Home La famiglia Il bimbo nella società

La denuncia di Rosamaria: non trovo una casa perché mio figlio è autistico

di Francesca Capriati - 27.05.2022 Scrivici

la-denuncia-di-rosamaria-non-trovo-una-casa-perche-mio-figlio-e-autistico
Fonte: shutterstock
La denuncia di Rosamaria: non trovo una casa perché mio figlio è autistico: in un post su Facebook Rosamaria Caputi spiega che nessuno le affitta casa a Roma

La denuncia di Rosamaria: non trovo una casa perché mio figlio è autistico

Un lungo sfogo affidato alla sua pagina Facebook, quello di Rosamaria Caputi, mamma di tre figli, due maggiorenni e uno di 11 anni con una sindrome dello spettro autistico. La donna ha denunciato di non riuscire a trovare una casa in affitto a Roma a causa di paure insensate da parte dei proprietari.

Come spiega Rosamaria, vedova, trasferitasi da Catania a Roma con i suoi figli, non appena le persone vedono che una parte dei suoi redditi deriva da aiuti e forme di sostegno a suo figlio autistico si tirano indietro e si rifiutano di darle casa.

"E mentre la società, a una buona distanza, si nasconde dietro solidarietà e accoglienza a parole o citazioni, quando deve dimostrare coi fatti questi buoni sentimenti, si allontana, ti rifiuta. Triste dirlo, ma è così. Proprietari e condomini assaliti da paure insensate non vogliono avere a che fare con le famiglie ai loro occhi "anormali": una vedova accompagnata da due figli e "mezzo". 

Cosa è accaduto

Rosamaria entro il 30 giugno dovrà lasciare la casa in cui abita perché il contratto è scaduto. Da un paio di mesi è in cerca di un'altra sistemazione e non sembrava essere così difficile, nonostante abbia redditi certificati che fanno capire che non ci sono problemi economici:

Ho visto almeno 7-8 case -racconta- ho firmato anche delle proposte di offerta, una addirittura con tanto di cauzione per bloccare l'immobile. Dopo la firma, però, mi facevano aspettare per giorni, un comportamento anomalo. Poi ecco arrivare il rifiuto, senza una spiegazione precisa da parte dei proprietari

La situazione è diventata più chiara proprio pochi giorni fa quando, dopo aver firmato per l'ennesima abitazione in affitto e aver dato una cauzione, Rosamaria ha ricevuto un improvviso dietrofront da parte del proprietario. Dopo aver chiesto spiegazioni all'agente immobiliare la risposta è stata che il proprietario non voleva affittare la casa per via di suo figlio.

Una doccia fredda per Rosamaria, che si è scontrata faccia a faccia con un pregiudizio su suo figlio e sulla sua famiglia, con paure difficili da accettare e da comprendere: "Come fanno, senza conoscerci, senza nemmeno averci visto, a giudicare una famiglia"?

Nel suo sfogo composto Rosamaria prova anche a darsi una spiegazione provando a capire cosa accade nella mente di queste persone: probabilmente hanno paura di una cosa sconosciuta, oppure il timore di "non poter sfrattare in futuro un invalido. Ma non c'è una legge che lo preveda. Dall'altro c'è il bambino autistico visto come un mostro"!

"A nulla vale che io spieghi come viviamo, quali siano i nostri beneducati comportamenti, gli ausili da parte di assistenti, terapisti e varie. E sono disperata, inutile far finta".

Le parole di Rosamaria - donna coraggiosa, rimasta vedova quattro anni fa, che sta crescendo i suoi tre figli da sola - colpiscono dirette al cuore, svelano tutti i pregiudizi e la cattiveria che deriva da paure immotivate per ciò che non si conosce. E la sua denuncia arriva solo pochi giorni dopo quella di Luca Trapanese, padre di Alba, che si è sentita dire da un bambino sulla spiaggia che secondo sua madre "era brutta e malata". Finché non passeremo dalle parole ai fatti, finché non la finiremo di decantare solidarietà e accoglienza in pubblico e restare gretti nel privato, non faremo un passo in più verso una società che può definirsi davvero civile.

gpt inread-altre-0

articoli correlati