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Niente fondo per gli orfani dei femminicidi

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Bocciato un emendamento che voleva instituire un fondo per aiutare le famiglie che accolgono gli orfani dei femminicidi

Fondo per gli orfani dei femminicidi

Dal 2000 al 2014 in Italia ci sono stati 1600 nuovi casi di orfani che hanno perso la mamma perché uccisa dal loro padre, che poi è finito in carcere o si è suicidato. Minori che si sono trovati improvvisamente soli, privati dei loro affetti più importanti e che hanno subito il trauma di vedere uccisa la loro mamma dal padre, nonché quello di essere affidati ad altre famiglie e di cambiare casa.

Ebbene, pochi giorni fa la commissione Bilancio della Camera ha respinto l'emendamento che era stato presentato dalla Vice Presidente della Camera, Mara Carfagna, che prevedeva il finanziamento di un fondo di dieci milioni di euro da destinare alle famiglie affidatarie degli orfani di femminicidio. Sarebbe stato un aiuto importante per questi parenti che all'improvviso hanno accolto nella loro famiglia il minore orfano e che in molti casi si trovano in condizioni economiche difficili.

Si trattava di soldi che sarebbero stati recuperati tagliando spese non produttive, quindi senza chiedere contributi extra ai cittadini e che avrebbero potuto aiutare e sostenere gli orfani dei femminicidi e le famiglie che se ne stanno prendendo cura. Insomma, come aveva spiegato l'on. Carfagna al margine della recente presentazione della campagna #nonènormalechesianormale, sarebbe stato un atto dovuto ed importante al fine di completare ed irrobustire “quel  percorso di civiltà e consapevolezza che ci ha condotto ad approvare la legge sul femminicidio e poi quella sulla tutela degli orfani”.

Stop alla violenza sulle donne

In effetti la decisione di respingere questo emendamento è arrivata come un fulmine a ciel sereno ed è stata decisamente inaspettata: sia Carfagna che i sostenitori del provvedimento, nonché le famiglie e le associazioni coinvolte, erano certe che questo emendamento avrebbe incontrato un consenso trasversale, vista la crescente attenzione che è stata data alla lotta alla violenza sulle donne e ai femminicidi. Così non è stato e la reazione dell'on. Carfagna è stata molto dura. In una nota stampa ha scritto:

Movimento 5 stelle e Lega hanno trovato soldi per tutto: detassare i massaggi e i trattamenti di bellezza negli hotel, consentire ai turisti di fare shopping con 15 mila euro in contanti e far costare meno la birra prodotta nei birrifici artigianali. Promettono soldi a pioggia col reddito di cittadinanza, assumono “navigator”, ma non sono riusciti a far spuntare 10 milioni di euro per le famiglie che si prendono cura degli orfani di femminicidio, delle migliaia di bambine e bambini che hanno spesso assistito all’assassinio della madre da parte del padre. È una vergogna che tradisce tutti gli impegni pubblici presi dai partiti della maggioranza. Con la bocciatura avvenuta stanotte dell’emendamento che abbiamo presentato in Commissione Bilancio si rompe un clima che su queste tematiche cosi’ delicate e’ sempre stato bipartisan, di ascolto e confronto concreto. È una bastardata

L'indignazione da parte dell'opinione pubblica e delle associazioni delle famiglie delle vittime di femminicidio non si è fatta attendere e ha invaso il web.

Cosa risponde il Governo?

Che un fondo esiste già e per il triennio 2018-20120 è stato incrementato fino a 7,5 milioni di euro, inoltre Matteo Salvini ha dichiarato, in risposta all'onorevole Carfagna, che "il Senato potrà migliorare una manovra già positiva".

La reazione delle famiglie

Stefania Mattioli di Rebel Network, la cui figlia Claudia è stata uccisa e che oggi sta crescendo da sola le nipotine, ha dichiarato che

non ci sono ancora gli strumenti burocratici per attingere ai miseri 3 milioni stanziati dal precedente governo e quello attuale sembra molto più impegnato negli slogan che su misure concrete. Quello che so io sulla pelle mia e delle bambine di mia figlia Claudia, vittima di femminicidio, è che con le chiacchiere non si aiuta nessuno

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