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Schiavitù infantile in Afghanistan, un milione di bambini lavoratori

di Redazione PianetaMamma - 21.02.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
La schiavitù infantile dovuta al lavoro minorile e ad una povertà estrema è la situazione che stanno vivendo un milione di bambini in Afghanistan

Schiavitù infantile in Afghanistan, un milione di bambini lavoratori

I bambini afghani sono bambini senza diritti e tutele perché costretti a lavorare a causa delle condizioni di estrema povertà delle loro famiglie. Bambini a cui l'infanzia è stata negata, bambini che non dovrebbero lavorare. La triste realtà è che, in seguito ad anni di guerre e al crollo del reddito, un milione di bambini afghani si trova in condizioni di schiavitù infantile a causa del lavoro minorile

A lanciare il grido di allarme è  Save the Children, un'organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Un quinto delle famiglie Afghane ha dovuto mandare i propri figli a lavoro, per far fronte ad una situazione di povertà che è peggiorata negli ultimi sei mesi.

Vent'anni di guerra hanno logorato la popolazione e da agosto scorso, nel giro di poche settimane, centinaia di migliaia di bambini sono stati costretti anche a fuggire dalle loro case, dovendo vivere per strada, senza alcuna tutela, in gravissime condizioni igienico-sanitarie, con ospedali chiusi per la mancanza di salari agli operatori sanitari. Un numero sempre più alto soffre di malnutrizione, quasi 5 milioni di bambini soffrono la fame.  Inoltre l'aumento dei prezzi generale fa sì che molte famiglie non possono accedere alle cure di cui hanno bisogno.

Un sondaggio condotto dall'Organizzazione su 1.400 famiglie in sette province dell'Afghanistan ha restituito uno scenario molto preoccupante: dal crollo dell'ex governo e dalla transizione del potere lo scorso agosto, l'82% delle famiglie ha perso il reddito e il 18% ha dichiarato di non avere altra scelta che mandare i propri figli e le proprie figlie a lavorare.

Le famiglie che vivono nelle città sono state le più colpite, metà di quelle di Kabul ha affermato di aver perso l'intero reddito.

Quasi 4 famiglie su 10 prendono in prestito il cibo da quelle più agiate, rispetto al 25% che lo faceva in precedenza. Mentre le famiglie sprofondano ulteriormente nel debito e nella povertà, un afghano su 13 ha affermato di chiedere già l'elemosina o di fare affidamento sulla carità per sfamare i propri cari.

Lo scenario è davvero drammatico: siccità, conflitti e crisi economica hanno spinto molte famiglie a prendere la decisione di far lavorare i propri figli, bambini di 5/6 anni costretti ad abbandonare la scuola per contribuire al fabbisogno della famiglia ogni giorno. Bambini costretti a lavorare anche 12 ore al giorno in posti che metteno in pericolo la loro vita. 

Save the Children ha riferito che il numero di bambini pericolosamente malnutriti che visitano le sue cliniche è più che raddoppiato da agosto.

"Non ho mai visto niente di simile alla situazione disperata che abbiamo qui in Afghanistan. Trattiamo ogni giorno bambini spaventosamente malati che da mesi non mangiano altro che pane. I genitori devono prendere decisioni impossibili: a quale dei loro figli daranno da mangiare? Mandano i figli a lavorare o li lasciano morire di fame? Queste sono scelte strazianti che nessun genitore dovrebbe fare. Qui il cibo non manca, i mercati sono pieni. Eppure i bambini muoiono di fame perché i loro genitori non possono permettersi di pagare il mangiare. Ciò avrebbe potuto, e dovuto, essere evitato. Ma non è troppo tardi per impedire ulteriori tragedie se agiamo ora. Stiamo facendo tutto il possibile per fornire alle famiglie l'aiuto di cui hanno bisogno. Ma la verità è che gli aiuti umanitari possono arrivare solo fino a un certo punto. Questa è una crisi economica e ha bisogno di una soluzione economica. I governi devono trovare un modo per sbloccare fondi vitali e le attività finanziarie per evitare che la crisi si sviluppi ulteriormente" ha dichiarato il direttore di Save the Children in Afghanistan, Chris Nyamandi.

L'intervento di Save the Children In Afghanistan

Per far fronte a questa drammatica situazione, Save the Children lancia una petizione per chiedere al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale di sbloccare i finanziamenti vitali per il Paese. Perché un bambino non dovrebbe andare a lavorare invece che a scuola, così come un genitore non dovrebbe mai trovarsi di fronte alla decisione di rinunciare a un figlio perché non sa come sfamarlo o curarlo. 

Si può accedere e firmare la petizione per assicurare ai bambini afghani l'aiuto umanitario di cui hanno urgente bisogno alla pagina: www.savethechildren.it/firmaperlafghanistan

L'organizzazione sta fornendo alle famiglie denaro e kit invernali con articoli essenziali per superare i rigori della stagione. L'assistenza in denaro aiuta a impedire alle famiglie di ricorrere a misure disperate che incidono negativamente sui bambini come il lavoro minorile, i matrimoni precoci e la riduzione dei pasti. Da settembre 2021 hanno raggiunto 763.000 persone, inclusi 430.800 bambini, e ha fornito a più di 127.000 persone trasferimenti di denaro per i loro bisogni e denaro contante per il cibo.

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