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Gli allarmanti numeri emersi dall'indagine del MOIGE "Venduti ai minori"

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Alcol, tabacco, prodotti inadatti ai minori vengono venduti regolarmente agli under 18: è quanto emerge dall'indagine del MOIGE "Venduti ai minori"

“Venduti ai Minori”, indagine del MOIGE

Il Moige ha promosso un'indagine volta a fotografare la vendita ai minori di prodotti vietati o inadatti: alcol, tabacco, cannabis, gioco d’azzardo, pornografia, videogiochi 18+. “Venduti ai Minori”, questo il nome della ricerca che è stata coordinata dal prof. Tonino Cantelmi dell’Università Europea di Roma, ha l'obiettivo non solo di mettere nero su bianco i numeri dei prodotti vietati ai minori che vengono comunque regolarmente venduti agli under 18, ma anche comprendere i termini della complicità dei venditori, verso i minori attraverso un atteggiamento di illegalità, unito ad di scarsa attenzione alla salute e alla crescita sana dei nostri figli.

Lo studio è stato condotto su 1.388 minori tra gli 11 e i 17 anni delle scuole secondarie di primo e secondo grado, con un’età media di 14 anni (30% dal Centro Italia, 21% dal Nord Italia, 49% dal Sud Italia).

Effetti dei media sui minori

I risultati

I numeri sono preoccupanti:

  • Pub, discoteche e bar (64%), sono il principale accesso all’alcol dei nostri figli, mentre il 65% dei rivenditori non ha controllato la loro età. Gravissimo il dato che segnala che quasi la metà (48%) dei venditori di alcolici continua a somministrare alcol, nonostante lo stato di ubriacatura del minorenne.  
  • Il 40% del tabacco ai minori viene venduto nelle tabaccherie, mentre il 15% dichiara di avere accesso ai distributori automatici che vendono senza chiedere tessera. Mentre nei negozi che vendono la sigaretta elettronica, il 78% ha venduto ricarica di nicotina al minore, senza verifica età.
  • In 7 cannabis shop su 10 erano assenti indicazioni relativamente all’uso del prodotto da collezione non adatto alla combustione e in ben il 68% dei rivenditori (quasi 7 su 10) dei cannabis shop hanno venduto il prodotto nonostante fossero minorenni.  
  • Rispetto al gioco d’azzardo, al 62% dei minori non è stato mai chiesto il documento per verificare l’età ed in un caso su due il rivenditore non si è rifiutato di farlo  giocare d’azzardo;  
  • Oltre 3 minori su 4 non hanno alcun filtro parental control sui propri device per impedire l’accesso ai siti porno. Solo il 15% dei rivenditori di connessione hanno avvertito del rischio pornografia utilizzando i device con le loro connessioni.
  • Ben il 56% dei rivenditori dei videogiochi vende ai minori dei videogiochi 18+ cioè con contenuti violenti o volgari.

Cosa fare?

La Senatrice Licia Ronzulli, Presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, ha dichiarato:

L’indagine del Moige apre uno squarcio molto ampio e decisamente preoccupante ed evidenzia la necessità di agire con urgenza per la tutela dei minori, rilanciando anche il tema dei controlli. Occorrono interventi normativi più stringenti verso chi compie atti così miserabili verso un minore. Come Presidente di Commissione intendo, quindi, garantire un concreto e vigile supporto alle iniziative parlamentari nella individuazione di regole efficaci e inderogabili, per ricordarci che la tutela dei minori non è un optional per un Paese come l’Italia che deve ripartire puntando sui più piccoli: il senso stesso della vita futura

Ed ​Antonio Affinita​, direttore generale del Moige - Movimento Italiano Genitori ha commentato:

Sono dati molto gravi e preoccupanti che fanno emergere un grande pericolo per la tutela dei nostri figli. Occorre ripensare e ridefinire il sistema di sanzioni, controlli e formazione. L’impegno a proteggere  i minori non può essere confinato solo in famiglia, ma riguarda tutti coloro che producono tali prodotti nocivi ai minori, che devono attivarsi fattivamente per garantire che non vadano a finire nelle mani dei nostri figli

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