrato). Per gli esperti questo è un classico caso di esperienza ricostruita: una volta che la relazione sboccia, entrambi i partner iniziano a costruire dei falsi ricordi della loro relazione che sarebbe iniziata con un reciproco amore a prima vista. Insomma, basta crederci!

Il significato evolutivo dell'amore

Un legame di coppia diventa più forte, ma la sequenza innamoramento-amore-cure parentali che è tipica della specie umana può aver provocato anche conseguenze evolutive.

Esiste, in proposito, una teoria secondo la quale la posizione eretta è all'origine dei cambiamenti importanti nelle ossa del bacino e quindi del parto. Non solo: gli scienziati hanno dedicato una buona quantità di tempo a capire il significato evolutivo dell'amore e hanno individuato una teoria interessante che ha a che fare con la nostra grande testa.

Secondo la maggior parte degli antropologi i nostri grossi crani hanno letteralmente cambiato la specie umana e portato a una necessità fondamentale: quando gli umani hanno iniziato a camminare in posizione eretta su due piedi, la forma del nostro bacino è cambiata e attraverso quel bacino sempre più piccolo era difficile far passare teste sempre più grandi (questa è una delle ragioni della difficoltà del parto nella specie umana rispetto agli animali). E' stato, quindi, necessario dare alla luce bambini ancora immaturi, con un cervello che continua a crescere dopo la nascita: bambini che hanno maggiore possibilità di sopravvivenza con due genitori legati dall'amore.

I benefici dell'innamoramento

Innamorarsi fornisce anche immensi vantaggi alla specie umana: nelle donne l'innamoramento ha un effetto particolarmente importante nella stimolazione del sistema immunitario e c'è un significato darwiniano perfettamente comprensibile: le donne hanno bisogno di una particolare difesa immunitaria a causa della loro predisposizione alla gravidanza e alle infezioni.

Ma non c'è solamente l'effetto sul sistema immunitario, c'è proprio un cambiamento a livello cerebrale di quelle che sono le molecole dell'amore - neurotrasmettitori neuro modulatori e gli ormoni che modulano appunto l'innamoramento stesso. Uno di questi è la NGF, il fattore di crescita dei nervi, che cresce proprio nel momento in cui ci innamoriamo ma che attenzione non rimane sempre alto, col tempo lentamente ma inesorabilmente cala. Platone tirerebbe un sospiro di sollievo: per lui l'amore è una grave malattia mentale da cui evidentemente si può anche guarire.

Il primo bacio

Il primo bacio è il momento della svolta: quando i due corpi cominciano davvero ad avvicinarsi. Ma cos'è il bacio? Secondo Cyrano De Bergerac il bacio è un apostrofo rosa tra le parole ti amo, ma secondo la scienza il bacio sarebbe nato già nell'antichità, quando le madri pre masticavano il cibo dei loro piccoli e poi glielo infilavano con un bocca a bocca più convincente.

Il bacio è già una prima penetrazione, è un modo di entrare nel corpo dell'altro che prelude a quella più intima, ma ci sono anche altre ricerche che ipotizzano altre origini. Poesie, canzoni, quadri, quante opere sono state ispirate dal bacio eppure pensateci bene: alla fine si tratta di due persone che si avvicinano, iniziano a scambiarsi saliva e con questa decine di milioni di microbi.

Perché mai una cosa così dovrebbe essere considerata attraente? La risposta sembra essere nascosta nei nostri geni, in particolare in un gruppo specifico chiamato MHC, complesso maggiore di istocompatibilità, grazie al quale determiniamo quanto gli individui siano simili geneticamente, per esempio quando valutiamo la compatibilità per un trapianto di organi.

Che cosa c'entra col bacio? Nell l'odore che emaniamo sono presenti dei marcatori che portano tracce dei nostri geni e troviamo più attraente l'odore di persone con un MHC diverso dal nostro.

Sembra che l'evoluzione ci abbia programmati per cercare dei segni di compatibilita genetica attraverso l'odore delle persone e preferire partner con un DNA diverso dal nostro, evitando così, per esempio, l'incesto. In questo modo i figli che nascono dal rapporto avrebbero maggiore resistenza alle malattie. Ma il bacio potrebbe essere solo un modo socialmente accettato per avvicinarci abbastanza e sentire l'odore dell'altra persona. Gran parte delle affinità nascono davvero nell'odore, nel naso, e se col naso non ci si piglia meglio lasciar perdere.

Cibi afrodisiaci ed altri segreti

Per innamorarsi bisogna essere in due, ma può capitare che uno dei due a un certo punto si tiri indietro e allora può succedere che, per recuperare il rapporto, l'altro ricorra a volte ad arti segrete.

In realtà non ci sono magie per suscitare l'amore, ma esistono almeno nelle sostanze che favoriscono una maggiore propensione o disponibilità a lasciarsi conquistare? Molti ci credono e tutta la storia è piena di magie e di riti ma anche di cibi afrodisiaci per conquistare almeno il corpo, se non la mente.

Vere o presunte che siano, le proprietà afrodisiache attribuite a particolari sostanze hanno sempre fatto parte della vita amorosa dell'essere umano, se per i babilonesi la pozione magica consisteva nel tagliare la testa a una pernice, mangiare il suo cuore, assaporare il suo sangue la mattina seguente; i greci più semplicemente consideravano afrodisiaci cipolle, uova, tartufi e crostacei. Ovidio nell'Ars amatoria raccomandava invece la rucola. Nei secoli, insomma, sono stati attribuiti e proprietà afrodisiache alle cose più strane, ma questo succede ancora oggi: ne sanno qualcosa le centinaia di rinoceronti uccisi dai bracconieri per produrre la fantomatica polvere di Corno di rinoceronte, completamente inutile.

Un classico degli afrodisiaci dei nostri giorni sono anche quei cibi che, a causa dei costi, connotano la ricchezza di chi li propone e allora ostriche e champagne diventano l'equivalente commestibile di un braccialetto di diamanti, una prova atavica delle proprie possibilità di affrontare le spese che l'unione naturalmente comporta e a volte funziona. Uno studio sui topi avrebbe dimostrato che non si sbaglia poi tanto a indicare le ostriche come afrodisiaci, anche se ciò che è vero sui topi non sempre lo è sugli uomini: le ostriche stimolerebbero la produzione di testosterone nel maschio e progesterone nelle femmine. E ci sono studi sull'uomo che cercano di fare il punto sul lato piccante della vita e indicano alcune spezie o erbe con attività afrodisiache, per esempio:

  • per il maca o viagra peruviano ben quattro studi scientifici indicano che possa aumentare la libido,
  • il ginseng in diversi studi ha dimostrato di migliorare la funzione erettile e di migliorare anche l'eccitazione durante la menopausa,
  • il fieno greco, secondo uno studio, aumenterebbe il desiderio sessuale,
  • buoni risultati anche per lo zafferano, con aumento della lubrificazione nelle donne e dell'eccitazione e nel miglioramento della funzione erettile negli uomini,
  • non c'è invece nessuna evidenza scientifica per il tribolo e per il ginko biloba.

Nessuno è mai riuscito a sedurre solo con il cibo, scrive Manuel Vasquez Montalban nel suo libro Ricette Immorali, ma forse con un bacio si.

Lo scopo dell'innamoramento

Per concludere, dunque, torniamo all'innamoramento, quello vero dei sentimenti, questa dolce trappola della natura come dicevamo all'inizio che ha l'obiettivo segreto di portare una coppia all'unione, alla riproduzione e alle cure parentali. Quella straordinaria fase iniziale dell'amore romantico che può durare al massimo due o tre anni, dicono gli esperti. Ma sappiamo che può durare molto di più, quando l'innamoramento diventa amore.

E questo da cosa dipende? Da molte cose, ma anche da una scelta cruciale e cioè la scelta del partner di cui parleremo nella prossima puntata.

La scienza dell'amore

La scienza dell'amore va in onda su Rai Play: dall'attrazione all'innamoramento, dalla scelta del partner alla salute del buon sesso, passando per il rapporto di coppia, la gelosia e il tradimento, per finire con quello che appare essere uno dei grandi problemi della nostra società, la mancanza dei figli. 10 puntate di Superquark+ tutte dedicate all'amore dal punto di vista della scienza, per tentare di capire cosa succede agli esseri umani quando stabiliscono una relazione amorosa in esclusiva su Rai Play.

Attraverso le interviste ad esperti e gli interventi di cinque ricercatori-divulgatori scientifici, Piero Angela guida gli spettatori alla scoperta dei diversi temi, tassello dopo tassello, per scoprire insieme agli spettatori tutte le varie sfaccettature dell'amore dal punto di vista della scienza, meccanismi che sono identici sia per gli eterosessuali che per gli omosessuali. Ogni puntata sarà anche impreziosita da 10 brevi cartoni animati di Bruno Bozzetto che affronteranno la sessualità con rigore scientifico, ma anche con la consueta ironia.

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