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Giornata Mondiale dei diritti delle bambine e delle ragazze

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L'11 ottobre si celebra la giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze. Un dossier con tutti i numeri delle violenze e delle discriminazioni di cui sono vittime

Giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze

L'11 ottobre è la Giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze (International Day of the Girl Child). Promossa dalle Nazioni Unite e giunta nel 2017 alla sesta edizione, la Giornata ha lo scopo di sensibilizzare governi e opinione pubblica sulle condizioni, spesso davvero disperate e difficili, nelle quali sono costrette a nascere e crescere le bambine nei Paesi più poveri della Terra. Per l'occasione diverse Onlus e organizzazioni umanitarie hanno lanciato delle campagne con lo scopo di accendere i riflettori sulla condizione delle piccole donne nel mondo e sui loro diritti negati. Spicca tra tutte Terre des Hommes, Onlus che segue diversi progetti di sostegno ai bambini, con la campagna #Indifesa ha pubblicato, come ogni anno, il dossier " La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo" che fotografa in modo preciso tutti gi abusi e le violenze cui sono sottoposte milioni di bambine nel mondo, Italia compresa.

229 istituzioni si occupano dei diritti dei bambini

Violenza sessuale

Più di 2 bambini ogni giorno, in Italia, sono vittime di violenza sessuale (oltre 950 minori in un anno): nell’ultimo anno il numero totale dei minori vittime di reato – mai stato così alto da un decennio a questa parte, toccando la cifra di 5.383 minori – ha registrato un +6% rispetto al 2015. Piccole vittime che in prevalenza sono femmine: nel 2016 erano in media il 58%, ma questa percentuale aumenta in tutti i reati a sfondo sessuale. Le bambine sono l’83% delle vittime di violenze sessuali aggravate, l’82% dei minori entrati nel giro della produzione di materiale pornografico, il 78% delle vittime di corruzione di minorenne, ovvero bambine al di sotto dei 14 anni forzate ad assistere ad atti sessuali. Colpisce il dato degli omicidi volontari consumati: più che raddoppiati in un anno (da 13 a 21 minori vittime) il 62% era una bambina o adolescente.

Violenza domestica

La violenza domestica è causa della maggioranza dei reati contro i minori: nel 2016 sono state ben 1.618 le vittime di maltrattamento in famiglia, per il 51% femmine, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. Cresciuto del 23% il numero di vittime minori di abuso di mezzi di correzione o disciplina (266 nel 2016), ovvero di botte fino ad andare in ospedale e arrivare a denuncia.

Spose bambine

Ogni due secondi una bambina o ragazza con meno di 18 anni diventa una sposa bambina vedendo così finire i suoi sogni e le sue speranze, costrette a sposare uomini più grandi di loro, con gravi conseguenze per la loro salute e il loro sviluppo. Oltre a portare enormi sofferenze alle vittime, questa pratica nuoce all’intera comunità in cui vivono. Secondo un recente studio della World Bank, la scomparsa dei matrimoni precoci si potrebbe tradurre in un risparmio pari a 566 miliardi di dollari (nel 2030) dovuto alla riduzione delle spese per il welfare dei singoli Stati. Da baby spose a baby mamme il passo è breve: nel 2016 sono state registrate 21 milioni di gravidanze tra le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni che vivono nei Paesi in via di sviluppo e nel 49% dei casi si tratta di gravidanze non cercate. E ancora, ogni anno, circa 70mila ragazze muoiono a causa del parto e delle complicanze legate alla gravidanza.

La #OrangeRevolution

Un centinaio di Comuni Italiani che hanno aderito al Manifesto #indifesa per una città a misura delle bambine, impegnandosi a orientare le politiche di loro competenza verso una maggiore tutela dei diritti delle bambine e delle ragazze, promuovendo azioni efficaci per il monitoraggio, la prevenzione e il contrasto della violenza e degli stereotipi di genere, ma anche interventi concreti per sensibilizzare i propri cittadini, specie i più piccoli,  su sexting, bullismo e cyberbullismo. Per rendere visibile questo impegno i Comuni aderenti espongono uno striscione arancione, colore che è, da anni, il colore scelto da Terre des Hommes e dalle Nazioni Unite per dire NO alla violenza di genere.

I diritti dei bambini, sempre calpestati

Alla #OrangeRevolution possono partecipare anche i privati cittadini, da soli o in gruppo, che condividono questi valori. Basta postare l’11 ottobre sul proprio profilo Facebook, Twitter o Instagram un oggetto, uno slogan, una foto o un selfie dal tocco arancione usando gli hashtag #Indifesa #OrangeRevolution.

 L’Osservatorio Indifesa conferma come nel nostro Paese ci sia bisogno di un cambio radicale nella prevenzione della violenza contro le bambine. Serve un impegno sempre maggiore del Governo per trovare fondi per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere che orienti gli interventi sia in Italia che nei Paesi in Via di Sviluppo, ma diventa sempre più importante anche costituire alleanze ampie, che includano attori fra loro differenti, capaci di intervenire a tutti i livelli coinvolgendo non solo i governi, le organizzazioni già impegnate in prima linea su questi temi, i professionisti, ma anche i ragazzi e le ragazze stesse. Solo così si potrà dare reale attuazione al piano di contrasto della Violenza e delle discriminazioni di genere varato dalle Nazioni Unite e fatto proprio, in particolare, dall’obiettivo 5 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2015-2030. E’ quello che stiamo facendo con il programma Radio Indifesa, mirato alla conoscenza e alla riflessione su violenza, discriminazioni e stereotipi di genere con la partecipazione degli studenti degli istituti di grado secondario superiore e diverse web radio scolastiche

dichiara Raffaele K. Salinari, Presidente di Terre des Hommes.

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