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La legge del doppio cognome bloccata

di Monica De Chirico - 17.07.2014 Scrivici

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La legge del doppio cognome dei figli, passata all'unanimità in Commissione Giustizia, sarebbe stata bloccata a Montecitorio

LEGGE COGNOME MATERNO -

La

legge del doppio cognome dei figli,

passata all'unanimità in Commissione Giustizia, sarebbe stata bloccata a Montecitorio. Come leggiamo su Repubblica, il voto sarebbe stato rinviato e "messo nel cassetto" scatenando le polemiche di diverse deputate che dello stop accusano i colleghi in Parlamento.

Michela Marzano, relatrice PD

sulla nuova legge, avrebbe affermato che è colpa dei veti culturali opposti dai deputati maschi ad una legge che avrebbe dovuto porre fine alla

concezione patriarcale della famiglia.

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In effetti la legge sul cognome dei figli abolisce l'obbligo di trasmettere il paterno, lasciando liberi i genitori di scegliere tra quello del padre o della madre o di entrambi, e che stabilisce che in caso di disaccordo vengono assegnati tutte e due. La legge risponde alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che nel gennaio scorso aveva condannato l'Italia per violazione del principio d'uguaglianza (negare la possibilità di trasmettere il cognome della madre discrimina le donne) e vuole allineare l'Italia agli altri paesi europei, come Spagna, Germania e Inghilterra.

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Tra i punti della legge che fanno scoppiare la bagarre in aula è quello che la persona con due cognomi possa poi trasmetterne ai figli soltanto uno.

Stefania Prestigiacomo di Forza Italia

avrebbe sollevato il dubbio che non sia giusto far scegliere ai figli il cognome da salvare. Ignazio La Russa chiede il voto segreto e propone il rinvio in Commissione. Anche Alessandro Pagano del Nuovo Centrodetra e Rocco Buttiglione dell'Udc sollevano dubbi sulla legge. Infine la Commissione dei Nove si sarebbe riunita, ma il voto finale non arriva e viene richiesto di ricalendarizzare il voto prima della pausa estiva.

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La Marzano avrebbe affermato che probabilmente non sarà calendarizzata perché adesso ci sono i decreti che scadono e se il problema è politico ci sarà anche tra due mesi.  E se ci si è fermati su questa legge, cosa succederà quando si parlerà di

unioni civili,

si chiede la deputata e filosofa, democratica, relatrice del testo.

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