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L'omofobia spiegata ai bambini

di Penelope Greco - 17.05.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Il 17 maggio si celebra la Giornata Internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia. Come spiegarla ai bambini?

Il 17 maggio si celebra la Giornata Internazionale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia. La scelta della data, infatti, commemora il giorno del 1990 in cui la World Health Organisation decise di eliminare definitivamente l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali. 

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Che cos'è l'omofobia

"Omofobia" è un termine coniato dallo psicologo George Weinberg, per definire la paura irrazionale, l'intolleranza e l'odio nei confronti delle persone omosessuali da parte della società eterosessista. Il termine "omofobia", di etimologia greca, utilizza il suffisso "fobia", sinonimo di paura, insieme al prefisso "omo", che qui perde il suo significato originario di "stesso" per trasformarsi nell'abbreviazione di "omosessuale".
 
In genere il termine clinico "fobia" indica una paura, un'incapacità, un limite personale, che il singolo individuo si trova a vivere e che cerca di superare per condurre un'esistenza più piena. Nel caso dell'omofobia, invece, per citare ancora Weinberg, ci troviamo di fronte a una "fobia operante come un pregiudizio". Tale caratteristica implica che gli effetti negativi siano avvertiti non solo (e in questo caso non tanto) da colui che ne è affetto, quanto da coloro verso cui questo pregiudizio è rivolto: le persone omosessuali, appunto. 

L'omofobia spiegata ai bambini

Ma come spiegare questa giornata ai bambini? Parlare presto ai più piccoli aiuta! I bambini nascono senza pregiudizi. Loro non vedono la diversità tra amore o colore. Loro vedono la diversità di un gioco che un compagno ha e che loro vorrebbero. Nelle scuole italiane non ci sono corsi o lezioni sul tema fino alla scuola media superiore, dove l'argomento è comunque affidato all'iniziativa dei singoli insegnanti o delle direzioni scolastiche. E non molto gettonato, se è vero che i filmati sul tema vengono scelti e proiettati nell'orario scolastico soltanto nel 2% delle classi, nonostante gli appelli di associazioni come Arcigay Giovani e Famiglie Arcobaleno, il gruppo nato su iniziativa di alcuni genitori omosessuali milanesi.

Ecco allora che iniziare con qualche lettura può aiutare.

  • Famiglie favolose (Salani), un libro per bambini scritto da Francesco Maddaloni e Guido Radaelli. Si tratta di una raccolta di favole in ognuna delle quali a essere protagonista è una famiglia animale unica a modo proprio; ad accomunarle tutte c'è l'amore e dall'affetto che ne unisce i componenti. Tra queste troviamo per esempio Carlos e Ferdinando, fenicotteri che desiderano diventare papà, o ancora Susie e Alberta, che allevano insieme i propri cuccioli. La simpatica particolarità di questo libro è che tutte le storie derivano da fatti realmente accaduti nel mondo naturale, rivisitati con quel tanto di dolcezza che basta per renderle storie da raccontare ai più piccoli. 
  • In altre parole. Dizionario minimo di diversità di Fabrizio Acanfora (effequ).  Le parole contribuiscono alla costruzione del mondo che ci creiamo intorno: sceglierle nel modo giusto significa non far sentire nessuno escluso. Per questo Acanfora si dedica alla costruzione di un dizionario emotivo, in cui non si spiega il significato letterale di alcune parole, ma l'effetto che queste hanno sugli altri. Che si tratti di neurodiversità, o di differenze culturali, sessuali, di genere, o di funzionalità fisiche, capire le parole che le caratterizzano è un esercizio utile a tutti al fine di creare comunità più eque e capaci di valorizzare le diversità. 
  • Anestesia (Feltrinelli Comics) di fumettibrutti, l'ultimo capitolo di una trilogia di ispirazione autobiografica iniziato con Romanzo esplicito e proseguito con P. La mia adolescenza trans. Questi graphic novel si soffermano su alcuni momenti che hanno segnato la vita dell'autrice, tra i quali il processo di transizione, così come le esperienze e le discriminazioni vissute in quanto donna transgender. 
  • One life (Garzanti, traduzione di Giulia Vallaqua), la biografia di Megan Rapinoe, considerata una delle calciatrici più forti del mondo. Rapinoe è parte della squadra nazionale degli Stati Uniti e, tra i moltissimi successi in ambito sportivo, conta la vincita del Pallone d'oro e del Piede d'oro nel 2019. Rapinoe è conosciuta anche per essere attivista e portavoce dei diritti LGBTQ+, oltre a occuparsi di pari opportunità e di diritti sociali. In questa biografia si racconta, a partire dalle discriminazioni subite per il suo orientamento sessuale, che comunque non le hanno impedito di inseguire i suoi sogni e che le hanno insegnato a opporsi alle ingiustizie. Un atteggiamento che l'ha condotta per esempio a unirsi alla scelta di Colin Kaepernick di inginocchiarsi durante l'inno nazionale in segno di protesta contro le discriminazioni della polizia degli Stati Uniti, e che l'hanno portata a rifiutare l'invito di Donald Trump alla Casa Bianca durante il suo mandato.

Fonti articolo: Associazione Arcigay, Gay Help Line

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