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Safer Internet Day 2020: costruiamo tutti insieme un web migliore per i nostri figli

di Francesca Capriati - 11.02.2020 Scrivici

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Fonte: iStock
In occasione del Safer Internet Day ecco i consigli migliori ed il vademecum per tutelare i nostri figli dai rischi e dai pericoli della Rete

Safer Internet Day

L'11 febbraio 2020 si celebra in 100 Paesi in tutto il mondo il Safer Internet Day, la giornata mondiale dedicata alla sicurezza in Rete dei minori che quest'anno è dedicata al tema "Together for a better internet". Tre bambini o preadolescenti (6-14 anni) su 4 in Italia frequentano la Rete, sviluppando una grande familiarità con Internet che diventa quasi assoluta tra i 15-24enni (94%). Navigano soprattutto per comunicare con i messaggi Whatsapp, Skype, Viber o Messenger (92% tra i 14 e i 17 anni), o utilizzando le applicazioni online anche per chiamare e videochiamare (81%), ma sono molti meno quelli che usano il web per leggere giornali o riviste online (circa 40%).

Ma quanti adolescenti utilizzano la rete per seguire o aderire a cause a sfondo sociale, civico o politico e si impegnano attivamente in prima persona anche oltre la rete? Ha risposto Save the Children con la sua ultima indagine “Dai like alle piazze: giovani e partecipazione civica onlife” attraverso alcuni focus group nelle scuole e un’indagine online a risposta spontanea promossa tra gli adolescenti.

I dati Save The Children

  • Solo 1 adolescente su 3 (30% circa) non è iscritto o non fa parte di nessun gruppo o associazione,
  • 1 su 6 frequenta gruppi scolastici
  • 1 su 6 è iscritto ad associazioni di volontariato sociale o ad associazioni o gruppi religiosi.

L’iscrizione ad associazioni culturali o associazioni per la tutela dell’ambiente riguarda il 7% circa, mentre quella ad associazioni per la cooperazione internazionale o per la tutela dei diritti umani, o a movimenti, partiti politici o comitati di cittadini riguarda il 4% circa dei rispondenti.

Per il 67% degli adolescenti i social rappresentano il canale sul quale si informano e si attivano rispetto ai temi sociali, civici o politici di maggiore interesse per loro, seguita dalla scuola (65%) .

Tra i temi che maggiormente riscuotono l’interesse dei ragazzi e delle ragazze vi sono: 

  • i cambiamenti climatici e la difesa dell’ambiente (60%),
  • la lotta contro discriminazioni, bullismo e stereotipi (53%),
  • l’immigrazione (25%),
  • i problemi della scuola e i diritti dei minori (18%).

Una buona parte dei ragazzi interpellati si adopera per diffondere online queste informazioni principalmente attraverso il “mi piace” (45% circa) o condividendole sulla propria bacheca o profilo (46%), mentre 1 su 20 (6%) fa un passo in più e contribuisce creando in rete un nuovo contenuto sulla tematica in questione, e un, pur ristretto, 4% arriva anche a scrivere un appello o una petizione di raccolta firme per raggiungere un obiettivo prefissato.

Questo attivismo digitale, che è stato definito come un “attivismo pigro”, non riguarda i giovani: più della metà dei ragazzi attivi online traduce l’impegno anche in azioni dirette di cittadinanza, per cambiare concretamente le cose, partecipando a eventi di sensibilizzazione o mobilitazione collettiva legati alla tematica di interesse.

L'esempio dei genitori

L’esempio dei genitori, e in particolare quello della figura materna, sembra avere un effetto positivo sulla decisione di attivarsi anche fisicamente per le cause sociali, civiche o politiche conosciute online. Gli adolescenti con una madre attiva su queste cause, hanno maggiori probabilità di essere iscritti ad associazioni di volontariato (41%) rispetto a quelli con una madre non attivamente impegnata socialmente o politicamente (27%), e l’81% di chi ha dichiarato di non essere mai passato dalla dimensione online a quella reale ha una madre che non è attiva su questi temi. Un altro fattore di rilievo in questo senso sembra essere anche l’abitudine alla lettura dei libri da parte dei ragazzi.

Il 57% di chi partecipa “spesso” e il 47% di chi partecipa “qualche volta” anche fisicamente ad eventi che ha seguito online, dichiara infatti di aver letto più di 3 libri extrascolastici nell’ultimo anno, contro il 9% e il 12%, rispettivamente, di chi non ne ha letto neanche uno.   

n questa giornata un pensiero importante è sempre rivolto agli adulti: usiamo la Rete in modo rispettoso e sicuro, per creare un Internet migliore per i nostri figli. Ma cosa possiamo fare noi genitori per tutelare i nostri figli dai rischi di ? Al grido di "Insieme per un internet migliore", vediamo come assicurarci che i nostri bambini siano al sicuro in rete!

7 modi per proteggere i minori sul web

Ermes Cyber Security (startup del Politecnico di Torino) e lo psicoterapeuta Alberto Rossetti hanno stilato un vademecum sui comportamenti corretti da adottare per proteggere i più giovani dai pericoli del web. 7 utili consigli per proteggere i nostri bambini che utilizzano internet:

  1. Tenersi sempre aggiornati
    Per affrontare al meglio le minacce del web e proteggere i minori è sempre necessario restare aggiornati. Non bisogna essere dei tecnici informatici per conoscere le nuove piattaforme, i social network o le nuove, talvolta pericolose, mode online. Basta un po’ di sana informazione su quotidiani web e cartacei di settore per sapere a cosa vanno incontro i ragazzi di oggi. 
  2. Non esporre i minori con le foto sui social, che sono accessibili a tutti
    Quello che viene caricato sui social network non è più vostro. Dovrebbe essere questa la frase iniziale di ogni contratto di iscrizione ad un social network. Di fatto, tutto ciò che viene caricato nelle piattaforme online diventa di diritto di proprietà della società che lo gestisce. Allo stesso modo, troppo spesso tali foto e contenuti non sono protetti da un corretto livello di privacy e diventano facilmente di dominio pubblico, esponendo bambini e ragazzi agli sguardi di criminali e malintenzionati.
  3. Proteggi i dispositivi dei bambini con password complesse
    Aiutate i ragazzi a proteggersi facendo capire loro il valore dell’utilizzo di password complesse per account social o videogiochi connessi ad Internet. La password deve prevedere ad esempio dagli 8 ai 10 caratteri, con lettere maiuscole e minuscoli, numeri e caratteri speciali. 
  4. Alla larga dal phishing
    Un’altra delle tante trappole sul web è il phishing, ovvero comunicazioni dirette e personalizzate che nascondono all’interno link malevoli atti a sottrarre dati e password. Ciò accade via email ma anche attraverso i social network, ampiamente frequentati soprattutto dai più giovani, che sono una miniera di dati personali e di occasioni per gli hacker. È importante quindi spiegare ai ragazzi di non cliccare o diffondere link dubbi, catene o richieste di aiuto, specialmente quando sono scritte in un italiano vacillante. Insegnate loro a chiedere aiuto agli adulti oppure a telefonare ai propri amici per chiedere conferma sul contenuto da loro ricevuto.
  5. Limitare le funzioni con un parental control
    I ragazzi non vanno spiati, ma è giusto tenere sotto controllo le attività che effettuano attraverso smartphone e computer e soprattutto limitare le funzioni che presentano più rischi. Si possono installare delle app che fungano da “parental control” e che limitino, per prima cosa, l’accesso a determinati siti. Si tratta di una misura importante poiché in questo modo i ragazzi non possono installare in autonomia applicazioni che potrebbero essere pericolose né visitare siti fraudolenti, violenti o pornografici attraverso i quali è più facile che gli hacker veicolino malware, o dietro i quali si celano spesso trappole di malintenzionati che mettono a rischio l’incolumità, anche fisica, dei ragazzi.
  6. Insegnare il valore della privacy
    Nell’epoca della condivisione, della vetrina e del voyeurismo, si devono aiutare i ragazzi a capire, fin da piccoli, quanto sia importante mettere dei paletti sulla diffusione della propria immagine e dei propri pensieri e soprattutto come sia possibile farlo. Tanti ragazzi vorrebbero difendersi ma non sanno come impostare la privacy dei social network su cui sono presenti per impedire, ad esempio, che i loro contenuti siano del tutto pubblici. D’altra parte molti giovani non si rendono conto che ciò che viene caricato sul web sfugge al loro controllo e può diventare causa di bullismo, ricatti ed episodi gravissimi di violenza fisica e psicologica. 
  7. Sviluppare un dialogo continuo
    Un ragazzo su 4 che va incontro ad episodi spiacevoli sul web, evita di parlarne. Questo perché spesso i ragazzi soffrono la mancanza di figure di riferimento in grado di comprendere la natura dei problemi legati alla vita digitale e che siano in grado di valutarli senza ingigantirli né sminuirli.

Safer Internet Day 2020, gli eventi in programma

  • In molte scuole, in tutta Italia, si svolgeranno eventi e giornate dedicate ai pericoli della rete. Potete consultare tutti gli eventi in programma sul sito Generazioni Connesse
  • Nell’ambito del “Programma Scuola Amica dei bambini e dei ragazzi”, l’Unicef Italia ha dedicato una particolare attenzione al tema del bullismo e del cyberbullismo preparando uno specifico kit didattico per le scuole dal titolo “Non perdiamoci di vista”.
  • In occasione del Safer Internet Day 2020, al via la nuova campagna nazionale del MOIGE “Giovani Ambasciatori contro Bullismo e Cyber Risk, in giro per l’Italia”. Secondo il MOIGE i social non solo possono creare una vera e propria dipendenza, ma si confermano come mezzi anche di disinformazione: la metà (50%) dei ragazzi nativi digitali ha creduto almeno una volta ad una fake news mentre solo il 18% verifica la fonte. In aumento del 18% i casi trattati dalla Polizia Postale che vedono vittima un minorenne (460 nel 2019), di cui 52 di età inferiore a 9 anni. Raddoppiano i casi di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico

Safer Internet Day, Telefono Azzurro

Telefono Azzurro organizza in Italia, come di consueto, una giornata dedicata alla sicurezza dei giovani (e dei giovanissimi) sul web, per allertare i ragazzi, ma anche i genitori, gli educatori e le istituzioni, spesso impreparati e non in grado di proteggere i minori dai rischi di internet.

In particolare presso la sede istituzionale della presidenza del Consiglio, Telefono Azzurro promuove dei momenti di riflessione con i colossi mondiali della rete, da Microsoft a Facebook e Tim, per aumentare il loro impegno per la sicurezza dei minori nell’utilizzo della rete e diffondere maggiore consapevolezza tra gli adulti degli strumenti che possono essere adottati per evitare i pericoli oggi tanto diffusi.

La nostra esperienza ci mostra proprio la difficoltà di comprendere i codici del mondo digitale da parte degli adulti, che sanno usare le tecnologie ma non sanno capire che i linguaggi hanno un senso diverso per i ragazzi Talvolta i genitori si sentono fragili e impreparati nel rapporto con i figli e si allontanano dal ruolo educativo che dovrebbero avere. L’obiettivo non è emularli su Tik Tok o essere loro amici sui social, ma guidarli e accompagnarli nella conoscenza di un mondo di linguaggi e di simboli diversi. La grande sfida è non perdere il rapporto tra generazioni

ha spiegato Enrico Caffo, presidente di Telefono Azzurro.

L'ultima ricerca di Telefono Azzurro & Doxa Kids 2020 dimostra che gli adulti, che vivono tra preoccupazione e scarsa consapevolezza, avrebbero bisogno di una seria “formazione digitale”: il 30% dei genitori dichiara infatti di non avere adeguate competenze su tematiche dell’on line, in particolare su cyberbullismo, incitazione al suicidio e l’autolesionismo, l’hate speech e sextortion.

La campagna nodo blu

Negli anni scorsi il Miur ha lanciato un video per "Un nodo blu", la campagna per il contrasto del bullismo e cyberbullismo. Video che è sempre bene rivedere

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