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Rispetto per la diversità: e se cominciassimo ad insegnare a vedere la bellezza?

di Francesca Capriati - 26.05.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Rispetto per la diversità: Luca Trapanese racconta uno spiacevole episodio accaduto a lui e ad Alba. Un'occasione per insegnare ai bambini a riconoscere la bellezza autentica

Rispetto per la diversità

L'ennesima storia di discriminazione nel nostro Paese vede protagonista una bambina davvero speciale. E' Alba, la figlia di Luca Trapanese, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli e autore, qualche anno fa, del libro "Nata per te", nel quale raccontava la sua storia di papà adottivo, single, della piccola Alba, nata con la sindrome di Down.

Luca ha raccontato sui social che pochi giorni fa giocava sulla spiaggia insieme a sua figlia e un bambino si era avvicinato all'improvviso dicendo che secondo sua madre Alba era brutta e malata.

"Sono rimasto di pietra, non sapevo nemmeno cosa rispondere, perché mia figlia non è malata e la sua disabilità non la invalida dell'essere una bambina felice, oltre ad essere oggettivamente bella".

Scrive Luca che aggiunge una riflessione a tutto tondo su questa vicenda:

"Bisognerebbe iniziare a ragionare sul bene comune, partire dall'idea che sono tutti figli nostri, nonostante le diversità, e che ognuno di loro ha diritto alla felicità e non al primato di migliore o di perfetto".

Insegnare la bellezza dell'imperfezione

Questo episodio ha fatto emergere ancora una volta quella parte, quella sì, davvero brutta della società, nella quale si tende sempre ad un ideale di perfezione e bellezza uniforme e dove tutto ciò che non rispecchia i canoni imposti è da scartare. Il problema non riguarda gli adulti, ormai pervasi di pregiudizi e cattiveria, ma i bambini che non vengono cresciuti ed educati al rispetto per l'altro e all'accoglienza.

E dovremmo anche fare un passo ancora più in avanti: non dovremmo insegnare ai nostri figli solo a rispettare chi è diverso da loro, ma anche a saper cogliere la straordinaria bellezza che c'è nel mondo. Una bellezza che si manifesta proprio nell'esistenza di tanti diversi da noi.

"Quel bimbo, grazie a sua madre, rappresenta una parte della società ostile alla diversità, indifferente al dolore, incentrata sul raggiungimento di una perfezione che non esiste".

Commenta ancora Luca Trapanese, che dopo aver raccontato l'accaduto è stato sommerso di messaggi di solidarietà, affetto e rispetto per lui e per Alba, a dimostrazione che forse non tutto è perduto, che c'è ancora molto amore e tanto sentimento anche nel mondo degli adulti.

La perfezione non esiste, scrive Luca e in cuor nostro lo sappiamo bene tutti noi. Eppure continuano a voler tendere verso un ideale di perfezione, verso il quale veniamo indirizzati dai social, dai mass media, dal pensiero comune. Da quel pensiero così superficiale che non comporta sforzo, riflessione o approfondimento. La perfezione non esiste ma esiste la bellezza dell'imperfezione che risiede in ciascuno di noi. Tutti diversi, ognuno con qualche difetto che dovremmo imparare non solo a "tollerare" - in noi stessi e anche negli altri – ma addirittura ad apprezzare come tratto di unicità.

E, tornando all'episodio che ha coinvolto Luca e Alba, la speranza è che tutto ciò che di bello e solidale si è mosso attorno alla vicenda sia uno sprone affinche la società si attivi per creare:

"una nuova visione della disabilità, affinché sia chiara la differenza tra disabilità e malattia, affinché si possano creare risposte adeguate alle esigenze di tutti, soprattutto dei più fragili".

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