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Giornata Mondiale dei diritti delle bambine e delle ragazze

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L'11 ottobre si celebra la giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze. Un dossier con tutti i numeri delle violenze e delle discriminazioni di cui sono vittime

Giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze

L'11 ottobre è la Giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze (International Day of the Girl Child). Promossa dalle Nazioni Unite e giunta nel 2019 alla ottava edizione, la Giornata ha lo scopo di sensibilizzare governi e opinione pubblica sulle condizioni, spesso davvero disperate e difficili, nelle quali sono costrette a nascere e crescere le bambine nei Paesi più poveri della Terra.

Il tema dell'ottava edizione

25 anni fa, circa 30.000 donne e uomini arrivarono a Pechino da 200 Paesi del mondo in occasione della Quarta conferenza mondiale sulle donne, con l'obiettivo di riconoscere i diritti delle donne e delle ragazze come diritti umani. Al termine della conferenza venne adottata la Beijing Declaration and Platform for Action: l'agenda politica più completa per l'emancipazione delle donne.

Quest'anno si celebreranno i risultati di tutte le azioni, i programmi, le campagne e i movimenti sociali e culturali che sono nati proprio dalla spinta data 25 anni fa.

Tante le questioni ancora da affrontare: dai diritti di salute sessuale e riproduttiva alla parità di retribuzione e oggi questi movimenti si sono espansi, vengono organizzati da e per ragazze adolescenti e affrontano questioni ancora caldissime come il matrimonio infantile, la disuguaglianza educativa, la violenza di genere, i cambiamenti climatici, l'autostima e i diritti delle ragazze di entrare nei luoghi di culto o negli spazi pubblici durante le mestruazioni.

Campagna INDIFESA 2019

Per l'occasione diverse Onlus e organizzazioni umanitarie hanno lanciato delle campagne con lo scopo di accendere i riflettori sulla condizione delle piccole donne nel mondo e sui loro diritti negati. Spicca tra tutte Terre des Hommes, Onlus che segue diversi progetti di sostegno ai bambini.

Anche quest'anno il colore simbolo della campagna è l'arancione, perché oltre a essere stato il colore che ha caratterizzato diverse rivoluzioni, è stato scelto da Terre des Hommes e dalle Nazioni Unite per dire NO alla violenza di genere e per rompere quegli stereotipi che impongono il rosa come il colore delle bambine.

Tantissimi Comuni italiani si tingeranno di arancione in segno di adesione al Manifesto #indifesa, impegnandosi in azioni concrete ed efficaci per la protezione delle bambine e al grido di "Libera il talento" scelto per questa edizione 2019.

Da tempo, in linea con quanto richiesto dall’Agenda ONU 2030 per il raggiungimento del Quinto Obiettivo di Sviluppo Sostenibile - quello della parità di genere – la Fondazione Terre des Hommes ha chiesto ai Comuni aderenti di sottoscrivere il Manifesto #indifesa al fine di impegnarsi in azioni efficaci per la protezione dei bambini e in particolar modo delle bambine, attraverso l’elaborazione di politiche e piani specifici di sensibilizzazione per la prevenzione e il contrasto della violenza e le discriminazioni di genere, il bullismo e il cyberbullismo e la mappatura dei progetti che sul loro territorio si occupano di questi fenomeni.

Come partecipare sui social

  1. Prendi una vecchia t-shirt, un lenzuolo o una bandana, un piatto, uno specchio o una pagina di quaderno… scegli la tela bianca sulla quale scrivere l’hashtag #liberaè e un tuo messaggio o un disegno per raccontare cosa significa, per te, la libertà per una bambina. Dillo con parole tue o lasciati ispirare da un verso di una poesia o da una canzone che ami.
  2. Scatta una foto, un selfie o gira un breve video
  3. L’11 ottobre, dalle ore 9.00 in poi, condividi sui tuoi social network con gli hashtag ufficiali: #liberaè e #indifesa Tagga @terredeshommesitalia su Facebook e Instagram e @tdhitaly su Twitter

Eventi in programma

Vari gli eventi in programma previsti negli diversi Comuni che hanno aderito all’iniziativa e che esporranno gli striscioni arancioni.

  • Il 10 ottobre a Palazzo Montecitorio alle 10 Terre des Hommes presenterà il Dossier della Campagna indifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo", contenente i più recenti dati Interforze sui minori vittime di reato in Italia che quest’anno saranno illustrati anche con una particolare attenzione alle differenze regionali.
  • al Comune di Mira (Venezia)appuntamento l'11 ottobre 2019 alle ore 20.30 presso l'Auditorium della Biblioteca di Oriago.
  • i comuni di Gualdo Tadino, Voghera e molti altri esporranno lo striscione arancione;
  • a Ravenna il Comune esporrà lo striscione e gli appuntamenti proseguiranno domenica 20 ottobredaalle 10.30 alla Casa delle Donne con l’appuntamento rientrante nell’ambito della rassegna Le Pioniere e con “1,2,3 …… Stelle! “L’avventura scientifica di Margherita Hack con colazione, lettura ad alta voce e collegamento skype dalla Svezia con l’astrofisica Daria Dall’Olio.
229 istituzioni si occupano dei diritti dei bambini

Violenza sessuale

Più di 2 bambini ogni giorno, in Italia, sono vittime di violenza sessuale (oltre 950 minori in un anno): nell’ultimo anno il numero totale dei minori vittime di reato – mai stato così alto da un decennio a questa parte, toccando la cifra di 5.383 minori – ha registrato un +6% rispetto al 2015. Piccole vittime che in prevalenza sono femmine: nel 2016 erano in media il 58%, ma questa percentuale aumenta in tutti i reati a sfondo sessuale. Le bambine sono l’83% delle vittime di violenze sessuali aggravate, l’82% dei minori entrati nel giro della produzione di materiale pornografico, il 78% delle vittime di corruzione di minorenne, ovvero bambine al di sotto dei 14 anni forzate ad assistere ad atti sessuali. Colpisce il dato degli omicidi volontari consumati: più che raddoppiati in un anno (da 13 a 21 minori vittime) il 62% era una bambina o adolescente.

Violenza domestica

La violenza domestica è causa della maggioranza dei reati contro i minori: nel 2016 sono state ben 1.618 le vittime di maltrattamento in famiglia, per il 51% femmine, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. Cresciuto del 23% il numero di vittime minori di abuso di mezzi di correzione o disciplina (266 nel 2016), ovvero di botte fino ad andare in ospedale e arrivare a denuncia.

Spose bambine

Ogni due secondi una bambina o ragazza con meno di 18 anni diventa una sposa bambina vedendo così finire i suoi sogni e le sue speranze, costrette a sposare uomini più grandi di loro, con gravi conseguenze per la loro salute e il loro sviluppo. Oltre a portare enormi sofferenze alle vittime, questa pratica nuoce all’intera comunità in cui vivono. Secondo un recente studio della World Bank, la scomparsa dei matrimoni precoci si potrebbe tradurre in un risparmio pari a 566 miliardi di dollari (nel 2030) dovuto alla riduzione delle spese per il welfare dei singoli Stati. Da baby spose a baby mamme il passo è breve: nel 2016 sono state registrate 21 milioni di gravidanze tra le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni che vivono nei Paesi in via di sviluppo e nel 49% dei casi si tratta di gravidanze non cercate. E ancora, ogni anno, circa 70mila ragazze muoiono a causa del parto e delle complicanze legate alla gravidanza.

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