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Tre studenti su 5 sono vittime di discriminazioni o violenze

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Secondo il nuovo sondaggio diffuso da Save the Children, 3 studenti su 5 sono vittime di discriminazioni e violenze, soprattutto a scuola

Studenti e discriminazioni a scuola

Più di 3 studenti su 5 dichiarano di essere stati vittime di discriminazione e hanno vissuto sulla propria pelle violenze o minacce, sono stati derisi ed emarginati dai loro coetanei o messi al centro di voci negative sul loro conto. Soprattutto a scuola, quasi 9 su 10 sono stati testimoni diretti di comportamenti discriminatori nei confronti dei loro amici e compagni. L'omosessualità, l'appartenenza alla comunità rom, l'obesità o il fatto di essere di colore sono le principali 'etichette' per le quali le persone rischiano di essere discriminate, secondo più dell'80% degli intervistati. A queste seguono l'essere di religione islamica, l’essere povero o disabile (per il 70%).

Questi alcuni dei risultati che emergono da un nuovo sondaggio diffuso da Save the Children, in vista della Giornata internazionale contro le discriminazioni, che si celebra il 21 marzo. Il 61% degli studenti intervistati - emerge dal sondaggio - ha subìto direttamente situazioni di bullismo e discriminazione dai propri coetanei. Tra questi il 19% ha dichiarato di essere stato emarginato ed escluso dal gruppo, mentre il 17% è stato vittima di brutte voci messe in giro sul proprio conto, il 16% deriso e uno su 10 ha subito furti, minacce o pestaggi.

Bullismo: come riconoscerlo e come comportarsi

Tra chi ha subito discriminazioni, il 32% ha scelto di rivolgersi ai genitori, un altro 32% ha preferito parlarne agli amici, mentre un significativo 31% non si è rivolto a nessuno. Solo un intervistato su 20 ha scelto di rivolgersi agli insegnanti: un dato che assume ancor più peso considerando che proprio la scuola si configura, secondo i risultati dell'indagine, come il luogo principale (45% dei casi) dove gli studenti assistono a discriminazioni nei confronti dei loro compagni di pari età, seguita dal contesto della strada (30%) e dai social (21%).

L’indagine è stata realizzata da ‘SottoSopra’, il Movimento Giovani per Save the Children con il sostegno dell'Invalsi, che rientra nell'ambito della campagna 'UP-prezzami' contro gli stereotipi, la prima campagna nazionale ideata e lanciata dagli oltre 400 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 22 anni coinvolti nel Movimento giovanile della ong e impegnati in azioni di sensibilizzazione e cittadinanza attiva in 15 città italiane.

Immagine simbolo della campagna è un codice a barre che rappresenta le etichette con le quali si giudicano gli altri in modo superficiale, limitandosi al loro aspetto esteriore, accompagnato dallo slogan 'Non fermarti all'etichetta'. Un simbolo che tutti sono chiamati a condividere sui social utilizzando l'hashtag #UPprezzami e sfidando i propri amici e familiari a postare foto e video disegnandosi un codice a barre sulla guancia. Un invito a liberarsi dalle etichette e a dire no alle discriminazioni, che è anche il messaggio veicolato da un video costruito e realizzato dai ragazzi di SottoSopra, in cui ciascun giovane viene letteralmente imprigionato in uno scatolone che rappresenta lo stigma di cui è vittima.

"La discriminazione esiste ed è pericolosa, fa male a tutti, a chi discrimina e a chi è discriminato. E' terribile come ne siamo assuefatti, non la vediamo, e se la vediamo la giustifichiamo. Dobbiamo smettere di chiudere gli occhi, smettere di trovare scuse, di dirci che sono scherzi tra ragazzi, che c'è una giusta motivazione", scrivono i giovani di SottoSopra nel manifesto della campagna UP-prezzami. "I giovani di SottoSopra hanno voluto accendere i riflettori su un tema che li tocca da vicino e di cui ritengono si parli troppo poco - afferma Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children - E' fondamentale che iniziative di questo tipo partano dai ragazzi, perché sono loro per primi a vivere queste situazioni spesso drammatiche. Sappiamo che il coinvolgimento dei 'pari' è fondamentale per isolare chi compie atti discriminatori, per non minimizzare qualsiasi segnale di chiusura verso le diversità e per diffondere una cultura di rispetto dei diritti di tutti, a scuola e negli altri luoghi di incontro".

La campagna verrà raccontata e promossa dai ragazzi anche attraverso UndeRadio, la web radio del Movimento giovani per Save the Children, con una diretta radiofonica a partire dalle 14.30 del 1 marzo, in occasione della Giornata internazionale contro le discriminazioni, su http://www.underadio.it/.

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