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Mamma malata o papà malato? Le grandi differenze!

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Guida semiseria delle differenze tra mamma e papà malati. Le reazioni tipiche dell'uomo e quelle della donna quando si accorgono di avere la febbre

Differenze tra mamma e papà malati

Le mamme avrebbero molto da dire in merito ai diritti umani ;-). Uno dei primi a salutarci è quello di stare a letto, o quantomeno a riposo, quando siamo ammalate. Non è che lo decidiamo: è solo che il giorno famigerato in cui ci svegliamo con la febbre e il mal di testa pulsante, per la prima volta da quando siamo mamme, l’idea di restare orizzontali non ci passa nemmeno per la testa. È semplicemente impossibile, una follia, perchè gli impegni e le scadenze incalzano e chi si ferma è perduto. Eppure, una persona molto vicina a noi ci riesce benissimo: vediamo insieme la nostra guida semiseria delle differenze tra mamma e papà malati!

  • Scoprirsi ammalati: le reazioni tipiche del padre di famiglia

La prima, grande differenza è già all’inizio, nel momento della scoperta. Il papà malato di solito si accorge già dalla sera prima di non essere in forma, con un “penso di essermi preso qualcosa” che fa velare il sangue nelle vene alla mamma, che di certo non ha bisogno di un altro bambino quarantenne e lamentoso di cui occuparsi. In alternativa, la comunicazione arriva per telefono durante il giorno, seguita dalla richiesta di andare in farmacia. Lui no, non può andarci, sta troppo male. Se gli scriviamo se preferisce aspirina o ibuprofene, risponde “asp” o “ipo”, a sottintendere, che sta troppo male anche per digitare.

Di solito sono sospetti che si rivelano completamente infondati, ma quando la mattina il fatto è conclamato (ovvero il termometro segna 37,2) la prima preoccupazione del genitore maschio è quella di accertarsi che tutto il mondo intorno a lui sappia della sua convalescenza. Si alza dal letto solo e unicamente per lamentarsi e si assicura che postura, movenze e tono di voce rispecchino al meglio il suo precario stato di salute. Con voce sommessa, fa richieste da malato cinquenne, tipo succhi di arancia e tazze di the col miele.

Differenze nell'educazione tra mamma e papà
  • La mamma: malata o non, fa poco differenza 

Noi mamme, invece, facilmente arriviamo a metà o fine giornata senza accorgerci nemmeno di avere la febbre. Certo, quando la sveglia suona e ci sentiamo letteralmente a pezzi ci viene il vago sospetto di essere malate, ma proprio per questo balziamo in piedi e scattiamo verso i nostri doveri, ben consapevoli che cinque minuti in più a letto ci sarebbero fatali, a maggior ragione se stiamo male. Tra zaini, colazione, giri in auto e corse al lavoro, facilmente ci dimentichiamo dei nostri malanni fino a metà mattina, quando una collega ci chiede perchè la nostra faccia è grigio cadavere.

  • Andare a lavorare da malati o no: le differenze tra mamma e papà 

Si perchè la mamma malata, solo una volta su mille sta a casa dal lavoro, e questo per diversi buoni motivi. Il primo, è che il datore di lavoro mediamente è già abbastanza nervoso per tutte le volte in cui abbiamo chiamato la mattina chiedendo ferie e permessi perchè I BAMBINI erano ammalati. Per non parlare delle volte in cui siamo uscite a metà giornata perchè il nido ci ha chiamato dicendo che qualcuno si era fatto male. E delle volte in cui siamo dovute andare via nel bel mezzo di una riunione andata per le lunghe, perchè l’alternativa era che i bambini si ritrovassero da soli fuori dalla scuola. Insomma, molto probabilmente il serbatoio di pazienza dei nostri datori di lavoro non basta a coprire anche la nostra malattia. Che sì, è un diritto, ma solo in teoria.

Il secondo motivo è che, oggettivamente, per una mamma malata andare a lavorare è l’unico modo per sapere che riposerà un po’. Almeno potrà prendere un caffè con una collega, pranzare in santa pace. Perchè alla mamma-lavoratrice-che-sta-a-casa inevitabilmente piovono addosso tonnellate di cose da fare, e che la costringeranno a correre tutto il giorno fino a sera. Conoscete l’incipit: “Dato che domani sei a casa, potresti…?” (Sentire il commercialista, fare la spesa, passare in banca, andare a trovare mia madre, pulire la cantina, etc. etc.). Ecco, proprio quello.

Inutile dire che il papà malato, a meno che il giorno dopo non abbia una riunione con il Dalai Lama o qualcuno di pari importanza, non ci pensa nemmeno ad andare al lavoro. Anzi, non è che possiamo telefonare noi al suo boss per avvisare, che lui ha tanto mal di gola?

  • Le differenti necessità della mamma e del papà in malattia 

Il papà malato a casa è una delle più grandi sciagure che possa colpire una madre di famiglia. Le richieste sono infinite e costanti: una coperta in più, un’altra spremuta, un riso in bianco, i fazzoletti, il termometro, un pigiama di ricambio, il pollo preparato da sua madre. Si fa provare la febbre e quando gli diciamo che non ce l’ha ci guarda con rabbia e sospetto, insistendo che sicuramente il termometro è rotto.

La mamma malata ingurgita paracetamolo a nastro per stare in piedi e, quelle due volte al giorno in cui riesce a provarsi la febbre, nei tre minuti di posa si augura con tutta sé stessa che finalmente sia passata. Ma è sempre a 38 e mezzo. La mamma con la febbre inizia a pensare che forse, se fosse stata a letto tutto il giorno col pollo, la spremuta, la copertina eccetera, le sarebbe già passata. Le viene in mente che forse domani potrà prendersi mezza giornata, ma poi pensa alle scadenze in ufficio, alle cinque lavatrici da stirare e all’elenco di telefonate da fare e prende filosoficamente un’altra pastiglia di paracetamolo.

  • Un papà a casa malata= suocera in prima linea 

La madre del papà malato è costantemente informata delle precarie condizioni di salute del figlio. I due sono in costante contatto radio, e la suocera si reputa indispensabile coordinarsi efficacemente anche la nuora per gestire questa situazione di emergenza. Basta che non guardiamo lo smartphone per un paio d’ore che, quando lo riprendiamo in mano, troviamo 134 messaggi su Whatsapp, tutti deliranti. La suocera chiede se abbiamo fatto il pollo bollito, come lo abbiamo cucinato, per sicurezza ci manda la ricetta, poi dato che non le rispondiamo decide di farlo lei, poi ce lo vuole portare e quindi ci chiede di rientrare dall’ufficio per aprirle, che magari il povero degente sta dormendo e non lo vuole svegliare.

Infine, dato il nostro riprovevole silenzio, prende in pugno la situazione e va a casa nostra, sperando che l’atto di aprire la porta non risulti fatale al convalescente, e qui parte la descrizione dettagliata del suo stato di salute, diagnosi e indicazione sugli alimenti da acquistare e cucinare.

La mamma malata non ha tempo di informare nessuno di non stare bene. Sarebbero preziosissime energie sprecate. Solo quando è in condizioni tragiche, chiama sua madre per farsi dare una mano con i bambini, con gran sdegno del papà: non gli piace avere la suocera in casa.

A casa vostra quali sono le differenze tra mamma e papà malati?

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