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Le case di Luca. Intervista a Roberto Piumini

Le case di Luca intervista a Roberto Piumini: un libro che parla di affido, come funziona, cosa provano le famiglie - quella d'origine e quella affidataria - e i bambini? Una riflessione sulle famiglie allargate fatta con gli occhi di un bambino

Le case di Luca intervista a Roberto Piumini

Questo libro si chiama Le Case di Luca. Come la canzone di Silvia Salemi, ma al plurale. Questo libro però non ha nulla a che vedere con la canzone. Entrambi raccontano a modo loro storie di case, di cose e hanno un protagonista che si chiama Luca, ma sono totalmente differenti.

Chi è il Luca del libro?

Luca è un ragazzino sveglio e intelligente, che racconta sotto forma di diario segreto la sua vita fatta di piccoli, complicati e inspiegabili momenti di vita a cavallo tra la sua famiglia e l'affidamento in un'altra casa e con un'altra famiglia. Roberto Piumini racconta nel suo libro, edito da Manni e illustrato da Stefania Vincenzi, cos’è l’affido, come funziona, cosa provano le famiglie – quella d’origine e quella affidataria – e i bambini, quali sono gli interrogativi, i timori, la ricchezza e le speranze che questa esperienza porta, e lo fa con gli occhi di un bambino, raccontando quanto le “famiglie allargate” siano fondamentali nella vita dei ragazzi e degli adulti che ne hanno bisogno.

Adozioni ai genitori affidatari, anche single

Si tratta di un libro pensato per i bambini, ma assolutamente utile anche ai genitori, alle famiglie affidatarie (quelle che si apprestano a diventarlo e quelle che lo sono già), agli operatori sociali, alle associazioni, agli insegnanti. Una lettura necessaria, insomma, per conoscere meglio un mondo che spesso in troppi tendiamo a ignorare. Per PianetaMamma abbiamo raggiunto l'autore Roberto Piumini e a lui abbiamo rivolto qualche domanda sul suo ultimo lavoro e sulle dinamiche che ne hanno regolato la scrittura.

  • Roberto, esattamente cosa racconta Le Case di Luca?

Racconta, nelle parole del piccolo protagonista, il periodo precedente e seguente a un affido: da quando in una famiglia, per varie ragioni, si crea una situazione difficile e dolorosa, che non permette ai genitori di occuparsi in modo adeguato dei figli, a quando vien presa la decisione di affidare Luca a un'altra famiglia, a quando, dopo un certo periodo, il ragazzo torna nella sua famiglia. Il protagonista nel suo Diario, a cui dà delle sembianze umane rubandogli una "i" e chiamandolo Dario, racconta i piccoli grandi cambiamenti che riscontra nella sua nuova vita, passando dalla famiglia di origine a quella di affido.

  • Ti sei basato su una storia vera?

Non mi sono basato su una storia vera, ma su molte storie di affido di cui, per informazioni prese e materiali che mi sono stati dati da persone esperte nel settore, sono venuto a conoscenza.

  • Come è nata l'idea di raccontare un concetto complesso come l'affido ai ragazzi?

È nata dall'editore Manni, in particolare da Grazia Manni, che ha un'esperienza diretta di affido.

  • Dalla tua esperienza di scrittura, qual è il tasto più delicato da toccare con un ragazzo quando si parla del suo affido?

Probabilmente quello di rassicurarlo, e conservare in lui la convinzione, che l'affido non è una separazione radicale e continua dalla sua famiglia, ma un aiuto accettato e temporaneo, per lui e per i suoi genitori. Il tuo lavoro in prima persona racconta i pensieri e le paure del minore, ma è pensato anche per le famiglie che accolgono... in che modo? Il mio racconto cerca di fornire a qualsiasi lettore, bambino, ragazzo o adulto, non tanto o non soltanto delle informazioni, ma il valore, e il rischio, delle emozioni che accompagnano le fasi di un affido.

  • Dove ti piacerebbe trovare una copia del tuo libro?

Forse su un treno, in mano a qualcuno che lo sta leggendo, per tentare di vedere, sulla sua faccia, qualcuna delle emozioni di cui il racconto parla.

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